I colori della corte Raynor – colore

oloreTre blog, un tema, tre citazioni e tre deliri.
Volete conoscere quelle delle mie tre colleghe? Bene: L’acquerello e Alice!

I colori della corte Raynor

TEMA: colore

 Il tema è stato scelto da Anna e la mia citazione è questa:

Per me i colori sono degli esseri viventi, degli individui molto evoluti che si integrano con noi e con tutto il mondo. I colori sono i veri abitanti dello spazio.
(Yves Klein)

Chi è Yves Klein? Il link vi rimanda all’articolo di Wikipedia inglese, più completa di quella italiana.

Sì, ma chi è? Semplice, uno di quegli artisti che, quando guardi l’opera, dici “potevo farlo anch’io”. A parte che allora la mia risposta sarebbe: “perché non ci hai pensato, allora?”, voglio farvi notare una cosa. Se io, ignorante di calcio, dicessi: “Ronaldinho è un cattivo calciatore perché è brutto”, un appassionato di calcio che mi farebbe? Al minimo mi metterebbe in croce perché, aldilà dei gusti personali, dati alla mano, ciò che fa di un calciatore il “bravo”, non è certo l’apparenza fisica.

Perché dico questo? Perché ciò che fa di un’opera “arte” non è la bellezza estetica o quanto un’opera è simile alla realtà (parlando di iperrealismo).

“Arte” è un linguaggio e, come tale, va conosciuto. Ora vi faccio un altro esempio. Se vedeste uno scritto arabo, ci capireste qualcosa? Sì, ok, c’è chi lo ha studiato e quindi… ops. L’arabo lo comprendi se lo studi, non se vedi il testo e basta.

Vedere l’opera in sé, senza sapere COME ci si è arrivati a quel punto, non è “capire arte”. Vedere la Gioconda e non capire perché quel sorriso è così enigmatico (per la cronaca, si è scoperto), è inutile. Cosa vedete altrimenti? Una donna, neanche tanto bella, seduta che vi guarda.

Provate a vedere la pietà Rondanini, e ditemi se non sembra contemporanea. Eppure è stata scolpita da quella stessa mano che ha creato, estratto dalla pietra come avrebbe detto lui, la ben più famosa Pietà.

La prossima volta che vedete un’opera e dite “avrei potuto farlo anch’io”, pensate che, con un po’ d’impegno, avreste anche potuto imparare a disegnare come Leonardo (con la buona volontà si impara tutto), ma questo non avrebbe fatto di voi un’artista, perché l’arte non è tecnica, bensì qualcos’altro, è un linguaggio che racconta la realtà filtrata dalla mente dell’artista e neanche artisti del calibro di Caravaggio, Leonardo (il Leonardo artista, non quello scienziato) o Michelangelo desideravano rappresentare la realtà così com’era, bensì mostrare altro. Potrei andare oltre e raccontarvi di più, portarvi più esempi… ma sono già a +400 parole, quindi mi fermo qui sperando di avervi incuriosito un po’ di più e che quando vedete un’opera (primitiva, antica, medievale moderna o contemporanea), possiate pensare non a “potevo farlo anch’io (errore voluto)” o “bello\brutto”, bensì “cosa voleva dire?”

Ah, ricordatevi anche che contemporaneo NON è sinonimo di moderno!!!!!!!

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7 pensieri su “I colori della corte Raynor – colore

  1. Pingback: I colori della corte Raynor: Colori – Alice Jane Raynor

  2. Hai fatto un carrellata di opere d’arte una più bella dell’altra, sono commossa *_* Klein non lo conoscevo comunque, ma è interessantissimo. … Ora però voglio sapere il perché del sorriso enigmatico della Gioconda, mica sapevo che si era scoperto, voglio sapere!

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