Capitolo 14 – Addio (quarta parte)

Sentì e provò sentimenti antichi e profondi di una mente che ha vissuto troppo, incapace di decifrarli correttamente, si sentì assalire dalla nausea.
«Nin era mia cugina. Ninfea, quella volta al bar… fu l’ultima volta che la vidi»
Miriam non si voltò neanche, non riusciva a guardarlo in faccia.
«L’amavi?» chiese con freddezza.
«No. Ero sinceramente curioso di sapere come andavano le cose tra i due. Lei il fuoco, lui il ghiaccio, letteralmente»
«Cosa sono gli Angeli?»
Sentì le lacrime salirle agli occhi.
«Ruoli dimenticati persino dalla memoria magica. Non hanno più senso di esistere, non senza un sistema crudele come quello della vecchia Atlad»
«Con chi stavi parlando prima di Nin?»
Silenzio. Mark ci mise un po’ a rispondere.
«Con la persona che ha causato il cataclisma»
«Perché mi dici questo? Risponderai a tutte le mie domande?» strinse i denti fino a quasi farsi male.
«Sì»
La sincerità di quella breve parola la colpì come un pugno nello stomaco.
«Perché?»
«Perché ti amo e questo nessuno potrà cambiarlo. Non ti ho mai mentito e mai lo farò»
Miriam sentì montarle la rabbia e si voltò verso Mark, immettendo in quelle parole tutta l’ira di cui era capace.
«Non è vero! Hai giocato con le parole, mi hai fatto credere cose false! Anche quando sono stata rapita, tutt’e due le volte! Tu sapevi!»
Lo guardò. Sembrava dispiaciuto da quelle parole, ferito… ma era un essere troppo diverso da lei perchè potesse fidarsi delle sue stesse percezioni. Indossava degli abiti strani, forse una divisa simile a un’armatura, ma non si soffermò troppo sui suoi vestiti Si concentrò invece sugli occhi dalle iridi ormai completamente nere.
«Se ti spiegassi, mi crederesti? Se ti avessi detto che fui io a dare il significato al nome Mark, mi avresti creduto? Ti fidavi di me ma non a tal punto»
Miriam si asciugò le lacrime e si ricompose, sperando di arrivare presto a una decisione.
«Rispondi: hai dato tu l’ordine di rapirmi in quel bar?»
«Non proprio. Dissi ad Aliat di portarti su Atlad, volevo che sviluppassi i tuoi poteri. Non ti avrebbe portata all’ordine, davvero»
Miriam sentì come un formicolio alla testa che la spingeva ad attaccare Mark, ma resistette all’impulso.
«Dove mi avrebbe portata?»
«Non lo so. Davvero, lui è capace di eseguire gli ordini senza che siano precisi e lavora meglio così»
«Cos’è il cataclisma?»


 

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17 pensieri su “Capitolo 14 – Addio (quarta parte)

  1. Trovo demode’ iniziare a leggere una storia dall’inizio. Comincerò da questo capitolo. Visto che parli sempre di Atlad, ero curiosa. Quel poco che ho potuto capire in questo modo, mi piace. Poi capirò meglio per strada 🙂

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