Atlad 18 – Il fulmine mi guida (ottava parte)

Miriam ordinò a Elil di caricare, non voleva perdere attimi preziosi. Aveva mirato al petto del ragazzo certa che l’altro l’avrebbe scansata, voleva solo studiare le difese del suo avversario. Come aveva previsto, la lancia venne deviata da una folata di vento. Il ragazzo usava troppo l’aria, forse era un invocatore, anche se non poteva esserne totalmente certa, avrebbe potuto avere senso mandargliene uno contro. La lancia non aveva effetto, poteva contare solo sulla sua magia. Il suo nemico proferì una nuova formula che lei non poté sentire e fu sopraffatta da forte raffiche di vento che tentarono di disarcionarla. Istintivamente, fece appello al suo elemento e creò un campo per isolarsi dalle folate. Attorno a lei, le gocce di pioggia rimbalzavano scoppiettando sulla barriera elettrica che aveva creato. Percepì Elil trasmetterle una sensazione di sollievo, come se fosse più facile volare. Ancora stupita da quello che aveva fatto, si accorse troppo tardi dell’attacco diretto al suo petto. Usò la lancia per deviare il colpo, ma la lama colpì lo stesso il suo viso, graffiandola. Sentì la guancia in fiamme, non era abituata a un dolore simile, inflitto con il preciso scopo di farle male. Sentì gli occhi lucidi.

«La guerra non è un gioco, ragazzina. Se una ferita come quella ti reca così tanto disturbo, allora dovresti prendere davvero in considerazione di diventare una compagna remissiva»

Miriam sentì bruciare qualcosa dentro sé, motivata più che mai a batterlo. Sentì nuove parole affiorarle nella mente, e allora venne in mente un piano per battere il suo avversario. Le folate deviavano i suoi attacchi, ma per farlo concentrava i suoi sforzi su un determinato attacco, lo sentiva. Se avesse attaccato da due fronti? O forse anche tre. Caricò di nuovo con Elil a lancia spianata. «Di nuovo? Non hai capito che non funziona?» disse l’avversario preparandosi per contrattaccare. Il vento le fischiava nelle orecchie, accentuando il suo istinto e lei iniziò l’invocazione, a bassa voce, come se fosse una preghiera: «Fulmine demoniaco – la lancia venne nuovamente deviata e, come già era successo nel secondo attacco che l’aveva ferita, l’altro abbassò la barriera per poter attaccare – paralizza!»


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