Atlad 16 – L’oasi (nona parte)

***

Miriam accarezzava il manto rosso scuro di Elil mentre lui faceva le fusa, accoccolandosi sulla sua mano. Pochi minuti dopo entrò Stein nella stalla, andando verso Nynas per sellarla.

«Andiamo fuori, devo dirti un cosa. Possibilmente lontano da tutti»

Portarono i grifoni fuori, nel cortile interno e salirono in groppa, pronti a spiccare il volo. Elil, vivace come al solito, spiccò il volo troppo velocemente, alzando un grande polverone e facendo parecchio rumore. Nynas, di contro, era molto tranquilla e si alzò aggraziata, quasi senza lasciare tracce sul terreno. Nynas era veloce, anche se non quanto Elil che la superava sempre. Peccato non sapesse la strada e che quindi dovesse fermarsi spesso per capire dove andare. Una mezz’oretta dopo atterrarono nei pressi di un oasi. Elil atterrò in mezzo alla polla d’acqua, cercando di bagnarsi il più possibile. Miriam scese dal grifone e si guardò intorno, quel posto le era familiare.

«Ma questo è…»

«Sì, – disse Stein scendendo da Nynas – è l’oasi dove ci siamo visti la prima volta. Vieni»

Miriam seguì l’uomo verso la zona delle palme. Sentì Nynas e Elil iniziare a fare la lotta in mezzo all’acqua e sperò che il suo grifone non desse troppo fastidio a quella di Stein. Il soldato si fermò per guardare qualcosa davanti a sé. La ragazza quasi gli finì addosso e dovette spostarsi per vedere cosa stesse osservando Stein. Davanti a lui, due piccole pietre su cui erano incisi due nomi: “Sara” e “Azadeh”. Miriam restò in silenzio, aspettando che Stein parlasse di sua iniziativa. Passarono alcuni momenti prima che Stein trovasse le parole giuste per parlarle.

«Azadeh non aveva neanche sei mesi. Mark non è vendicativo, mi staccai da lui qualche anno dopo averlo conosciuto, non me ne ha mai fatto una colpa. Lo stesso non si può dire dei sacerdoti dell’Ordine, non furono contenti della mia fuga, specie quello che era il mio maestro. Così mi venne a cercare con Aliat, ci mise quasi un anno a trovare le rovine in mezzo al deserto, forse grazie ad Aliat che lo metteva sulla strada sbagliata. Tuttavia, mi raggiunse con lui al seguito. Mi convinse a parlargli da solo, lontano dalle rovine, non sapevo che aveva trovato il modo di controllare il mio vecchio collega… così mi allontanai per portarlo lontano dalla mia famiglia, ma, attraverso Aliat, uccise Sara e Azadeh, a me sottrasse i poteri. Quando Aliat si riprese… be, non era contento di ciò che era stato costretto a fare. Tarn mi ha detto che ha trovato pezzi del corpo sparsi per tutta la zona del combattimento»


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