Atlad 18 – Il fulmine mi guida (decima parte)

***

«Allora?» Tarn e Aliat cavalcavano uno a fianco all’altro, il primo su un drago di terra, il secondo sul suo fidato Deimos.

«Temo di averla mandata in confusione, ma non mi sembra indecisa sulla decisione da prendere. Convincerla con l’amore non ha funzionato, vediamo la curiosità. Anche se non mi sembra il tipo» Tarn rise.

«Insomma, tempo perso?»

Aliat passò un cellulare all’uomo.

«La stanno addestrando?» chiese osservando il video sullo schermo.

«Stein e istinto, combinazione letale. Spero non tirino fuori un qualche esercito da chissà quale regione, perché allora la situazione si complicherà. Se poi Miriam si potenzia, diventerà un serio problema. Quel colpo non l’ha neanche lasciata stanca, e ha preso metà soldati.»

«Una mocciosa terrestre vi crea problemi? Sul serio?»

La voce possente del drago li interruppe.

«Gli alti sacerdoti dell’Ordine erano convinti fosse una chiave.» gli rispose Aliat.

«Capisco… allora è per lei che sono stato svegliato e invitato a seguire questa guerra. E se lo fosse, che fareste?»

«Nulla. Mark la vuole come compagna, non come guerriera» concluse Aliat spronando Deimos a prendere il volo. Non sopportava quel drago senza ali e saccente, tuttavia aveva preso in simpatia Tarn. Era solo un osservatore e gli osservatori sono inutili presenze che occupano spazio sui campi di battaglia.


 

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