Atlad 16 – L’oasi (settima parte)

Stein le stava nascondendo qualcosa, lei lo sapeva, ma non aveva il coraggio di chiedere. Era concentrata sulla nuova informazione, consapevole che qualsiasi scelta avrebbe preso, le avrebbe fatto male, molto male.

«Se combatto contro di lui, devo essere io a infliggergli il colpo. Se decido di andare con lui, sarete voi a soffrire… perché si sta comportando così?!»

«Perché lui è convinto delle sue scelte, Miriam. Sa di essere nel giusto. Andiamo alla riunione ora, dopo continueremo questo discorso»

Stein l’aiutò a rialzarsi e la condusse nella sala delle riunioni. Soraya era già presente e seduta al suo posto, gli altri entrarono poco dopo. I compagni di Mike e i maestri presero posto attorno al tavolo, Stein e Miriam si sedettero uno di fianco all’altra.

«Mi dispiace avervi fatto venire di nuovo in riunione dopo poche ore, ma Miriam ha qualcosa da dire»
La ragazza si riprese dai suoi pensieri e cercò di isolarsi dagli altri: aveva paura di sentire cosa pensassero davvero di lei. Prese coraggio e iniziò a parlare.

«Sono andata alle rovine. Poco prima di andare via, ho incontrato una serie di persone che hanno detto di avere informazioni per noi, luoghi in cui potrebbero risiedere i membri dell’ordine. Arriveranno fra qualche ora, immagino»

«C’è altro, vero?» chiese uno dei maestri che Miriam aveva visto solo di sfuggita, lei annuì.

«Alle rovine… ho incontrato Mark»

Ci provò davvero a isolarsi, ma sentì comunque paura, inquietudine, sfiducia, anche se in forza minore rispetto al solito.

«Vai avanti» disse Soraya.

«Io e Selian crediamo che la sua presenza lì voglia dire che vuole qualcosa dalle rovine, sarebbe più sicuro spostarsi lì che rimanere in città, mettendo a rischio gli abitanti»

«Cosa voleva Mark? Cosa ti ha detto?»

Miriam rabbrividì alle parole di Mike, non un brivido empatico ma tremendamente vero.
«Lui… ha detto che avrebbe risposto a ogni mia domanda… che mi vuole con lui»

«Perché?»
Miriam non voleva rispondere, non aveva senso dire la frase: “perché mi ama”.

«Perché?» ripeté Mike, sporgendosi di più sul tavolo.

«Dice di volermi, basta»

Era certa che non li avesse convinti, ma poco importava, per adesso avevano accettato quella risposta.


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