Flashforward – Missione 1 [decima parte]

Dato che settimana scorsa me lo sono dimenticata per strada, questa vi metto la presentazione degli ultimi due personaggi (per ora), completa.

La città di Karga e l’Unione dei Sette 

Karga, la città più bella del regno. Anche le mura sembravano ideate per essere belle e non solo funzionali, riccamente decorate con arabeschi dipinti, sembravano quasi mimetizzarsi con i colori della radura circostante. Beatrix squadrò i soldati sulle mura, memorizzandone i volti e i movimenti, più per abitudine che per vera volontà, mentre Pandora chiedeva informazioni alle guardie all’ingresso.
«La guardia ha consigliato di andare a piedi fino al palazzo» le riferì infine Pandora, vedendo che non stava ascoltando.

Beatrix annuì e scese da cavallo con un gesto veloce e sicuro, seguita poco dopo dall’amica. Silenziosamente varcarono le porte, mentre una delle due guardie diede una gomitata al collega incantato a guardare Beatrix.

«Non pensavo ti piacessero gli uomini!» ridacchiò.

«Eh? No, ma va… — la guardia continuò a seguirle con gli occhi — solo che quasi non sembra un ragazzo, insieme quei due sono proprio belli…»

Non rimasero ad ascoltare il resto della discussione e proseguirono per le strade pulite nonostante fossero nella periferia.

«Dì la verità, lo fai perché ti diverte che non capiscano che sei donna e ti piace vederli così confusi.» Beatrix le sorrise senza rispondere. Il solito freddo sorriso. A volte a Pandora mancava quello vero, chissà se l’avrebbe mai rivisto.

Attorno a loro, molte persone si muovevano in fretta, quasi non degnandole di uno sguardo. L’andirivieni descriveva una città attiva e prospera, un’utopia in cui l’indigenza non era contemplata. Qualche negozio aveva la propria mercanzia esposta su piccoli tavoli al di fuori dell’edificio sorvegliati spesso da ragazzini che invogliavano con le loro grida a comprare in un negozio rispetto che in un altro. Su alcune di queste bancarelle, alcuni artigiani avevano disposto diversi soprammobili e ninnoli curiosi che rappresentavano gli eroi della città o riproduzioni di oggetti a loro appartenuti.

«Questi dell’Unione se la tirano parecchio devo dire.» disse Pandora osservando quelle riproduzioni.
«Credo che gli artigiani se ne approfittino e basta. Se c’è gente che questa roba la compra, perché non dovrebbero farlo?» rispose Beatrix sotto voce per farsi sentire solo da lei. L’amica scrollò le spalle.

«Preferisco spenderli per qualche giocattolino dei miei, sinceramente.»


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