Flashforward – Missione 1, l’accampamento dei troll [seconda parte]

 

La fiamma di cristallo e la lama d’ombra

“Pandora Fearblade e Beatrix First,
Siete convocate al palazzo del Signore di Karga per questioni della massima urgenza. Siete pregate di recarvi il prima possibile a Karga dove riceverete dettagli sul problema e sui pagamenti.”

Beatrix lesse queste righe ad alta voce, assonata. Quando l’ultima parola venne pronunciata, si voltò a guardare la compagna di stanza: «Quindi?»
Pandora, seduta sul letto accanto, incrociò le gambe e la guardò vogliosa, come a volerla fare sua.
«La-vo-ro!» disse scandendo le sillabe una ad una. «Sono mesi che non ci sono missioni e io mi annoio».
«Capito. Andrò ad avvisare il Messaggero allora» disse la ragazza che aveva letto il messaggio ad alta voce, sopprimendo uno sbadiglio. A Falkedorf non era raro vedersi recapitare messaggi nei modi più strani.
Si alzarono entrambe e recuperarono i loro vestiti per prepararsi. Pandora era più grande di quasi un anno rispetto alla compagna di stanza: era una ragazza slanciata, molto atletica e di poco più robusta di Beatrix. Portava i lunghi capelli castani legati in una coda alta, tenuta legata da un nastro bianco come se fosse una piccola fontana. Uno dei due occhi era coperto da una benda nera che non toglieva mai, l’altro era rosso fuoco, quasi come se una fiamma viva le bruciasse dentro.
L’altra era più simile a una bambola di porcellana: la pelle era candida, chiarissima e faceva risaltare i lunghi capelli corvini che le ricadevano leggeri sulle spalle. Gli occhi erano neri e freddi, glaciali anche quando sorrideva dolcemente, come se fosse incapace di provare una vera felicità. Se una appariva come l’incarnazione della fiamma pura, l’altra sembrava un’ombra silenziosa e guardinga.
«Bene, io vado ad avvisare il Messaggero» disse Beatrix finendo di allacciarsi il corpetto.
«Ai preparativi ci pensi tu?» chiese aprendo la porta della stanza.
«Sì sì, tranquilla. Quando tornerai troverai tutto in ordine e pronto per la partenza!» disse Pandora quasi cantando. Beatrix sorrise all’amica e lasciò la camera spartana, formata solo da due letti, un armadio molto grande e due comodini.
Beatrix sbadigliò e si stiracchiò per convincere il sangue a circolare. Percorreva in religioso silenzio i corridoi in pietra, le cui pareti erano abbellite dagli stendardi della gilda dei Falchi, per raggiungere la sala della bacheca, il luogo in cui gli adepti potevano scegliere la propria missione o avvisare che sarebbero andati via. Il tempo del suo addestramento come adepta della gilda era terminato tempo addietro, ora poteva decidere da sola quali missioni accettare e quali rifiutare, non era più obbligata a seguire un mentore tuttavia non aveva l’autorizzazione ad addestrare e reclutare nuovi adepti e potevano capitarle incarichi obbligatori. Raggiunta la sala, aprì con sicurezza la porta. Si trattava di una specie di taverna, con una bacheca enorme su uno dei muri dove venivano affisse le missioni secondarie o la richiesta di compagni per qualcosa che non riguardasse direttamente la gilda. A un tavolo, al solito tavolo, stava seduto il Messaggero. L’uomo leggeva un libro ed era visibilmente annoiato dal turno di notte.


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