Atlad 20 – L’oscurità che mi circonda (settima parte)

Mark era in piedi, ritto in un portamento nobile. Il suo sguardo era freddo, glaciale, non provava più nulla. L’abisso si faceva sempre più profondo, l’aura attorno a lui sempre più nera.

«Ti aveva portato via da me.»

Miriam sentì la rabbia crescere sempre di più che si manifestò in piccole scariche.

«Non è stato lui a portarmi via! Tu mi hai allontanata da te! Tu mi hai fatta rapire, tu hai ucciso Frey e Eoin, è per te che hanno ucciso Rica e Ste! Come avrei mai potuto fidarmi di te!»

Qualcosa si accese negli occhi di Mark, gli occhi così fissi e immobili di prima, si contrassero insieme al suo viso.

«L’ho fatto per te! Per darti un futuro!»

«Quale futuro?! Un futuro di morte? Di stragi? Io non lo voglio!»

«Tu devi stare con me!»

«Io non devo nulla! Io volevo stare con quel ragazzo che giocava ai videogame, che mi accarezzava la testa prima di dormire! Io non voglio stare con te! Perché se è questo il vero Mark, io non lo voglio! Tu hai distrutto la mia vita! Hai ucciso i miei amici e hai pure il coraggio di dirmi queste cose?»
«Io ti amo» disse lui quasi implorandola, quasi a giustificarsi.

«Lo credevo anch’io.»

Mark chiuse gli occhi.

Non ti ama. Preferiva lui, guardala com’è disperata! Non ha neanche cercato di capire le tue motivazioni.
La voce gli parlò chiara e nitida nella sua testa. Quando li riaprì, caricò Miriam. Lei preparò la sua difesa e il suo contrattacco. La lama della spada di Mark sfiorò il corpo di Miriam e lei cercò un connessione per intuire le sue mosse e le sue reazioni. Purtroppo percepì anche lo sguardo di Aliat e la sua paura, distraendola. Aliat aveva paura le succedesse qualcosa. Si riprese in fretta da quella sensazione, ma a quel punto Mark si era già spostato, uscendo dalla visuale di Miriam e pronto a colpire nuovamente. La strega evocò una gabbia attorno a sé per rallentarne movimenti.

Brava, bambina. Continua così, Folgore! Usa il fulmine!

Ba’al le era accanto, anche se non fisicamente, e ciò le diede speranza. Senza evocare nessuna formula, scaricò dei fulmini in direzione di Mark, che si allontanò per riprendere l’uso del suo corpo.


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