Atlad 19 – Mark deve essere eliminato (quarta parte)

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***

Stein fece abbassare le barriere e andò verso il luogo dove sapeva ci fosse Aliat. Il suo vecchio amico attese che si avvicinasse un po’ di più, poi prese una piccola rincorsa e gli tirò un pugno, facendolo rovistare all’indietro, in mezzo alla sabbia.

«Sei forse impazzito a mandarla così scoperta in battaglia?» urlò.

Stein si toccò il naso, cercando di tamponare il sangue. Non si sarebbe mai aspettato quella reazione.
«Da quanto diavolo la tieni d’occhio?» chiese Stein. Aliat non era tipo da affezionarsi a qualcuno che teneva sotto controllo, ma quella reazione non aveva molto senso, sempre che non si fosse legato a Miriam.

«Da quando la conosce Mark. Questo non risponde alla mia domanda»

Stein si rialzò dalla sabbia e si tolse i granelli dai pantaloni.

«Ragiona. Se glielo avessi impedito, Mark si sarebbe insospettito. Se l’avessi nascosta, Mark avrebbe sospettato e presa con la forza. Cosa avrei risolto?»

«Ma non puoi neanche… »

«Cosa?! È un’armatura, cazzo! Ha il rango armatura! È stato naturale per loro eleggerla come capo! La seguono come se li avesse addestrati lei! Ti rendi conto che secondo Selian lei avrebbe quei ranghi perfino a Draken? Sarebbe un capo condottiero perfino lì! Credi sia facile?»

«Se la vede Mark non le lascerà il libero arbitrio! Ma ti rendi conto del putiferio che nascerà se la scoprono?»

«Non riuscirai a premere il grilletto» disse Miriam in tono dolce. Inclinò la testa e chiese sussurrando: «Cos’è successo?»

L’uomo aveva un aspetto orribile. Il volto era contratto, il respiro era affannoso e la maglietta aveva uno squarcio sul braccio proprio vicino a una fasciatura fatta malamente. Il sudore gli colava sugli occhi e le mani gli tremavano leggermente, come se avesse paura. Miriam quella paura la percepì, ma a fatica. Sentiva un dolore profondo che le ricordò quello provato nelle cripte dell’ordine, così simile anche a quello provato a Koliat durante i funerali.

«Che ci fai qui?» chiese lui ansimando.

«Ho sentito lui. — rispose la strega indicando Deimos — Chiedeva aiuto.»

Aliat abbassò l’arma e con essa lo sguardo. Miriam si azzardò ad avvicinarsi. Lentamente, un passo dopo l’altro, accorciava la distanza con Aliat, aspettandosi che lui la fermasse, ma così non fu. Quando Miriam si trovò davanti a lui, egli rialzò lo sguardo e la osservò.

«Come fai a sapere che non ti farò del male?»

Miriam sorrise un po’ imbarazzata.

«Lo so e basta»

«Come so io che tu non mi farai del male?»


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