Passaparola

Questa storia partecipa al Concorso di Scrittura Creativa Alice Raynor’s hall.

Avviso: Questa storia si ricollega a Flashforward. Appena ho sentito il tema ho pensato a questa storia… avevo anche pensato di sistemarla e renderla autonoma, poi ho pensato: “chissene, alla fine chi legge fantasy sa cos’è una gilda”. Dovrebbe essere chiara, l’enormità dei nomi presenti serve solo a far capire meglio il “passaparola”, l’unico personaggio presente anche nelle mie altre storie è Belial.

Passaparola

Città di Falkedorf, sede dei Falchi Bianchi

«Ma ti rendi conto? Alain ha passato tutto il tempo a insultare Pandora, altri dieci minuti e gli avrei piantato un pugnale nel collo. E io dovrei andare in missione di nuovo con lui?»
Beatrix, un membro anziano della gilda, sussurrò queste parole mentre camminava con passo sicuro; il rumore prodotto dal suo movimento poteva quasi essere definito violento.
«Beatrix, alza la voce. Parli troppo basso, ho capito solo “insultare Pandora” e “perso la pazienza”» le rispose Metel ansimando, mentre cercava di stare al suo passo. La ragazza rallentò, scostando, con un gesto violento della testa, alcune ciocche di capelli. Metel era un assassino inviato temporaneamente alla gilda di Falkedorf da un loro alleato per aiutarli in una missione. Alain avrebbe dovuto dare loro supporto, ma l’uomo aveva lasciato tutto l’onere delle indagini e della pianificazione ai due, del resto non potevano ribellarsi a un ordine diretto di un maestro.
«Ma che ci dobbiamo fare con questi cosi?»
I due stavano portando delle scatole contenenti diversi oggetti tintinnanti e questo rendeva complicato capirsi, specie per Metel visto che Beatrix  sembrava sempre parlare più a se stessa che con gli altri.
«Non lo so. Non mi stupirei gli servissero per qualche giochetto con qualche sua amichetta»
«Lo odi proprio, eh?»
«Se mi lasciasse in pace, non direi nulla. Ma no, deve per forza richiedere sempre il mio aiuto e io mi devo sorbire le sue avances… » disse stizzita la ragazza, incurante di chi potesse ascoltarla. Destino volle che fu una nuova recluta a sentire il tutto, un ragazzo che stava passando di lì a cui, pochi giorni prima, aveva fatto da guida in attesa che venisse affidato a un maestro. Costui, però, superò imbarazzato i due e corse nella biblioteca della gilda, dove due suoi compagni lo stavano aspettando.
«Sara! Sara! Avevi ragione! Era Pandora a non volere che Alain e Beatrix si frequentassero, a quanto pare sono partiti insulti relativi a una missione e a dei giochetti
Sara si illuminò, dimenticandosi subito della rabbia dovuta al ritardo del suo compagno di squadra.
«Racconta, racconta!»
«Ho sentito parlare Metel, quello nuovo, e Beatrix! Parlavano della missione, a quanto pare Beatrix ha insultato Pandora che doveva andare in missione con lui!»
«Forse è qualcosa relativo all’altra missione…»
«Altra missione?»
«Di cosa state parlando voi due?»
Un ragazzo molto alto si avvicinò ai due.
«Ciao Eric! La tua bella è stata insultata dall’amica del cuore!»
«Non ci credo, quelle due non… »
«Ha ragione Sara! L’ho sentito io…»
«Dovreste fare silenzio!» li rimproverò una donna stanca dall’irruenza delle nuove reclute. Ogni volta che arrivavano in massa degli adepti era sempre la stessa storia, pensavano più ai pettegolezzi che alle missioni. Si allontanò dalla sala comune accompagnata dai gesti di scherno dei ragazzi offesi.
Una voce richiamò la sua attenzione nel corridoio.
«Caterina! Pensavo dovessi studiare le lettere!»
«Certo, ma al mercato ci sarebbe meno casino. In biblioteca sparlano del nuovo arrivato. Dicono che Beatrix avrebbe insultato Pandora difendendo Alain… mi sembra strano però, mica si lamentava del fallimento della missione?»
«No no, la missione ha avuto successo, hanno anche parlato con il contatto. Anzi, dovrebbe arrivare a momenti»
«Oh, quindi hanno ucciso il ricettatore? Bene. Ma allora perché avrebbero litigato? E chi è Metel?»
«Non lo so… la vittima forse? Comunque bisogna fare rapporto al maestro Kali, per la questione delle lettere, che poi, guarda caso, è collegata alla missione che hanno svolto Beatrix e Alain… ahi»
«Scusa!» disse l’uomo che aveva urtato l’interlocutore di Caterina.
«Non volevo, vado di fretta!» e corse via, lasciando Caterina e il suo collega a discutere dei codici delle lettere.
Andrew, questo il nome dell’imbranato, corse dalla sua maestra Marlene. Doveva avvisarla di fare rapporto a Kali prima di quei due, almeno una segnalazione! Ancora qualche mese e avrebbero scelto i nuovi maestri e Beatrix era una delle più papabili al ruolo. Se davvero aveva insultato Pandora, altra candidata, e se davvero aveva ucciso il contatto, coperta da Alain, questa sarebbe stata la sua occasione per mettersi in mostra! Avrebbe gettato quanto meno la voce e sarebbe scesa di grado durante le indagini. Raggiunse l’ufficio della sua maestra.
«Marlene! Ho una notizia da darti!»

***

Kali leggeva il foglietto scritto in fretta e furia da Marlene. L’iniziale senso di spaesamento stava lasciando il posto all’ira. Metel era stato ucciso da Beatrix, Alain la stava coprendo e Pandora avrebbe scoperto tutto, prendendosi insulti e minacce dalla prima. Però qualcosa non tornava. Conosceva quelle due e sapeva che si trattava di quel tipo di amicizie così profonde che non dovevano neanche chiedersi le cose. Kali si stava grattando la testa quando qualcuno bussò alla porta.
«Avanti…» disse poco convinta.
«Salve, mentore Kali. Ho portato le cose ad Alain, come mi era stato detto. Potrei avere un permesso per l’archivio? Forse Metel ha un’idea su come trovare il capo del ricettatore»
Kali guardò stupita la ragazza e il suo collega. Raramente andava d’accordo con qualcuno, sembrava però che Metel fosse un’eccezione. Certo, un morto che cammina sarebbe il compagno ideale di un asociale. Rise della sua battuta.
«Qualcosa non va?» chiese Beatrix.
«C’è qualche regolamento che lo impedisce?» aggiunse Metel.
«No… ma a quanto pare a te dovremmo fare un funerale e lei la dovremmo punire con Alain e premiare Pandora»
«Volete uccidermi?» chiese preoccupato Metel.
Kali consegnò il biglietto a Beatrix e guardò Metel
«Sei in forma per essere un cadavere»
Metel prese il biglietto dalle mani della ragazza.
«Mi pareva di aver capito che odiassi Alain… e invece vi siete messi d’accordo per uccidermi e occultare il mio cadavere! Dove mi avete messo?»
«Mmm… visto che devo averti ucciso in gilda, io controllerei tra le bambole di Alain…»
«Le… bambole?»
Metel guardò la ragazza alzando un sopracciglio, lei continuò rivolgendosi a Kali.
«Possiamo avere quel permesso? Prima che ammazzi davvero un membro della gilda?»
Kali rise e iniziò a scrivere qualcosa su un pezzo di pergamena consegnandolo poi a Beatrix.
«Dovresti farti più amici, prima o poi ti pugnaleranno alle spalle…»
«Tanto lo farebbero comunque, il punto è: quanto conviene loro fare infuriare Pandora?»

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14 pensieri su “Passaparola

  1. chiedo scusa per la franchezza (ma sono fatto così). credo che se si partecipa a un “contest” con un racconto, dire “avevo anche pensato di sistemarla e renderla autonoma, poi ho pensato: chissene” non dimostri un particolare rispetto né per il lettore né per il gioco.
    : )
    detto questo il frammento è scritto bene, con dialoghi asciutti e dinamici, ma arrivato in fondo non ho potuto far altro che domandarmi “e allora?”. non so… il problema (magari tutto mio) non è tanto di sapere o meno cos’è una gilda, ma che il brandello di storia in oggetto rimane senza capo né coda. sorry.

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    • Un consiglio te lo voglio dare anch’io, non partire con “chiedo scusa”, premette già un insulto o un’offesa gratuita e serve solo a far alterare l’interlocutore: se una cosa la devi dire e sei convinto, dilla; se al contrario sai già che te ne potresti pentire (scusa lo si dice quando si sbaglia, DOPO aver commesso lo sbaglio), è inutile dirla. Ora veniamo al mio “chissene”Quella breve premessa che ho fatto è per chi il mio blog lo segue e sa di cosa parlo, come la penso e per cosa uso questo contest, non certo per uno che arriva qui la prima volta. In ogni caso la ragione è questa: lo uso per esercitarmi in tematiche e generi a me poco congeniali, ma che vorrei provare, in questo caso lo “slice of life” (utilizzato già con risultati pessimi in un’altra storia), quindi non deve andare a parare da nessunissima parte, semplicemente ho cercato di immaginare come avrebbe potuto evolversi una frase, il vero protagonista di questa storia era, in effetti il “passaparola”; una volta “morto”, la storia si è conclusa. Dato che Beatrix è un personaggio che i miei lettori abituali conoscono, questa storia (ed è specificato) è indirizzata PRINCIPALMENTE a loro, il mio “chissene”, significava che, invece che cambiare un singolo nome, “Beatrix”, e dare un’indicazione generica a “gilda”, ho preferito dare il maggior numero di informazioni nel minor spazio possibile (altro esercizio), dando in realtà anche nuove informazioni a chi mi segue (si sta valutando se far diventare Beatrix una maestra o meno). Quando creo una storia, ho dei personaggi “base” (Beatrix è una di queste, la uso proprio perché ho in mente una sua psicologia e un suo passato molto ben delineati) che mi aiutano con la prima parte della costruzione, il pensiero che precede addirittura la sinossi. Dopo modifico i personaggi e li creo ad hoc, questo tutto quello che viene racchiuso in quel “chissene”, che non è assolutamente una mancanza di rispetto verso chi mi legge come sa bene chi mi segue, in quanto ho SEMPRE accettato le critiche e modificato di conseguenza i miei scritti, addirittura esaudendo le richieste di speciali vari. In questo caso, essendo il mio un blog e non un sito, tu, visitatore che arrivi per la prima volta, e vedi scritto: ” Questa storia si ricollega a Flashforward” avresti dovuto magari controllare che cos’è “Flashforward” o farmi domande, come invece hanno fatto molti altri (c’è chi non ha capito come orientarsi nel mio blog, chi mi ha chiesto informazioni specifiche su un genere e simili, ho sempre risposto e dato tutte le spiegazioni necessarie). In ogni caso, il fatto che tu abbia comunque compreso cosa volessi dire, mi fa capire di aver raggiunto lo scopo: non necessiti di conoscere la storia principale o i particolari, anzi il fatto che tu abbia focalizzato più il girotondo dell’informazione che il resto della “storia”, va semplicemente a confermarmi che il mio scopo l’ho raggiunto e di questo sono soddisfatta. Però, a essere sincera, non ho capito quale sia il problema: è scritta bene, i dialoghi sono chiari… allora qual è il problema? Il fatto che non abbia una “morale”? Non era mi intenzione darla. Che non si sia capita la frase finale? Sinceramente credo bastino le indicazioni “gilda di assassini” e “amicizie come quelle”, “diventerà un maestro” a far capire che sono persone spietate a cui non importa nulla se non dell’altra. O non so, non ti è piaciuta e basta? In quel caso non posso farci nulla. Se non ti dispiace, vorrei però ora chiederti una cosa. Essendo l’assistente di Alice, tengo controllato che certe discussioni non degenerino, specie quelle dei contest. In una di queste ti sei lamentando, giudicandolo negativamente, che usasse parole inglesi in un racconto italiano, perché ora in un commento usi la parola “sorry”? Non è forse contraddittorio con quanto detto in precedenza? Inoltre personalmente non ritengo corretta l’impossibilità degli altri partecipanti a commentare la tua storia, ma a farlo solo tramite mail, mentre tu commenti tutte le altre.

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  2. Stile semplice e scorrevole. L’unica nota dolente, a parer mio, è che non conoscendo la storia di FlashForward non ho potuto apprezzare appieno questo breve racconto. E’ chiaro che il passaparola è l’argomento su cui si fonda la storia.

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  3. Pingback: Storie del Contest VI | Raynor's Hall

  4. A proposito! Avevo letto la storia ma mi ero dimenticato di commentare XD che dire: il tuo stile mi piace molto! Trovo che i tuoi dialoghi siano molto efficaci e tutti sanno quanto siano difficili da rendere. Riguardo alla storia, purtroppo non avendo seguito Flashforward non sono riuscito ad apprezzarla. Mi farò perdonare leggendo le tue saghe 😉 Ho iniziato Atlad (avevo già letto i primi due capitoli) e mi piace molto 😉

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    • Grazie^^ Atlad la sto anche già sistemando… ho trovato parecchi punti poco chiari e un sacco di ripetizioni, ma cambiare tutti gli articoli non finirei più XD Flashforward va mooolto a rilento, appena ho tempo giuro che mi ci dedico meglio XD
      Mi dispiace che alcuni pezzi non siano comprensibili appieno, ne ero assolutamente cosciente quando l’ho scritta pensando a Pandora e Beatrix… ma l’idea di questa scenetta mi piaceva troppo per modificarla >.< Grazie per la fiducia con Atlad 🙂

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  5. Adoro Flashforward, adoro Belial, adoro come scrivi **
    Storia molto divertente, fatta di fraintendimenti e di una Belial inarrestabile che non teme niente e nessuno xD
    La situazione è tutta ben pensata e strutturata, usando non pochi personaggi e sfrutti una situazione che i pettegolezzi portano all’inverosimile xD
    Brava :*

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