L’orologio e la candela

NOME

Questa storia partecipa al Concorso di Scrittura Creativa Alice Raynor’s hall.

Tema: Cerchio

Le lancette giravano e lei attendeva.

Attendeva il suo ritorno, aveva promesso e lui manteneva sempre la parola data.

Il ticchettio dell’orologio riempiva la stanza illuminata solo da una tenue candela ormai quasi del tutto spenta; del resto il buio non era mai stato un problema.

Aveva promesso: «Tornerò» e lei gli aveva creduto.

Per l’ennesima volta aveva visto qualcuno di caro voltarle le spalle ed andarsene, per l’ennesima volta lei lo aveva lasciato andare. I suoi affari, i suoi dannati affari lo portavano sempre lontano. Continuava a difendere un mondo che neanche era a conoscenza della sua identità, battaglie su battaglie si erano susseguite. Vittorie su vittorie nel corso dei secoli, perché bastava una sola sconfitta per annientarlo.

Lei aspettava e faceva in modo che non venisse dimenticato, che la sua presenza fosse costante nel cuore dei suoi sottoposti. Doveva essere il suo campione, il suo portavoce.

«Mostri»

Quante volte aveva sentito questa accusa? Quante volte aveva visto il terrore negli occhi di chi scopriva cosa fosse in realtà? Eppure non aveva nemmeno bisogno di uccidere per nutrirsi, le bastava un volontario. I vampiri non erano così male, dopotutto. In più il suo compagno si era rifiutato di rivelarle il segreto della trasformazione, per cui non era nemmeno in grado di farlo. Una mancanza, certo, ma a lei poco importava.
«Non voglio»

No, egli non voleva che lei appartenesse a qualcun altro, ma di questo non c’era rischio.

Chiuse gli occhi e sospirò.

Quando li riaprì, guardò le lancette.

Da quando si era seduta, un giro completo avevano compiuto le lancette. Lo faceva ogni anno, da secoli. Il suo piccolo rituale.

Alle sei di sera di quello stesso giorno, secoli prima, le aveva detto: «Tornerò». Allora lei aspettava, sperando. Speranza che i lustri non avevano abbattuto, guardando il cerchio perfetto che formavano le lancette, da quando il sole tramontava a quando esso sorgeva.

Si alzò dalla sedia e spense con un soffio la candela ormai quasi del tutto consunta. La fiamma si spense, come la sua speranza quell’anno: aveva deciso che l’avrebbe relegata a un giorno solo.

Si voltò per uscire da quella stanza e aprì la porta, già coi pensieri immersi nel suo lavoro.

«Mi dispiace, non pensavo di metterci tanto»
Alzò lo sguardo e il suo lavoro non esistette più, gli anni d’attesa sparirono mentre lui l’abbracciava.

«Scusa» la voce di lei era rotta dal pianto.

«Non volevo»

«Non è vero, – le rispose lui sorridendo – avevi ragione. Ci ho messo… troppo. Avevi ragione»

«Se te ne andrai sarà per sempre!» disse lei disperata.
«Non tornerai più da me!» Non una minaccia, quanto una paura.
«Non è vero, tornerò. Da te, sempre»

Una storia breve stavolta, senza un particolare significato se non quello che le do io.

L’immagine è un mio fotomontaggio, le immagini sono prese da pixabay

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11 pensieri su “L’orologio e la candela

  1. Pingback: Storie del Bando IV – Sfida di Scrittura Creativa Raynor’s Hall | Alice Jane Raynor

  2. Oddio, è la prima volta che mi trovo in difficoltà a commentare un tuo racconto. Mi è piaciuto, ma non ho percepito il “cerchio” come un elemento fondamentale della storia, ma piuttosto “l’attesa”, lei si era presente, così nitida da poter essere toccata con mano. Non ho notato errori e, sa anche ci sono, ormai ho una sorta di avversione verso i refusi, quindi li ignoro u.u
    Il significato è un qualcosa che hai preferito tenere per te e lo capisco, per un attimo ho visto in quella donna, un altro tuo personaggio, ma solo per un istante.
    Per quando non penso di aver afferrato fino in fondo il senso, ritengo che sia comunque un bel racconto che, non mi ha annoiata e mi ha tenuta incollata a differenza di altri che invece mi stufano dopo un paio di righe…
    Brava Ale ❤

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    • Innanzitutto il tema mi ha messo seriamente in crisi… poi c’è stato un problema particolare e… quello che avevo scritto in precedenza è stato messo nei racconti del: chissà se mai vedranno la luce. Questa è la seconda storia infatti, la prima non è stata neanche completata.
      Sì, ci hai visto Belial, lo so perché ho pensato a lei mentre lo scrivevo… ma allo stesso tempo non è lei perché col cavolo che avrebbe fatto una cosa simile (aspettare per secoli senza cercarlo? In più creandosi quel piccolo rituale? Non sarebbe da lei). Sono andata in corto in questo periodo. Il cerchio è semplicemente l’orologio che guarda e le lancette che girano, disegnando, appunto un cerchio completo.
      Del resto, da contest, basta solo che nel racconto ci sia la parola scelta, quindi non ci sono problemi >.< (spero)

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    • mi leggi nel cervello, eh? xD
      E’ vero, ci ho visto lei ed anch’io ho pensato che diversamente dalla protagonista del tuo racconto, lei non se ne sarebbe stata con le mani in mano xD
      Il tema del cerchio aveva messo in crisi anche me, se ti può consolare e comunque a me è piaciuto 😉

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  3. Voto: 3/5

    Allora Lex ^^ la storia mi è piaciuta, scritta molto bene e scorrevole, ma non ho proprio avuto tempo di “immedesimarmi” né nella protagonista e nemmeno in questo “compagno” vampiro di cui si parla. E ancora, di che si parla? Come mai questa ragazza ha conosciuto un vampiro? È una cosa che non traspare o traspare poco ^^”

    Infine, il cerchio è quello dell’orologio, in cui lei “attende” e nel frattempo le lancette scorrono inesorabili…

    Beh, quindi secondo me è una storia “fredda” in un certo qual modo e spero che tu non me ne voglia se do 3 stelle su cinque ^^

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    • Pensavo di aver risposto… Come scritto su, è stata scritta pensando a una cosa e degli avvenimenti in particolare che in realtà trapassano molto dal racconto. Come ho detto, questo tema mi ha messo in seria difficoltà e lo stile introspettivo è quello a cui sento più attinenza, anche se poi ci scrivo poco.

      Una cosa che agli altri non ho detto, però, è che c’è stata un’ispirazione particolare per quella che alla fine è solo una scena, ovvero il finale di Master Mosquiton, un anime ormai parecchio vecchio, in cui la protagonista attendeva il ritorno del vampiro.

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