Una giornata a Milano

Di norma evito di lamentarmi sul blog. Credo ci siano solo altri due sfoghi sulla Corte.
Ma oggi…
Dovevo andare a Milano a far firmare e consegnare un documento per l’università.
Il prof riceveva alle 10 e iniziava la lezione alle 11 ma, dato che il quarto d’ora accademico e valido più che mai, specie in un’Accademia, vado alle 11 e, indovina? Il prof non c’é. Arriva alle 11.20 e, sopresa, non è più lui il prof. di indirizzo. Vado in segreteria dove, per fortuna, non c’è l’acida zitella, le chiedo aiuto e mi dice che chi sto cercando arriva alle 14.00. Le chiedo se posso consegnare il documento a quell’ora e mi dice massimo alle 14.30. Ok, me la ricordo puntuale come prof…
Ma io che faccio a Milano tra le 11 e le 14.00? Giracchio un po’, vi dico dopo che è successo. La prof, in ogni caso, arriva alle 14.30… ovvio. Corro in segreteria e me la da buona.
Ma ovviamente viaggio e soggiorno non potevano essere tranquilli.
Durante metro e treno ho trovato due tizi che chiedevano l’elemosina con i bigliettini (rigorosamente STAMPATI) e una tizia che chiedeva l’elemosina con il bicchiere, incazzandosi se non la si guardava nemmeno.
In giro trovo due africani (nel senso che hanno provato a fermarmi due volte a fila…) che volevano farmi perdere tempo e rifilarmi i libri sulle favolette africane. Scansati con un “No!” al loro: “Tutto bene, bella?”
Più avanti scanso il: “il braccialetto te lo regalo, ma tu un euro dammelo”
Evito, per fortuna, la biondina di Greenpeace.
Arrivata nella mia città, finalmente, scendo e mi dico: “tranquillità”.
Sveglia alle 8, esco alle 9, arrivo alle 11. Mangio fuori, dopo l’epopea scendo dal treno e mi mancano ancora 15 minuti a piedi. Però sono calma.
Arrivo a 5 minuti da casa mia: “posso lasciarle il volan…”
So chi é, testimone di Geova o qualcosa di simile. Non lo so, non mi importa.
Trattengo un “fott…” solo perché è anziana.
Avrò anche fatto la figura della maleducata, ma questi che fermano persone A CASO, ma lo capiscono che magari la gente se è fuori, lo è per un dato motivo? Specie in settimana???
Quando apro casa non ci credo. Accendo la macchinetta e mi faccio un bel tè caldo.

Scusate gli errori, l’ho scritto di getto… non ho ricontrollato bene.

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17 pensieri su “Una giornata a Milano

  1. Certe esseri sembrano nati per scassare le balle al prossimo! Non ti dico come godo da quando vivo qui sul mio monte isolato! Anche quando vado in paese siamo in pochi,tutti di qui,e nessuno rompe le scatole! E quando vado in città a lavorare mi basta una delle mie gelide occhiate per allontanare parassiti vari.E se non colgono subito arriva il vaffa…..E non mi sento affatto maleducata:é legittima difesa😊

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  2. ahahaha 🙂 praticamente come andare in un centro commerciale e scansare tutte le offerte, stressante XD comunque uno ti mancava.. quando lavoravo in ufficio, poichè l’ufficio era sulla strada, soggetti così ne vedevo.. un giorno che è entrato ha detto di essere un prete che chiedeva soldi per una missione in vietnam…………….

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