Lucca Comics 2016 – prima parte

OTTO!!!

OTTO!!!

Oggi una recensione un pochino diversa, il Lucca Comics come l’ho vissuto io. Vi avviso già da ora che la dividerò in tre parti perché è un pochino lunga.

Quest’anno si festeggiavano i 50 anni della fiera, di conseguenza hanno creato un padiglione apposta per la ricorrenza (Golden Globe), che ho evitato per via della lunga fila sempiterna. Dato che all’interno c’erano delle impronte stile Wall of fame (da quel che era scritto nel programma) e un video da vedere, questa l’ho saltata.

Altra mostra saltata è stata quella su Dylan Dog, questa mi è dispiaciuta, ma la fila da fare sarebbe stata doppia. La Bonelli ha avuto la brillante idea di mettere una specie di bookshop in cui richiedere il biglietto gratuito perché le

La spada della verità

La spada della verità

visite erano ad orari prestabiliti… Ovviamente poi ti dovevi fare la fila per il tuo turno, quindi ho deciso di saltarla. Vi dico subito che ho saltato anche quella dell’Attacco dei giganti (me ne sono bellamente scordata) e quella alla Japan Town (che non ho trovato…).

Allora, prima di iniziare a dire cosa ho visto, voglio spiegarvi un momento cosa è Lucca Comics&Games.

Per il 90% delle persone, è solo l’ennesima fiera in cui andare per comprare gadget e sfoggiare o vedere il cosplay di turno. Lucca Comics però è anche altro. Se fosse solo quello, non si capirebbero i 54mila biglietti venduti solo la domenica (271k in totale per 500k visitatori). Iniziamo col dire che gli appuntamenti, in realtà, iniziano molto ma molto

Ralph Spaccatutto!

Ralph Spaccatutto!

prima e durano circa un mese. Tra workshop, incontri e conferenze, il Lucca Comics è strapiena di impegni. Se poi tenete conto che il programma dei 5 giorni di fiera conta 88 pagine, capite da soli la mole di impegni che c’è. Mi sarebbe piaciuto partecipare a qualche workshop, ma è già tanto che sia riuscita a vedere alcune conferenze, l’anno prossimo vedrò di prendere coraggio e andare in giro da sola. Capitemi, in mezzo alla ressa rischio di farmi prendere dal panico, quindi cerco sempre di muovermi con qualcuno che conosco. Tuttavia le varie transenne e vie obbligate hanno reso la fiera molto più gestibile e fluida. Andiamo con ordine che è meglio…


BIGLIETTI E FILA

Brave

Brave

Io l’abbonamento l’ho preso prima da casa, non con il print to home (un po’ scomodo il foglio se ci devi andare cinque giorni…) ma proprio in un punto vendita. Ho però preso i braccialetti sul posto. L’unica volta in cui ho fatto la fila, è stata la domenica, il giorno in cui c’è stato il boom di biglietti venduti, e comunque solo 15 minuti, per il resto dei giorni la fila non c’era proprio. Per i biglietti c’era ovviamente un pochino più di attesa (gente che non sa leggere i cartelli a parte), ma nulla di troppo lungo. Già dall’anno scorso, i padiglioni sono gestiti meglio, quindi anche ai games la fila per entrare è stata quasi nulla. Ci sono due entrate, una che fa fare il giro giro tondo delle mura e una fuori. Stessa cosa per le uscite, una portava dentro la città e una in stazione, così la folla si disperdeva in maniera ordinata.


CARNAIO

Questa ci stava troppo, La carica dei 101! Non sono meravigliosi?

Questa ci stava troppo, La carica dei 101! Non sono meravigliosi?

Quello purtroppo è un tasto dolente… perché oltre a coloro che pagano il biglietto, c’è tutta una serie di curiosi che passano il tempo a fotografare i cosplay per la città e sulle mura. Vabbè, si sa, Lucca Comics è una fiera gigantesca. Comunque, tanta ressa, tanta folla e file interminabili per ottenere un autografo… ma sinceramente credo sia questa la ragione principale per andare a questa fiera, ossia incontrare i nostri autori preferiti.


LE CONFERENZE

River Song

River Song

Personalmente ho partecipato a tre conferenze. Avrei voluto vederne di più, ma causa forza maggiore (andare avanti e indietro e stare dietro agli amici non è facile…), ma passiamo a descriverle un pochino più nello specifico.

La presentazione di Zodiac di Paolo Barbieri, in cui l’autore ha spiegato molto bene il suo punto di vista riguardo l’arte e da cosa ha tratto ispirazione per il suo lavoro.

Creare mondi fantasy con Tony DiTerlizzi e Philip Reeve che hanno presentato i loro lavori Realms e Capolinea delle stelle.

Grave Warden, Dragon Age

Grave Warden, Dragon Age

Questo tipo di conferenza è ottima per comprendere il modo di lavorare di questi artisti, spesso si scoprono retroscena molto interessanti sul loro lavoro e la loro vita privata.

Scrivere, disegnare e cos’altro? con Steve Argyle e Brandon Sanderson. Quest’ultimo devo ammettere che non sapevo chi fosse, io sono andata per Steve. Sanderson è un romanziere di cui ora sono molto curiosa di leggere i libri, in pratica Argyle ha disegnato la cover per il suo nuovo romanzo. Questa è stata la conferenza più bella, in cui hanno parlato della loro amicizia e del perché ha disegnato la copertina dell’ultimo romanzo di Brandon. Questa conferenza l’ho pure registrata come audio 😛

Avrei voluto partecipare a più conferenze, spero l’anno prossimo di poterlo fare. Mi è dispiaciuto molto non poter partecipare a quella di Final Fantasy (assolutamente inavvicinabile, fila fin fuori la chiesa dove la facevano…) e quelle della Disney\Panini… però rispetto agli altri anni almeno mi sono ricordata questa volta XD

Al più presto la seconda parte con le mostre 🙂

Meravigliose loro <3 Le riconoscete tutte? So che molti hanno avuto problemi con la seconda da destra :)

Meravigliose loro

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2 pensieri su “Lucca Comics 2016 – prima parte

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