Un bacio condannerà

Racconto partecipante la XVI challenge Raynor’s Hall

Tema: Bacio


Estratto dalle pergamene del Cronista. Primo anno del ciclo del Buio, quarantesimo giorno del mese di Tisri, inverno.

Questa la leggenda della ninfa e del dio, ultimi giorni prima del Buio.

***

È vietato agli dei interagire con gli affari degli uomini se essi non sono stati interpellati.

È vietato a un dio uccidere un altro dio.

È vietato a un mortale unirsi a un dio.

Queste le tre leggi sacre del Cielo e della Terra del mondo di Cabbal, la loro violazione porterà rovina sul nostro mondo. Ascoltate tutti, uomini, ninfe e dei: non violate mai nessuna di queste leggi, perché le conseguenze colpiranno tutti.

[…] Le leggende narrano che tutto ebbe inizio sulle rive del Lago del Mistero, il luogo dove le ninfe di Aria e Terra vengono generate e in cui passano la loro vita prima di ricongiungere i propri elementi alla terra. Qui la figlia dell’Aria danzava e cantava, da sola come ultima delle sue figlie. Erano anni ormai che Aria, assieme al suo compagno Terra, non sentiva più il bisogno di creare ninfe. Fu su quelle rive che Qadmon, il dio giudice dei trapassati, la vide per la prima volta. Quando la ninfa si accorse del visitatore, scappò, rifugiandosi nel bosco, tra le verdi foglie. Più volte Qadmon tentò di avvicinarsi, ma più volte ella scappò. Qadmon non la inseguì mai tra i boschi, dispiaciuto ogni volta che lei si spaventasse. La ninfa, ormai incuriosita dell’atteggiamento del dio, decise di fidarsi e, un giorno, invece di fuggire, rimase.

«Cosa vuole il dio giudice da me?» gli chiese avvicinandosi cauta, la creatura effimera e intangibile.

«Solo conoscere il tuo nome e dialogare con te» rispose il dolce dio affascinato da quella creatura.

«Nefesh.» Il nome fu un sussurro nel vento che mai il dio avrebbe dimenticato.

Più volte Qadmon andò da lei, più volte le parlò e ogni volta lei rispose. Sulle rive di quel lago, lei cantava per lui e lui la ascoltava deliziato, raccontandole di ciò che tra gli umani avveniva. Lei il suo canto, lui il suo bardo. La madre di Nefesh osservava quell’idillio quasi contenta di vedere la figlia finalmente vivere e fu con la sua benedizione e del padre Terra, che essa prese la sua decisione.

Da ninfa, non era in grado di toccarlo, abbracciarlo e c’era sempre un muro fra loro. Così prese la decisione di farsi donna. Alle ninfe, figlie mortali degli dei, è concesso di scegliere di diventare umano per poter assaporare tutte quelle sensazioni provate dagli uomini, ma negate agli dei e alle loro creazioni.

Si fece donna e con un bacio il matrimonio venne stipulato. E così anche la terza legge fu violata.

Più volte giacquero assieme, finché le quattro Stagioni non lo scoprirono. Più che irritate dalla violazione della terza legge, fu la gelosia a far covare loro vendetta. Così, aspettando che il dio fosse lontano per adempiere al proprio ruolo, si mostrarono e tutte baciarono per tre volte la sposa.

«Con questo bacio, non vedrai più il suo viso» disse Estate.

«Con questo bacio, non toccherai più la sua pelle» disse Autunno.

«Con questo bacio, non canterai più per lui» disse Inverno.

«Con questo bacio, non udirai più la sua voce» disse Primavera.

Ed ella cadde a terra, e così la trovò Qadmon, e così la trovò Aria, e così la trovò Terra. E così la aspettò Morte.

Qadmon vegliò teneramente sulla moglie malata, cercando una cura inesistente. Quando ella morì, il dolore fu enorme, ma Qadmon non cercò vendetta. Aveva già violato la terza legge, non voleva violare la seconda. Così seppellì Nefesh in un luogo a lui noto soltanto, serbando il suo ricordo per sempre con sé.

Tuttavia, Aria non dimenticò mai la crudeltà delle quattro Stagioni. Pianse sulla tomba della figlia e le lacrime di dolore si trasformarono in odio. Imprecò contro le leggi, imprecò contro gli dei e imprecò contro gli umani.

«Un bacio strappò mia figlia da me, un bacio la condannò e un mio bacio condannerà coloro che l’hanno ridotta così! Che il mondo sia invaso dalla piaga che ha ucciso mia figlia!» e la vendetta di Aria fu compiuta.

Con il vento e la pioggia, il morbo si propagò tra i mortali, facendosi strada per raggiungere anche gli dei che le avevano procurato quel dolore. Corruppe la terra che il marito rese culla ideale per la sua prolificazione. Da Terra e Aria tutto partì e il male e il dolore si propagarono tra i mortali, così iniziò l’era del Buio. […]


Ciao a tutti! Questo racconto breve è ispirato al progetto nuovo a cui sto lavorando e che devo decidere se postare su wattpad e blog o meno… in ogni caso, prima ho intenzione di portarlo a termine, poi di vedere cosa farci. 

Vi piace questo estratto? Mi sono ispirata alle vecchie versioni di latino che facevo al liceo per lo stile. Vi ispira saperne di più?

Se volete, sono anche su wattpad adesso 🙂

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19 pensieri su “Un bacio condannerà

  1. Non ti nascondo che sono rimasta incantata a leggere tutta la storia, molto bella.
    Come ben sai io di latino e miti so ben poco, ma a me sembrava appunto di leggere di qualche lontana leggenda narrata dalla notte dei tempo.
    Bellissima.

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  2. In realtà i baci sono quattro, come le Stagioni, non tre XD comunque, è molto malinconico quest racconto, che pur sfidando le leggi scritte nessuno ha trovato la felicità tanto bramata… peccato 😦 complimenti, però, tutta la malinconia è arrivata anche leggendo ^^

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  3. Molto bello, richiama alla mente dolci poesie… anche se attraversate da tragedie, ma comunque ricche di sentimenti forti.
    Complimenti… e non vedo l’ora di saperne di più sul tuo progetto ^_^
    Se mi perdo richiamami all’ordine mi raccomando 😉

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