Atlad 21 – La vita riprende (settima parte)

Miriam aggrottò la fronte e chiuse gli occhi, si morse le labbra e infine disse: «Torniamo a casa? Sulla Terra?»

Aickley le strinse la mano che la ragazza teneva appoggiata sulla gamba.

«Immagino tu sappia come fare. Non ti conviene resistere finché non viene Selian?»

«Selian potrebbe impiegarci anni e io devo tornare.»

Aickley sospirò.

«Tornare in un posto in cui non hai più nulla? È questo che vuoi? Non so perché, ma sei sicura? Per carità, non ti lascerei da sola, però lì c’è solo dolore per te.»

«Anche qui. Da quando ho afferrato la mano di Mark, ho segnato il mio destino. Non ho fatto nulla di male in fondo, volevo solo conoscerlo. Ma… »

Miriam si bloccò. Si spostò i capelli dal viso e poi continuò: «Mia madre vive in Inghilterra. Immagino di poter andare da lei.»

Aickley annuì. «Vediamo di organizzare le cose, Aliat credo possa aiutarci.»

Miriam abbassò la testa. Non aveva voglia di pensarci, non voleva lasciare Atlad. Era un esilio forzato, un esilio che lei stava solo anticipando prima che lo facessero gli altri. Lasciò che Aickley le spiegasse chi era e cosa fosse successo, ma lei riusciva a cogliere solo frammenti.

«Ok, dai. — disse Aickley — Parliamone dopo. Possiamo anche non parlarne proprio. Va’ a riposare.»
Miriam si alzò senza rispondere, diretta verso camera sua.


 

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