Capitolo 14 – Addio (sesta parte)

***

Soraya aveva rifiutato di farli accomodare nel suo studio, aveva optato per una sala più ufficiale. Sperava così di convincere anche altri maestri della gravità della situazione, ma neanche chi ne era conscio lo dimostrava.
Mike era buttato sulla sedia, come una bambola. Conrad e Ragna giochicchiavano con una cordicella, Melanie e Jackob parlottavano tra loro. Keiko guardava un punto imprecisato del muro. L’unico che aveva l’aria di stare prendendo una decisione importante era Stein.
«Ora basta! Un po’ di serietà per favore!» Soraya batté forte le mani sul tavolo ovale, attorno al quale si erano seduti, per farli svegliare, ottenendo come risultato solo l’irritazione di Mike.
«Serietà? Quale serietà? Per cosa? Siamo soli, nessuno ci aiuterà. Miriam poi è sparita, sarà corsa dal suo Mark»
La sua calma era glaciale, così come il tono della sua voce.
«Basta con questa storia!»
Stein si alzò in piedi di scatto.
«Neanche lei sapeva! Ci ha avvisati lei del suo intento!»
Conrad abbandonò il suo gioco con Ragna ed esclamò: «Ok, ma se fosse stato un loro piano? E se ora fosse da lui?»
«E perché? Per andarsene neanche il giorno dopo? Siamo seri, se avesse voluto seguire Mark sarebbe salita su Deimos»
Soraya strinse le mani a pugno, conficcandosi le unghie dentro la pelle per calmarsi.
«Non sono così stupidi, avanti. Tralasciando la questione sentimentale, Miriam è in ogni caso troppo importante per Mark, è troppo potente»
«Che vuoi dire?» la temperatura sembrava abbassarsi ad ogni parola pronunciata da Mike, come se il suo stesso fiato emettesse schegge di gelo che si insinuavano sotto la pelle delle persone.
«Miriam è più potente del normale; è probabile che se non fosse stata rapita da Aliat sarebbe finita su uno dei continenti con piú energia magica. Inizio a credere che voglia potenziarla per permettere ai portali di portare più persone» Stein sembrava non curarsi dell’atteggiamento glaciale di Mike.
«Spiegati meglio» disse Keiko che ora era concentrata sull’uomo.
«I portali dell’ordine sono in realtà rimasugli della vecchia civiltà. Mark iniziò a sentire le voci che lo invocavano un giorno, poco dopo che conobbi Aliat e Tarn. Trovammo l’origine di tali voci in Italia, nella periferia di una piccola città e lì si stanziarono per studiare il fenomeno. Mark scoprì che si trattava solo di un vecchio portale e riuscì ad aprirlo tramite una chiave in suo possesso, una specie di telecomando. Ci ordinò di saperne di più e ci infiltrammo ad Atlad… dove scoprii di poter usare la magia. Andò tutto bene finché non mi resi conto che tra chi portavamo di qua e di là c’erano innocenti, e non mi andava bene. Mi separai dall’ordine e da Mark, ma l’ordine mi trovò. Ingannó e usò Aliat affinché mi sottrasse il potere e con esso parte della memoria. A lui il giochetto non andò giù, così uccise chi lo aveva ingannato… il resto lo sapete»
«Se ha la chiave a che gli serve Miriam?» chiese Ragna.


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