Recensione libro – Otto sottili fili di fumo

otto sottili fili di fumo Anna Fabrello
scheda
Autore: Anna Fabrello
Edizione: Digitale e cartacea
Dimensioni: 292 KB
Pagine: 122
Editore: Lettere animate
Link

trama

Un libro fatto di racconti, che come una matrioska racchiude storie nella storia. Una scrittura semplice, metaforica ed evocativa che conduce il lettore in mondi onirici, popolati da creature fantastiche. Esiste un filamento, leggero e trasparente che unisce i fili di fumo dei racconti citati nel titolo, attraverso le pagine di un vecchio quaderno, di una donna e di un ragazzo. Una storia raccontata con uno stile morbido che accompagna il lettore in tutte le pagine, legandolo alla ricerca del piccolo mistero celato in quelle volute di fumo chiaro che escono dalla casa dove una donna è china a bruciare pagine di un vecchio quaderno consunto.

conclusioni

Una mano anziana accarezza lievemente il suo diario. Con mano sicura prende una pagina e la strappa, gettandola nel camino e osservando la carta bruciare e produrre sottili fili di fumo che fuoriescono dal camino della casa. Sente il tempo inesorabile, ma non ne ha paura. Ciò che non sa, è che qualcuno riesce a vedere la verità dietro quei fili di fumo che nascondono storie che chiedono solo di essere raccolte e diffuse ancora, come se fossero entità che chiedono di non morire…

Otto sottili fili di fumo è una raccolta di otto racconti: ogni volta che l’anziana donna brucia uno di essi, la storia ci viene narrata e si dipana dinnanzi ai nostri occhi seguendo uno stile fluido e molto fiabesco. Ogni racconto è di genere diverso, anche se la magia è sempre ben presente in ognuno di essi, i temi e le tematiche di fondo sono sempre diversi. Quelle che ho apprezzato maggiormente sono Il puzzle della vita  e La guida. Nel primo la magia non è solo accennata, ma ben presente e con regole delineate, per intenderci si parla di streghe e battaglie; non nego che mi sarebbe piaciuto un approfondimento maggiore, tuttavia il particolare messaggio trasmesso si sarebbe perso tra i possibili che si sarebbero potuti creare. Il secondo parla di una guida museale, di un principe maledetto e di una maledizione… chi mi segue sa già quanto ami questo genere di storie, quindi non mi ci soffermo più di tanto, anche perché è abbastanza corta. Altro racconto che mi ha colpito è stata La dama bianca, in cui più che di magia forse si può parlare di destino, destino che bisogna rincorrere.

Stilisticamente gli otto racconti e la trama di base che li lega, risultano essere leggermente diversi l’uno dall’altro. Si nota la stessa mano di fondo, specialmente nel lessico usato, ma trama e stile si amalgamano bene, esempio La guida è leggermente più oscura rispetto a La dama bianca  o Zefiro e il mugin  sembra davvero narrare una vecchia leggenda o favola popolare. Le descrizioni sono delicate e molto evocative in cui ho notato una presenza costante del colore: avevo sempre ben in mente i colori che descrivevano la scena.

Consigliato a chi apprezza le letture brevi, i racconti e le favole. 
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