Recensione fumetto – Tesori International numero 2

Reading Book Challenge 2016: Un libro prequel

Autore: Don Rosa (a cura di L. Boschi, A. Beccatini, L. Canantella)

Edizione: Cartaceo

Pagine: 226

Costo: 6.90 €

Editore: Panini Comics

Link: Topoinfo

La Saga di Paperon de’ Paperoni… continua! Nel secondo volume di Tesori International potrete infatti trovare i capitoli aggiuntivi dell’epopea paperonesca di Don Rosa, tra cui il cosiddetto “capitolo 0”, ovvero il prequel Zio Paperone in decini e destini! E ancora tutte le altre avventure dello Zione, scritte e disegnate da Rosa tra il 1991 e il 2006, che vanno a inserirsi tra i vari capitoli della saga principale… oltre a due storie extra come Zio Paperone e l’ultima slitta per Dawson, ambientata in Alaska, e Zio Paperone – Il sogno di una vita, rivisitazione onirica dell’intera saga!

l’albero genealogico di Don Rosa

Galeotta fu la pagina.

Quale? Ventenni che piangono leggendo la saga di Paperon de’ Paperoni.

Tutta colpa sua. Pubblicano  le vecchie storie, quelle che leggevo da bimba, ma forse è meglio andare con calma, questa recensione sarà un po’ lunga, se volete saltarvi i miei sproloqui, saltate pure a oltre il secondo divisorio.

Le foto sono mie, abbiate pietà XD


Non è dolcissimo Paperone decenne?

Da piccola traslocai e il vecchio proprietario mi lasciò un sacco di vecchi Topolini. Vecchi anche all’epoca. Purtroppo tantissimi si sono rovinati (mi mangio le mani), ma io li lessi tutti. Quella pagina pubblica quelle vecchie storie, meravigliose che mi leggevo a vagonate da bambina. Della storia di Paperon de’ Paperoni sapevo qualcosa: che si era arricchito durante la corsa all’oro del Klondike (che leggevo Clodiche… non avevo la più pallida idea di cosa fosse), che era scozzese e che la mitica Numero Uno fosse il primo decino guadagnato… non sapevo però di Carl Barks o Don Rosa. Da bambina non ho mai pensato a “una storia canonica”, pensavo che tutto potesse essere successo, tra magia e il fatto che fosse la Disney, tutto era canonico per me. Poi smisi, comprai qualcosina come “Paperina di Rivondosa” o il mio amatissimo “Wizards of Mickey“, ma non lessi mai più regolarmente. Quella pagina ha evocato in me i ricordi in cui mi mettevo seduta sulla porta finestra che dava sul balcone a leggere quei numeri, a leggerli TUTTI, articoli vecchi di vent’anni compresi.

Così quando ho letto “Saga di Paperon de’ Paperoni“, non sapevo a cosa si riferisse, ma poi è arrivata la passione di chi non basta più la lettura del volumetto e basta, volevo saperne di più. Iniziai con

Fergus de' Paperoni

Il papà di Paperone, Fergus

le interviste agli autori, ma facevano riferimento a cose che non capivo… Yellow Kid? Chi era costui? E Valentina? Dylan Dog? Go Nagai? Così si inizia a frugare su Wikipedia, a leggere le introduzioni ai fumetti, a capire quanto i fumetti siano influenzati da tutta la cultura pop, a scoprire come saggisti del calibro di McLuhan e Umberto Eco li ritengano fondamentali come forma d’arte paragonabile alla letteratura (nel primo numero di Linus, Eco parla dei Peanuts dicendo che devono essere studiati come si studiano i capitoli di un romanzo), come i fumetti siano legati a filo doppio con la cultura e le paure di un popolo (non a caso i supereroi nascono in un paese in cui la paura per la criminalità è molto alta), come la censura su questa forma di comunicazione fosse molto più pressante rispetto ad altri media (durante il fascismo era possibile pubblicare solo Topolino di fumetti esteri)…

Poi scopri che in Giappone fanno tesi universitarie sul fumetto e ti chiedi: “In Italia sarebbe fattibile?” ma comunque pensi a una tesi più lineare. Poi un prof ti dice che sarebbe disponibile per una cosa simile e allora inizi a informarti davvero e scopri che un sacco di persone hanno fatto tesi sul fumetto, per assurdo più su corsi di letteratura e comunicazione che di arte… i prof. furono abbastanza spiazzati il giorno della tesi.

Ortensia de’ Paperoni, la dolcissima mamma di Paperino.

Così cerchi saggi su saggi, e trovi un nome ripetuto molte volte: Daniele Barbieri. Leggere suoi saggi significa iniziare a vedere il fumetto con altri occhi, a vedere l’evoluzione della griglia, dello stile, del perché certi fumetti avessero una colorazione oscena, del perché ci fossero incongruenze, del fatto che non è detto che l’autore di un fumetto sia uno, di come sia nato per le ragioni più disparate… e sul fatto che non nasce come forma d’intrattenimento per bambini, anzi.

Tutto questo per dire che leggere questo fumetto con una conoscenza che da bambina non avevo (giustamente), mi ha fatto apprezzare di più i fumetti Disney. Non ho detto nulla in questo articolo rispetto a quello che ho scoperto facendo la tesi, tuttavia credo sia palese l’importanza che un media simile ha avuto nella storia contemporanea, una storia che ha poco più di cent’anni. La mia manfredina è terminata, da qui in poi potrete leggere la recensione, sulla base delle mie conoscenze prima e sul mio parere personale dopo.


Tesori International è una nuova pubblicazione bimestrale della Panini in cui verranno pubblicati i capolavori degli autori esteri, sia riguardanti i topi sia i paperi. In ogni caso, proprio a causa di quella famigerata pagina, volevo recuperare i primi due volumi dedicati a Don Rosa e alla cosiddetta “Saga“. (oltre la terza riga troverete i miei pareri personali, se il lato tecnico vi annoia).

Cos’è la Saga? Banalmente, la storia di Paperon de’ Paperoni. Visto che non so che cavolo mettere come Prequel nella challenge, ho deciso di inserire questo. Purtroppo non ho recuperato il primo volume, che è stato in ogni caso prenotato. Per ora leggetevi la “piccola” recensione del numero 2.

Meraviglioso Paperone da giovane XD

La carta devo dire che fa un po’ pena. Mi ricordo dei vecchi volumozzi con la carta splendida, lucida e talmente plastificata che se ti cadeva la coca cola sopra restava lindo. Questo volume ha una carta molto sottile e ruvida, si piega con una facilità sorprendete e rischi di trovarti una pagina piegata a metà senza neanche accorgertene quando lo richiudi.

L’introduzione contiene una piccola intervista a Don Rosa e una piccola spiegazione di cosa contiene il volume, inoltre ogni capitolo ha una pagina iniziale in cui viene raccontata brevemente la storia editoriale e il punto esatto in cui posizionare il racconto nella saga di Paperone.

Il primo volume contiene la saga effettiva, mentre questo dei capitoli successivi che vanno a incastrarsi nella saga originaria creata da Don Rosa (che si basò sulla narrazione di Barks, che ricordiamoci viene considerato l’effettivo creatore dei paperi o di buona parte). Questi capitoli furono creati successivamente e per questo non inseriti nella linea cronologica del primo ma separati e considerati speciali.

In particolar modo, è presente la storia quasi completa (il primo incontro si trova nel primo volume) di Paperone e Doretta… se devo pensare a una storia d’amore ora come ora penso a questa.

Sono capitoli che letti da adulti prendono significati diversi… e ci si rende conto di come certe battute assumono significati diversi.

Ho faticato un po’ a prendere dimestichezza con il formato, questo perché Don Rosa usa la griglia americana (4×2) e io sono abituata ai fumetti nostrani che usano la 3×2. Una volta abituati però le vignette scorrono lisce.

Il coccodrillo… non metto quello col topo e il gatto perché è troppo lunga

Le singole vignette nascondo anche mini storie di animaletti o piccole gag di personaggi secondari,  la cura per il dettaglio è fenomenale. I tavoli non sono quasi mai vuoti e le scene hanno sempre uno sfondo, un meraviglioso sfondo. I miei fondali preferiti sono quelli naturali, quando la visuale si sposta sulla concessione di Peperone ho pensato che avrei voluto provare a ridisegnarla per esercizio. Gli animali sono precisi nei dettagli e credo che anche la flora sia studiata (quella della giungla è diversa da quella del Klondike ad esempio).

L’Agonia Bianca

I vari riferimenti alla saga principale impediscono di capire appieno questo volume preso come singolo, ne consiglio la lettura assieme al primo.

Per mia fortuna, le tavole sono state ricolorate in maniera ottimale, con colori tenui e che ben si adattano alla storia raccontata.


Ok, credo di aver finito con i tecnicismi. Ora passo a quello che penso io.

Paperino con la rappresentazione onirica di sua madre nell’ultima storia

Come già detto, la saga l’ho scoperta da poco e non immaginavo fosse così bella. È una storia che mi è entrata nel cuore come poche e vorrei leggere al più presto il primo volume. Inoltre ho amato davvero che si aprisse con Amelia, scoprendo una cosa che ignoravo, cosa che mi ha fatto amare di più il personaggio.

Se devo essere sincera, inizialmente non capivo come mai tutti amassero Doretta, ma avendo letto la storia con Paperone mi accorgo di quanto sia un bel personaggio.

Molti hanno accusato che la storia di essere basata sulla sindrome di Stoccolma, ma io non sono d’accordo.

Paperone non prende Doretta con il pensiero di farle del male o di ricevere un riscatto, ma con l’idea di farle capire il male che faceva ai cercatori. Inoltre avrebbe potuto andarsene molte volte, ma è rimasta lì. Bastano poche scene, poche battute a delineare un amore che non viene mai palesato (“Ti amo” non viene mai detto chiaramente).

Se volete leggere una storia d’amore, questo volume è perfetto, con una conclusione forse malinconica, ma molto bella.

Infine il capitolo conclusivo, scritto da un fan anonimo ma illustrato dallo stesso Don Rosa, non dico altro per non rovinare la sorpresa a chi non conosce la storia.


Per concludere, vi lascio l’elenco di cosa troverete in questo volume:

Guida alla saga: I capitoli Extra (di Alberto Beccatini)

Intervista a Don Rosa: La mia vita con Paperone (di Luca Boschi e Lidia Cannatella)

1877 – La fatale monetina (di Alberto Beccatini)
Capitolo 0 – Zio Paperone in: Decini e destini

1833 – Sulla cresta dell’onda (di Alberto Beccatini)
Il capitano-cowboy del Cutty Sark

1890 – Circhi, miniere e fuorilegge (di Alberto Beccatini)
Il vigilante di Pizen Bluff

1897/1898 – Cuori e cercatori (di Alberto Beccatini)
Capitolo VIII bis . La prigioniera del fosso dell’Agonia Bianca

1898 – Nello Yukon, con amore (di Luca Boschi)
Capitolo VIII ter – Zio Paperone in “Cuori dello Yukon”

1906 – Un dinamico duo: Scrooge e Teddy (di Alberto Beccatini)
Capitolo x bis – L’astuto papero del varco di Culebra

1877/1912 – Sogno e realtà (di Alberto Beccatini)
Zio Paperone e l’ultima slitta per Dawson

La saga si conclude (di Luca Boschi)
Zio Paperone – Il sogno di una vita

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Un pensiero su “Recensione fumetto – Tesori International numero 2

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