Atlad 18 – Il fulmine mi guida (nona parte)

Due raggi partirono dal cielo e dalla terra per unirsi nel corpo del suo avversario che cadde a terra planando grazie all’incantesimo di volo ancora attivo. Prima che il suo si esaurisse, la ragazza si abbassò di quota e diresse il suo colpo in orizzontale, cercando di prendere più avversari possibili. Il fulmine proruppe dalla lancia, dirigendosi verso la linea avversaria, a volte diramandosi. Quando i raggi si spensero, molti dei soldati dell’Ordine si accasciarono a terra, intralciati e in difficoltà nell’eseguire mosse più complesse del semplice respirare o aprire e chiudere le mani. Come in un sogno, la battaglia si arrestò. Il forte rumore provocato dai fulmini aveva distratto tutti, membri dell’Ordine compresi che avevano visto molti dei loro compagni immobilizzati. Nell’aria si diffuse un fischio continuo al quale i soldati nemici sembravano essersi ripresi. Ognuno di loro cercò di recuperare i compagni paralizzati e, usando tutta l’energia rimasta loro, riuscirono a celarsi e scomparire molto velocemente. I soldati alleati non si aspettavano una ritirata del genere e vennero colti impreparati, non riuscendo a fermare nessuno dei loro avversari. Stein e Keiko raggiunsero Miriam che aveva un leggero fiatone.

«Miri! Stai bene?» gridò Stein che aveva raggiunto il suo obbiettivo di recuperare una di quelle armi strane. La ragazza annuì mesta.

«Che è successo? Dove sono andati? Come hanno fatto?» chiese Keiko.

«Non lo so… io stavo combattendo contro il tizio dell’aria, quando l’ho paralizzato, credo. Mi ha detto che doveva mettermi alla prova»

«Quindi hanno visto cosa sapevi fare, hanno raggiunto il loro obbiettivo e se ne sono andati.

Avevano già programmato di ritirarsi. Credo sia stata la battaglia più veloce della storia»

Attorno a loro i soldati si stavano riprendendo, anche con l’aiuto di guaritori. I più sani avevano iniziato a recuperare alcuni oggetti.

Miriam fece cenno a Stein e gli disse sottovoce: «Per quale ragione Mark vuole distruggere i portali?» L’uomo scosse la testa.

«Non saprei. Vorrà isolare la Terra immagino o recuperare le energie dei portali o qualcosa che solo lui sa. Comunque abbiamo un nuovo avamposto. Dobbiamo continuare a studiare sulle mappe delle rovine, se ne trovassimo uno funzionante forse potremmo scoprire cosa vuole Mark. Ascolta, torna alle rovine e avvisa che inizieremo a cercare le varie rovine, abbiamo bisogno di creare delle basi, persone come Soraya saranno felici di studiarle.»

Miriam annuì e richiamò Elil, contenta di lasciare quel posto per tornare in fretta e furia alle rovine.


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