Flashforward – Missione 1 (13)

La città di Karga e l’Unione dei Sette

La nuova arrivata sembrava essersi offesa da quella frecciatina e, accigliata, rispose con tono irritato: «Mi dispiace, sono stata educata così.»

«Sì sì» biascicò Pandora che aveva ben poca voglia di parlare con una nuova arrivata così impettita.

«Teletrasporto. — scandì piano il mezzo drago — In quale altro modo, sennò?»

Quando la guerriera guardò il ragazzo, non riuscì a dissimulare la sorpresa per la visione di quell’essere. Si voltò verso la dama in bianco e chiese titubante: «Teletrasporto?»

«Gira la lettera.» rispose la dama.

La ragazza frugò all’interno del suo mantello, cercando qualcosa, finché non estrasse una lettera, molto simile a quella ricevuta dalle due amiche. L’aprì velocemente e la distese meglio che poté con le mani, poi la girò. Dietro vide un pentacolo e la scritta: “Sfiorare per raggiungere Karga”.
La nuova arrivata arrossì. «Non è che mi avete fatto decidere in ogni caso…» si lamentò.

Il mezzo drago aprì la bocca, forse per dire qualcosa, ma la dama bianca fu più veloce. Alzò la mano destra che si illuminò emanando un piccolo fascio di luce diretto verso il ragazzo che mosse le labbra ma la bocca non proferì suono.

«Bene, — disse Zaneide — possiamo parlare della vostra convocazione. C’è una ragione se siete stati tutti teletrasportati dentro. Su questo castello e sui suoi abitanti è stata lanciata una maledizione. No, in realtà a coloro che erano presenti al momento del lancio. Tra le varie conseguenze, c’è l’impossibilità per alcuni di noi di uscire da qui. La più grave, riguarda invece il signore del castello, Lord Neckter, caduto preda della follia. Dal nulla, in contemporanea al lancio della maledizione, è sorto, poco lontano da qui, un avamposto militare sorvegliato da diversi troll. La coincidenza è troppo strana, quindi vi chiediamo di indagare sull’avamposto. Verrete pagati al vostro ritorno.»

Zaneide concentrò il suo sguardo sul ragazzo e, con un rapido gesto della mano, gli restituì la voce.
«…bene! Se dovete essere i miei compagni, via alle presentazioni! Siete al cospetto del possente Darkbolt!»
Si diresse verso Beatrix e le tese una mano aggiungendo: «Chi sei, amico?»

Beatrix, stanca di quella situazione, ignorò la mano e si abbassò il cappuccio, decisa ad abbassare la maschera, una delle maschere.

«Sono una lei. Beatrix.»

«Oh!» disse sorpreso il mezzo drago.

Pandora abbracciò la corvina cingendola di spalle alla vita e appoggiando la testa sull’incavo del collo. Strusciò il volto contro il viso dell’amica, similmente a come farebbe un gatto, spostando il grosso ciuffo castano che le copriva metà faccia e rivelando una benda ricamata che le copriva l’occhio sinistro.

«Pandora» sussurrò in tono sensuale.


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