Flashforward – Missione 1 (17)

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La città di Karga e l’Unione dei Sette

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I due fratelli si guardarono, come se nessuno glielo avesse mai chiesto.
«Storia lunga… — tagliò corto Toruk — neanche voi del resto». Il ragazzo le osservava, una di fianco all’altra davano quasi l’impressione della luce e dell’ombra. Pandora sembrava risplendere, come se fosse sempre pronta a scattare; Beatrix, al contrario, sembrava dovesse sparire da un momento all’altro. Fu una sorpresa quando questa si girò improvvisamente interessata alla discussione e disse: «Perché dovremmo assomigliarci?»

«Allora ce l’hai la voce!»

«Guarda che ho parlato anche prima, quando ci hanno presentati.»

«Sì, ma vedi… Non so spiegarmelo, è come se…»

«Come se non dicesse mai nulla più del necessario?» finì Pandora.

«Quello!» squittì Toruk facendo un gesto secco con la mano chiusa a pugno e il dito indice alzato. Guardò il piatto ed apparve un pezzo d’arrosto che lui addentò.

«Funziona come le camere?» chiese Pandora. Senza aspettare risposta, provò e le apparve davanti la carne fumante. Beatrix, istigata dal profumo, tentò anche lei. Pochi minuti dopo, la porta da cui erano entrate si spalancò rumorosamente per fare entrare una strana combriccola di persone, con a capo Zaneide e Ethan.

«Chi sono?» chiese Pandora. Toruk ingoiò il boccone e disse: «Sono i membri dell’Unione. Vabbé, Zaneiede e Ethan li conoscete, la vecchiaccia e il l’uomo indistruttibile… Scusate, the Element master e the Power.»

I due apri gruppo li oltrepassarono, diretti verso il capotavola, vicino alla zona rialzata.
Questo posto inizia a piacermi” pensò Pandora guardando la persona successiva. Un ragazzo con i capelli rossi giocava facendo apparire e scomparire diverse lingue di fuoco che gli sfioravano il petto nudo. Gli occhi erano rosso acceso e cangianti, come il fuoco che evocava a comando. Indossava una semplice casacca aperta, sicuramente non nello stile della regione.

«Vivern, the Fireball» le informò Toruk che agitò la mano per salutarlo. Vivern gli rispose con la mano sorridendo, tuttavia non si fermò a parlare e proseguì verso il suo posto. Dietro di lui, quasi nascosto da tutti, incideva con passo marziale un uomo basso. La schiena era dritta come se fosse sotto ispezione e i suoi movimenti erano silenziosi. I capelli neri erano tagliati alla perfezione, il viso era massiccio e squadrato e i due occhi neri erano freddi come il ghiaccio. Indossava una divisa simile a quella delle guardie, ma con molti meno fronzoli.

«Ehi, Trix! Questo sembra la tua versione maschile! — disse Pandora — Serio e orgoglioso, stareste bene assieme!»


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