Flashforward – missione 1 (31)

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La città di Karga e l’Unione dei Sete

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Zaneide annuì chiudendo gli occhi. Quando li riaprì continuò: «Si trova nei sotterranei. Vi chiedo di non avvicinarci troppo.»

La donna si diresse verso una porta diversa dalle altre presenti, più piccola e nascosta, quasi invisibile dello stesso colore del muro. I due la seguirono e lei, con un semplice gesto della mano, l’aprì. Scesero una rampa di scale di pietra, debolmente illuminate da piccole torce presenti, che portava nei sotterranei.

«Lo tenete segregato in cantina?» chiesa ironico Kramer.

«Più o meno. Vedete, è un po’ irascibile da qualche giorno…» rispose Zaneide aprendo una seconda porta al termine della rampa.

«Questo luogo non ha prigioni, non ne necessita anche se, all’occorrenza, possono essere create…» li condusse attraverso un breve corridoio, ignorando diversi altri ingressi «… usiamo i sotterranei come magazzino, è molto comodo. Inoltre sono più facili da chiudere, all’occorrenza.»

Spalancò l’ennesima porta, quasi trattenendo il fiato. Una tenue luce azzurra si diffuse, evocando inquietudine nei due ospiti. Ciò che videro li lasciò di stucco: un’enorme colonna di luce imprigionava un essere enorme, molto alto e che irradiava negatività con la sua sola presenza. Sul pavimento un pentacolo blu dava energia alla stessa colonna che sosteneva, richiudendo in uno spazio angusto quella che appariva come un’armatura vivificata. Sembrava che nulla ci fosse sotto quegli strati di metallo, eppure il respiro affannoso denotava la presenza di un corpo. Era viola molto scura, in alcuni punti nera ma le giunture sembravano fatte di lava incandescente, fiumi di magma che si spostavano attraverso i canali formati nel metallo. L’elmo aveva molti spuntoni sulle cui punte sembrava esserci sangue rappreso e non sembrava possedere una mano, bensì, una lama della spada agganciata al polso tramite spire di carne marcia e corrotta. Appena li vide ringhiò furioso, sperando di atterrire e immobilizzare le sue prede.

«È un po’… fuori controllo.»

«Un po’?» chiese ironico Kramer.

«Il pentacolo lo tiene bloccato all’interno. Non sappiano cosa sia successo davvero, però stiamo cercando una cura alla maledizione, speriamo che in quel posto possa esserci qualcosa che possa aiutarci».

Kramer sorrise mentre Blitz osservava il mostro quasi disgustato da quella visione.

«Dov’é questo accampamento?» chiese Kramer.


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