Digitale vs Cartaceo

Doppio post oggi, spero che non vi offendiate… è che ogni tanto mi sento una criminale, tanto vengo accusata quando dico di leggere molto in digitale… abbiate pietà coloro per cui esiste solo la carta, ma anche noi abbiamo la nostra da dire sulle ragioni per cui voi non leggete digitale u.u

Non leggo self perché non c’è stata la selezione di una casa editrice o il controllo di un editore.

Certo, perché Manzoni e Hugo avevano avuto un editor.

Non leggo self perché sono in digitale e da uno schermo non riesco a leggere bene.

Gli e reader sono stati fatti apposta per non affaticare la vista.

Non leggo self perché se pubblicano senza casa è perché non sono validi. E non posso comprare a scatola chiusa.

1) La CE pubblica quello che va e non sempre è “bello” o “valido”.

2) Un libro che non hai mai letto è comunque a scatola chiusa, in un caso puoi aprire il libro a caso e leggere, nel secondo puoi leggere l’anteprima.

3) Un editor COSTA TANTO. A volte può essere che una persona non voglia che qualcuno critichi il proprio lavoro, a volte, semplicemente, non può permetterselo. In ogni caso l’editoria è cambiata molto in questi anni e principalmente, senza editor non ti prendono in considerazione. Non è  che se sei self ti guardano male, non ti guardano proprio… sempre che tu non abbia uno stuolo di fan accaniti e che tu venda un macello da self, allora ti notano e ti pubblicano. Forse.

Non sento l’odore della carta.

Ma un libro lo “leggi” o lo “annusi”?

Non posso sfogliare le pagine.

È importante leggere o toccare?

Costa troppo rispetto al cartaceo.

Vero fino a un certo punto. I classici italiani li trovi gratis su Amazon, se si aspetta un po’di tempo, il costo del digitale si abbassa. Poi 7€ per il digitale no, ma 22/25 per il cartaceo sì. Qualcosa non va…

Poi il Kobo Store fa spessissimo offerte da 3×2, con il costo di un libro solo cartaceo ne compri 6.

Mi porterei la libreria in vacanza.

Col digitale puoi farlo. Ora che puoi farlo davvero, non lo fai…

Non lo sento in borsa.

Ed è un male? O.o

Mi sa che non avete mai fatto il pendolare.

Da uno schermo non assimili il contenuto.

Scusa, cos’hai detto?

Il lettore si impalla, si scarica e non posso leggere, un cartaceo non necessita di elettricità.

Disse quella che legge solo di notte con la luce accesa…

Quando ha piovuto forte, l’acqua mi rovinato libretto universitario, libro e appunti… ma il lettore era protetto. Anche il cellulare si scarica e il Kobo mi dura tre settimane usandolo circa un’oretta al giorno… oh, possiedo un caricabatterie a energia solare che me lo carica col sole.

Se lancio il cartaceo non si rompe.

TU FAI COSA???  A parte che se lo lanci si sfalda, si piegano le pagine e lo rovini… in ogni caso…  TU FAI COSA???

“Con il cartaceo non devi ricordare nessuna password.

Da quando i reader hanno password? O.o

Il cartaceo è compatibile con tutti i sistemi cognitivi.

Avrei dei dubbi… basta vedere il resto delle esclamazioni.


 

Ok, basta. Queste sono le principali ragioni per cui la gente si accanisce sul digitale. Premetto che io sono passata al digitale perché in casa non ci sta più nulla… il risultato è stato che leggo di più ora. Un reader costa, è vero (un consiglio: lasciate stare quelli da 40/50€ di sottomarca, si spaccano facilmente), ma a conti fatti si recupera in fretta. Il mio kobo touch (la fascia più bassa) l’ho pagato 80€, il costo di 4 libri rilegati se ci pensate bene. Ho scaricato ben 600 libri in maniera legale e gratuita di classici italiani (Verga, Svevo, Manzoni…), qualcosina di self e comprato 6 saggi di Eco (22€ in totale) e 6 Mammut Compton (2 raccolte di favole, 7 romanzi gotici, i romanzi sui vampiri, tutto Lovecraft e Le Vite del Vasari) a 22€ e qualcosa… quando uno di questi cartaceo costa 14.90€. Oh, i saggi che ho preso non esistono in versione cartacea, sono dei saggi scritti da allievi di Eco e da lui supervisionati, collegati tra di loro tramite link ipertestuali che rimandano ad altri libri della stessa collana. Posso anche sottolineare il libro senza rovinarlo e posso scriverci sopra.

Anch’io amo il cartaceo, ma oggettivamente, il digitale è comodo. I libri non esauriscono, di conseguenza non si alzano i prezzi. Avete presente la Spada nella roccia? Il film Disney? È basato su un romanzo… provate a cercarlo. Mi sono spaventata a vederne il costo.

I cartacei non spariranno se comprate il digitale, non sono spariti gli LP con l’avvento dell’MP3… ma se assimilerete entrambi, potrete leggere di più, trovando piccole perle nel self o nel “quasi” self (Dodici porte, Le Cronistorie degli elementi, L’era della dissonanza), a costi irrisori (avanti, potete leggere l’anteprima, se vi convincono poi potete anche spenderli 4€ o meno per un libro…).

Provare a leggere in digitale, magari con un reader e non con il cellulare, non vi obbliga a rinunciare al cartaceo.

So che il cellulare, bene o male, lo abbiamo tutti, ma leggere su uno schermo e-link è diverso che da uno schermo retroilluminato, e vi ho appena dimostrato che conviene in ogni caso.

Sì, i libri che costano 15€ in cartaceo e 10€ in digitale fanno ridere, ma non ci sono solo quelli e le offerte che trovate in giro sono davvero tante.

Oh: “Ho dimenticato io Kobo a casa”.

Poco male, sul cellulare posso scaricare le app Kobo store o Amazon Kindle e leggere da lì, se proprio proprio non voglio rinunciare.

Avete sentito altre frasi comuni sul digitale che non ho messo?
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34 pensieri su “Digitale vs Cartaceo

  1. La bellezza di leggere un libro cartaceo, supera ogni scoperta digitale che agevola la lettura.
    Io non comprerei mai un libro di politica o storia (o degli argomenti classici del blog) in digitale. Ho 24 anni e sono un tutt’uno con la tecnologia ma non eccedo. Forse altri generi da leggere ma non quelli che ho appunto citato.
    Ascoltarsi un vinile, anche un po’ rovinato, non vale tutti gli mp3 del mondo.
    Il digitale non è il bene assoluto, soprattutto per la musica che fa diventare “artisti” persone che manco sanno le 7 note musicali…è il mio pensiero ma so che tanti mi darebbero ragione. Oggi si mettono sullo stesso piano della bilancia, musicisti veri con persone che giocano con la musica digitale… 😀

    Credo che la differenza stia nelle esigenze delle singole persone.

    Ciao!

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    • Invece io trovo la lettura di saggi in digitale molto ma molto più comoda, in quanto evidenzio le parti che mi servono e le trovo immediatamente in lista. A me non importa il supporto, io voglio la sostanza. Senza il sigitale molte persone non avrebbero mai potuto pubblicare e io mi sarei persa un sacco di piccoli capolavori che mai avrebbero raggiunto una casa editrice, così come mi sarei persa i saggi di Eco di cui parlavo in quanto solo digitali e non cartacei. E leggerei molto meno, sia per quanto riguarda i costi che lo spazio in casa.

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    • Nel digitale è più semplice, comprendo che non tutti abbiano il coraggio di affrontare i vecchi lavori.
      Mia cara, te lo dice un esperto, leggersi Marx in digitale perde tanto…forse un libro di narrativa o fantasy e perchè no, fumetti (anche se sui fumetti preferisco il cartaceo pur avendo programmi per leggerli in maniera digitale…per Android). I piccoli capolavori si trovano in cartaceo come si trovano in altri modi, basta saper cercare.
      Purtroppo il digitale, sempre prendendo esempio con la musica, fa diventare le persone insigificanti dei falsi miti facendoli passare per miti (il mito è sbagliato a priori). Ti pare possibile che oggi dei comuni ignoranti, possono fare “musica” con un cazzo di sequencer digitale?

      Ora sai, per leggere varia a seconda di gusti ed esigenze (anche se il cartaceo rimane il surplus, anche per un fatto di rispetto alla Cultura…dato che oggi la Cultura viene storpiata dalla moda) ma sulla musica, almeno io che suono qualcosa, non tollero certe aberrazioni. 😀

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    • Qua non si parla di musica, il contenuto di un libro non si modifica se è cartaceo digitale, mi dispiace. Se ci sono i modi per alleggerire il lavoro e fare di più, dove sta il problema? Come hai detto tu, non tutti sono uguali, per me che peso 50 kg andare in università con 60 kg di libri è follia, così come comprare un libro a 7,50 è molto diverso che comprarlo a 20, anche perchè l’unico modo per supportare chi i saggi li scrive è comprarli NUOVI, visto che usati a loro non va nulla. Come ho scritto, la musica digitale non va a eliminare quella vecchia, ma anzi va ad ampliare quella che già c’è. Se ci fermassimo al “si è sempre fatto così” non avremmo evoluzione e avremmo solo copie di quello che è già stato creato.

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    • L’evoluzione dovrebbe far migliorare, ergo qua non migliora nulla. Sulla musica è l’esempio più calzante perchè trasforma le mezze tacche, in giullari di corte…è evoluzione questa? Rubare il lavoro a chi si spacca la schiena dalla mattina alla sera? Dai
      Leggere fa bene ma senza criterio, non insegna la libertà…ti fa vedere una libertà teorica ma mai concreta. Il digitale non è la soluzione a tutto come amplia fino ad un certo punto. Se studiassi la storia dalle cazzate del Web, sarei una pecora come gran parte della gente…fortuna esistono i libri di un certo tipo, che ti dicono chi era giusto e chi era sbagliato. Ecco la Libertà!

      Tornando alla Musica (quella vera), ho un vinile Jazz di inizio ‘900 (autentico e nemmeno fatto in vinile poi…quelli so venuti fuori dagli anni ’50 circa). E’ un 78 giri, preso da un collezionista a 10 euri appena…funziona come nuovo, vale tutto il digitale nella musica? Non scherziamo dai. Te lo scrive una persona che ascolta anche mp3…
      Bisogna conciliare e capire da dove arriva la Cultura e dove la moda prova a storpiare. Per il resto sono scelte personali.

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    • Pensiero unico bella mia? 😀
      Ti esprimo i pareri, io non ho miti…dunque dissento ove c’è da mostrare dissenso.

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    • No, io non ho scritto nulla di ciò che pensi di aver letto, non ho parlato di miticizzare il digitale o quant’altro. Quello a senso unico sei tu, io leggo entrambi, a me vanno bene entrambi. A te no, io non continuo una discussione inutile in cui l’altra parte non legge neanche quello che scrivo e in cui nessuno dei due cambierà idea, non ho tempo da perdere per queste cose.

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    • Io uso anche il digitale, semplicemente ti scrivo ciò che penso. Sui miei generi non lo farei mai da digitale…mi perde il significato. Io sono libero e libertario…meglio di così!
      Certo che ho letto, altrimenti non sarei qua a spiegare i miei punti di vista.

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    • Hai dimostrato esattamente il contrario, ah una cosa… “Bella mia” lo dici a chi conosci e a chi puoi permetterti certe libertà, non con me. Ora davvero, non rispondo più, ho altro da fare.

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    • Bella mia, ascolta. So leggere (parlo 3 lingue), ergo non puoi impedire di farmi scrivere ciò che penso. Io sono apertissimo, forse troppo ma il punto è che abbiamo due punti di vista differenti. Come provo a rispettare il tuo, tu porta rispetto a me. E’ semplice no?

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    • Complimenti alle tue doti democratiche. Se vuoi bannarmi vai tranquilla…ho sempre apprezzato il tuo blog. E’ stato un piacere! 😛

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    • Il “voglio” non cresce nemmeno nel giardino del Re, diceva un saggio.
      E’ maleducazione scrivere pareri? Chissene frega se ti ho scritto “bella mia” che sei na suora? Ho violato il tuo credo? Mbah! 😀
      Io mi arrabbio (non in chat che rido e basta) quando qualcuno mi mostra un po’ di sano coraggio old school e parla per il verso….mica per un banale confronto virtuale. Non sarai mica un po’ permalosa, scusa la chiarezza… 🙂

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  2. Posso dire la mia?
    Io sono sempre stata una sostenitrice accanita del cartaceo e Belial lo sa, ma devo ammettere che da molti punti di vista lei abbia ragione, soprattutto per un discorso di spazi. Io non sono intelligente, non leggo saggi e neanche libri politici, perché tanto non li capirei mai, ma quando posso mi piace leggere e la mia libreria di casa è piena di libri acquistati e mai toccati perché ho poco tempo a mia disposizione per farlo.
    Io sono all’antica e non amo acquistare i libri online, di solito mi piace spulciare per ore gli scaffali dei negozi di libri alla ricerca di qualcosa, ma se non avessi ceduto al “lato oscuro” del digitale non avrei potuto trovare uno dei romanzi che da una vita desideravo leggere e che in libreria era sempre esaurito: Via col vento.
    Il cartaceo è e rimane la versione più bella ed apprezzata per il contatto fisico con ciò che si sta leggendo, ma sinceramente che sia digitale o cartaceo è la storia quel che conta o sbaglio? Ed allora mi chiedo perché stare ancora a parlare di queste cose e schierarsi a priori su una parte o l’altra del fiume, io se posso compro cartaceo, ma non disprezzo il digitale per ovvi motivi pratici come costi, spazio e reperibilità.
    Peace ❤

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    • Io uso il digitale, anche se per poche cose. Lavoro dalla mattina alla sera dunque il fattore stanchezza non c’entra. Basta rendersi conto che oggi come oggi, col marcio che ci fanno vedere ogni giorno la moda distrugge la Cultura. Il digitale non deve essere mitizzato, sarebbe l’ultima cosa da mitizzare secondo me. E’ utile ma ogni tanto fa bene gustarsi un libro o cd se proprio non si ha il vinile (il giradischi va curato, come se fosse una chitarra o una tromba).

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    • Ecco, ora quello che hai detto mi piace xD
      Ma ti confesso un segreto: io sono nata che c’erano solo i vinili, quindi nel mio caso i giradischi li ho avuto e curati 😉
      Se si pensa bene, nessuna cosa va mitizzata, il tutto va considerato per quel che è. L’esempio sul peso che ha fatto Belial non è sbagliato, di sicuro il digitale ha reso la vita più semplice a molte persone e continuerà a farlo, come tutte le cosa basta non abusarne, ma se poi accade, alla fine sono scelte di vita e nulla di più.
      Per il discorso fumetti (mi sento chiamata in causa), posso dirti che a me i fumetti online non piacciono perché non riescono a darmi emozioni, preferisco il cartaceo, ma pubblico in digitale anch’io perché ho provato a fare la versione cartacea ma i costi mi uccidevano. A volte non si ha scelta.

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    • Li leggo in digitale sul cellulare, per il resto li ho nella libreria.
      Oggi il digitale fa anche un altro effetto. Come ti spieghi questa ignoranza dilagante a causa proprio del Web, nella gente…o meglio, nella maggioranza della gente (su scala mondiale, io viaggio molto). Siamo nell’era dell’informazione ma ne vedo ben poca. Mi spiace sfociare in contesti più difficili ma il digitale è anche un ottimo strumento del potere.
      Sui libri digitali no ma sul resto, purtroppo si.

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    • Vabè…pararsi il culo in chat è la specialità di tante persone. Sicuramente è una brava ragazza, non lo metto in dubbio. Purtroppo il settarismo non è solo politico…e già quello è un bel problema.

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  3. Pingback: Per chi volesse sapere… | La Corte

  4. Sono un grande sostenitore del cartaceo, anche se la cosa mi ha costretto a spendere di recente 1500 euro per una libreria su misura (il costo è, in effetti, un difetto delle pubblicazioni cartacee, e non solo per l’acquisto di libri).
    Trovo, invece, il digitale molto più utile per quanto riguarda articoli accademici e saggi. Poter recuperare un singolo articolo da una rivista che ne contiene altri 9 che non mi interessano è una cosa molto, molto utile.
    Detto ciò, trovo che discutere sul cosa sia meglio sia una colossale perdita di tempo, perché nessuno, e ripeto, nessuno, recederà mai dalla sua posizione in uno scontro del genere. Ogni persona usa l’uno o l’altro modo in base alle sue esigenze e/o possibilità economiche, e questo è quanto.
    Certo, anch’io posso dire che per me un libro di carta trasmette più emozioni che non uno schermo, perché interagisco fisicamente con un oggetto in modo più profondo che non premendo un pulsante o strisciando uno schermo col dito, ma è una cosa mia, e considerarlo un fattore determinante oggettivo sarebbe una cazzata enorme (scusa il termine).

    Infine, una mia considerazione sul discorso fatto da critica comunista (un nome, un programma): il digitale rende effettivamente più semplice pubblicare per le persone che sono prive delle minime capacità creative (vale per libri o musica o quello che vuoi), ma questo non fa del digitale la causa del dilettantismo dilagante. La colpa del mare di schifezze che vengono pubblicate è solo è soltanto di quelli che non hanno il coraggio di dire al proprio amico che scrivere (o fare musica, o qualsiasi altra cosa) non fa assolutamente per lui e che farebbe meglio a lasciar perdere.
    Oggi in Italia ci sono migliaia di “poeti”. Se nessuno dice a questa gente che i loro scritto fanno schifo e, anzi, li si incoraggia per non ferirli, allora continueranno imperterriti nella loro opera e, post hoc ergo propter hoc, a svalutare quello che tu chiami “Cultura”.

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    • Il mio articolo voleva infatti dire “non importa il supporto, l’importante è leggere”. Non volevo insultare nessuno, solo che a volte non ci si rende conto che non siamo tutti uguali e che abbiamo esigenze diverse. I miei prof all’università (+50 anni…) avevano tablet, reader, pc portatili e cellulare in base a cosa serviva loro, decretando che non rischiavano di dimenticare nulla a casa, io portavo un tablet per prendere appunti, decisamente più leggero di un quadernone…
      Una libreria su misura? *-* o mamma, che bello! Mi piacerebbe vederla *-*
      Per la questione cultura e schifezza, sono sempre esistiti da che esiste l’arte e la letteratura, non è di certo una novità di oggi, come non è causa del web l’ignoranza dilagante, che anche quella è sempre esistita. Eco del resto diceva che i social hanno dato voce agli imbecilli, non che li hanno creati.
      Personalmente, girando tra self (ne ho recensito qualcuno, qualcuno è mio amico altri li vedo sui gruppi), chi vale emerge, chi non vale, casi eclatanti a parte, resta nell’anonimato. E in ogni caso, solo la storia potrà dire se valevano o meno, ricordo che I Malavoglia furono un flop colossale tra la massa, per usare termini contemporanei.

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  5. Non sento l’odore della carta e non ci sono pagine da sfogliare, l’ho pensato spesso anch’io… non mi accanisco contro il digitale, ma preferisco il cartaceo… è comodissimo il digitale, e se mi capita lo uso senza problemi… ma i libri mi piacciono di carta 😛

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    • Il mio post era proprio contro l’accanirsi XD che poi ho scritto quelle cose, ma pure io annuso i libri… diciamo che l’ennesimo post trovato su FB mi ha fatto irritare, specie da chi “non ci passerò mai”. Ma se non hai mai provato, perchè ti accanisci? Del resto compro fin troppi libri, il poter leggere sul Kobo mi porta alcuni vantaggi personali non indifferenti. Uno scemo? Ho le mani piccole, appena prendo in mano un libro con più di 400 pagine faccio fatica proprio a tenerlo aperto… poi come ho scritto, io compro ancora cartaceo, l’edizione illustrata del primo Harry Potter non sarà mai come quella digitale, ma se non ho altri motivi vado di digitale, che mi costa (di solito) meno.

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