Capitolo 14 – Addio (ottava parte)

***

«Qui?»
Miriam si stava inoltrando nelle rovine seguendo le indicazioni di Selian. Aveva oltrepassato porte nascoste o bloccate che Eoin e Frey non erano mai riusciti ad aprire, ma con l’aiuto del demone era riuscita a incanalare il suo potere per aprirle, e in quel momento si trovava in una grande sala circolare, simile a quella che l’Ordine usava come stanza per radunarsi, con tanto di troni posti tra le arcate ormai decadenti e, in alcuni punti, rotte.

«Sembrerebbe di sì. Ora ascoltami bene: cercheremo di evocare un’arma dal Damnat, tuttavia potremo avere diversi risultati. Il primo è che non evocherai nulla, ma ne dubito. Il secondo è che evocherai un’arma concettuale, diciamo. Come delle fruste di fulmini o uno scudo come quelli di Frey, ma dubito anche di questo. Il terzo è che tu evochi la copia fisica di un’arma a te congeniale, la più probabile. Il quarto, che tu evochi un’arma sacra vera e propria, che è quello che spero. Ho il dubbio che queste armi siano state forgiate qui e nascoste in varie parti dei continenti»
«Sono armi tipo l’Excalibur?»
«Non so cosa sia l’Excalibur, in ogni caso sono armi che appaiono in momenti critici e direi che questo lo è. Ora mettiti nel centro e siediti. Devi riuscire a creare un contatto con gli spiriti»


 

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