Odissea postale

La posta è il luogo migliore per le vicende credo, anche se oggi ho vissuto un film comico con tanto di presagi su quello che sarebbe successo.

Ho trovato su Aliexpress un astuccio con diverse matite a gradazioni diverse. Molto caruccio, a poco (10€ più o meno), buone recensioni… decido di prenderlo visto che voglio iniziare con il chiaroscuro.

Bene, vado a fare la ricarica Postepay.

A inizio del mese.

Mi ricorderò prima o poi che l’ultima settimana e la prima sono da evitare alle poste. Comunque, non ho nulla da fare quindi pazienza. Sulla porta c’è un vecchietto che guarda dentro e non si muove. E qui mi chiedo: “Perché?”, pochi secondi e si sposta di lato per farmi entrare.  Questo era un presagio, lo so. Tu sarai vecchietto presagio.

Posta PIENA. Ok, fa nulla… devo solo fare una ricarica, ho il Kobo dietro.

Mi reco alla tower, in fondo alla posta, all’ingresso opposto per prenotare.

Assembramento di vecchietti.

Sullo schermo giallo, capeggia in rosso grande come una casa: “FUORI SERVIZIO”. Guardo i vecchietti che picchiettano sugli adesivi. Guardo la ressa in coda. Nel frattempo una donna fa capolino con il Labrador per controllare il numero, per evitare di dare fastidio aspettava il proprio turno fuori. Per la cronaca, un amore di cane, dolcissimo.

Chiedo a una donna: “Il biglietto? Come lo avete preso?”

“Funziona con la tessera della Banco posta. Con quello va.”

Avviso i vecchietti che ci vuole la tessera. E qui, il marito di una che teneva un cagnetto al guinzaglio mi fa: “Ok, allora prestamela così lo prendo anch’io.”

“Signore, ma io non ho la tessera del conto corrente. Ho la Postepay, un’altra cosa.”

Comunque ci provo e non va. Provo anche con l’app delle poste e non va.

La donna con il cane fa di nuovo capolino e si ferma DUE SECONDI sull’ingresso per vedere.

Arriva una vecchietta coi capelli rossi.

“Ma insomma! Ma si può? Con questa bestiaccia? Puoi bloccare l’ingresso così? Non pensa a chi ha paura?”

La donna chiede scusa ed esce. Ah giusto, stava già uscendo, visto che stava solo controllando il numero. In posta c’erano altri due cani dentro.

La vecchia coi capelli rossi deve solo ringraziare che non avevo l’acidità dei giorni scorsi, altrimenti credo che le avrei risposto che io ho la fobia per le vecchiette con i capelli rossi e le giacche viola.

Per ora, sono ancora calma.

Capelli rossi preme i tasti, lamentandosi.

“Colpa della bestiaccia. Come possono permetterlo? Va, sono spaventata! Non capisco come funziona.”

Vecchietto con cane avvisa allo sportello, evito di farlo io… anche se forse avrei dovuto visto che sento qualcosa tipo: “Non riesco a prendere il biglietto.”

“Signore, deve premere sullo schermo.”

Per la serie: dire che c’è scritto fuori servizio era troppo difficile?

Arriva la moglie cappotto blu ad aiutare. Finalmente arrivano due impiegati, uomo e donna.

Inizialmente non volevano sistemare perché avrebbero resettato. Guardano noi. Resettano.

“Lei cosa deve fare?”

“Ricarica postepay.”

“Tenga.”

Numero V174. Sono al V154. Aiuto.

Aspetto, nel frattempo il vecchietto con il cane: “Ma si può? È dal 2000 che vengo in posta – 2000? Cioè io ci vengo da più tempo signore? – So come funziona, non va così!”

Moglie cappotto blu: “Ma non si può con queste diavolerie, con quello a rotella non fa così. Senta… ma che differenza c’è tra V e F?”

Io: “Signora, quello a rotella una volta mi aveva finito la carta. Gli imprevisti capitano, la differenza non la so… non lavoro in posta.”

Vecchietto: “Quella col cane ci ha superato!”

Al che non ce l’ho più fatta.

“Signore, quella ragazza è entrata prima, ha fatto il biglietto e aspettava fuori. Rientrava per vedere il numero per non disturbare con il cane”

“Ma io non lo sapevo l’antefatto” (e infatti, magari STIA ZITTO!)

*Bip bip bip*

“Il ragazzo ci ha superato!”

Impiegato: “Signore, vi hanno chiamato… se non ha visto mica è colpa del ragazzo…”

“Io vengo in posta dal 2000!”

Ridacchio.

Finalmente fanno e vanno via…

Finito? No, perché vecchietta capelli rossi fa prima di me.

Inizio a insospettirmi.

160… 161… 162… 166. La tizia va via. Dieci minuti non chiamano più la V.

Guardo il biglietto meglio: 2 maggio.

BRUTTA STRONZA! MI HAI DATO UN BIGLIETTO DI DUE GIORNI FA?

Mi alzo, prenoto, mi chiamano esco. Tempo: dieci minuti netti.

‘fanculo il “non ho nulla da fare, non prenoto perché non è giusto saltare la fila”, prossima volta prenoto il biglietto da casa, e che cazzo!

Finito? Macché. Vado a comprare la rivista, torno a casa. Prendo il cellulare. Compro.

Non  mi fa comprare. Già, ci vuole almeno un’ora prima che la postepay sia DAVVERO carica.

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19 pensieri su “Odissea postale

  1. Mi spiace ma io Odio andare in posta o banca che sia, cerco di fare tutto on line… Ho sostituito la postapay con una ricaricabile bancaria infatti e comunque la vecchia postapay la ricaricavo dalla ricevitoria 😉
    No no la posta la evito come la peste 😅
    Buona giornata 😘

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