Capitolo 12 – Le carte si svelano (terza parte)

***

Il giorno dopo tutti si erano ripresi, tutti tranne Eoin e Frey. Mike era in piedi, fasciato ma almeno era in grado di camminare anche se sembrava sconvolto da qualcosa. Soraya convocò tutti nel suo studio. Li attese con le spalle rivolte alla porta d’ingresso e non si voltò nemmeno quando Stein, Mark, Miriam e Mike entrarono nella stanza.

«Non hai fatto chiamare anche gli altri?» chiese Mike. I suoi occhi arrossati e la sua voce che sembrava spezzata dalla stanchezza rivelavano una notte passata insonne.
«No» sussurrò Soraya. Al suono di quella risposta Mark fece sedere Miriam su una sedia, lui invece rimase in piedi dietro di lei.
«Miriam – continuò la donna – vedi, il tuo potere è molto forte, dovresti seguire un allenamento più intenso, la pioggia che hai scatenato…» Soraya non riuscì a finire il discorso che si era preparata, la voce rotta da un respiro profondo.
Stein si avvicinò alla donna, cingendole le spalle con un braccio.
«Soraya, che succede?»
La donna guardò l’amico e, singhiozzando, continuò: «Ho… abbiamo fatto il possibile ma… era come un fiume in piena, la sua energia vitale fluiva e noi… Stein, mi dispiace tanto… Eoin… non siamo riusciti a salvarlo… »
Stein sbarrò gli occhi e il silenzio calò tra di loro come la lama inesorabile di una ghigliottina. Miriam si sentì sprofondare di nuovo.
Un rumore secco attirò l’attenzione di tutti: Mike era caduto a terra e si stava tenendo la testa tra le mani.
«No… il moccioso no…»
D’un tratto si riprese e guardò Soraya, con un filo di voce chiese: «Dov’è Frey?»
«Si è svegliata poco fa, ha sentito la cosa da due ragazzi che ne parlavano in infermeria. Ora è in giardino» Soraya gli rispose tranquilla asciugandosi gli occhi.
Miriam non poteva crederci, non era possibile. Guardò Mark e lo vide strano, gli occhi neri persi nel vuoto. Soraya le aveva detto che la magia influiva sull’aspetto esteriore e, per qualche ragione, su Mark aveva agito prima scurendo i suoi occhi che da grigi erano diventati neri. Tuttavia non era solo lo sguardo a darle la sensazione di estraneità. Il ragazzo sembrava freddo e distaccato, più sicuro di sé. Lei si sentiva male. Non era entrata nella stanza dove lo avevano portato solo perché aveva fiducia che lo avrebbero salvato, così facendo non aveva però potuto salutarlo per l’ultima volta e sapeva che anche gli altri provavano la stessa cosa. I sentimenti di Mike la investirono come un fiume in piena, facendola sobbalzare. Era stata avvisata che avrebbe potuto sviluppare anche doti empatiche ma non pensava che fossero così forti.
«Frey non deve rimanere sola!» Mike si alzò in piedi diretto verso la porta ma Mark gli afferrò il polso prima che lui si allontanasse troppo.
«Che vuoi dire?» domandò con un filo di voce.
«Non è sola. Con lei c’è un ragazzo. Ci siamo accorti della corruzione, quindi non preoccuparti» la maestra parlò tranquilla, come se si stesse rivolgendo a un bambino.
«Corruzione?» chiese innocentemente Miriam.
«L’anima sottoposta a stress, può corrompersi. Normalmente quando un mago si deprime rischia di subire un cambiamento a livello mentale dovuto ai pensieri negativi» le spiegò Soraya.
«Quello che fa l’ordine, quindi?» la voce di Miriam risultava roca ed estremamente pacata, non sembrava lei.
«No, – si intromise Stein – l’Ordine spezza e ricostruisce, ti convinci che sono gli altri il problema. La corruzione è forse peggiore, proviene da dentro, finisci col dare la colpa solo a te stesso. Se presa in tempo è possibile guarire»
«No! – La voce di Mike si fece più ferma – voi non capite! Frey lo nasconde da tanto, é brava a farlo… Io devo andare da lei!»
«Perché?»
La voce di Mark era fredda e dura, Miriam ne sentiva tutto il dolore.
«Noi litigavamo per quello… – Mike aveva iniziato a tremare dal nervoso – le ho sempre detto che aveva bisogno di aiuto ma a volte sembrava migliorare, poi litigavamo… insomma, lei non voleva stare con me, aveva paura e io scemo a non capire… poi ho deciso che non me ne importava e a quel punto è stata lei a… ma subito dopo Eoin ha urlato e…»
«Mike, per dio! Non girarci intorno! Che stai dicendo?» Stein sembrava star per perdere la pazienza.
Miriam continuava a guardare la finestra, notando che una pioggia leggera aveva iniziato a cadere dal cielo; la decisione di Mike di rivelare tutto la colpì quasi come uno schiaffo prima ancora che pronunciasse quelle parole: «È la sorella di Eoin!»
Mark lasciò la presa e Mike corse via, diretto verso il cortile.
Miriam era, per qualche ragione, attirata dalla pioggia fuori, sentiva le lacrime scorrerle sul viso e le associava al tempo che aveva, di nuovo, modificato. Tuttavia c’era qualcosa che lei non capiva.
«Avevate detto che non c’erano pericoli usando la magia» disse ignorando le lacrime che le rigavano il volto.
Mark le diede un bacio sulla testa, le sussurrò: «Ho bisogno di uscire, ti amo. Ricordalo sempre» e si diresse anche lui verso la porta.
«La magia viene modificata dal pensiero che abbiamo di essa, ricordi? È in grado di migliorarsi e di guarirci ma… se la l’incantatore pensa che sia giusto che sia punito… la magia agisce di conseguenza. È una versione potenziata della depressione, se lasciata andare crea danni irreparabili, se presa in tempo la corruzione non è un problema» Soraya sembrava aver trovato nel suo ruolo di maestra il suo equilibrio.
«Ma se Frey è la sorella di Eoin…» continuò Miriam, fissando sempre la finestra.
«Probabile che abbia paura degli uomini, sì. È probabile che associ l’atto sessuale al male o qualcosa di simile…»
«Non dicevo quello… insomma, quanti anni fa è successo? Da quanto si porta quel peso dietro?»
Stein guardò fuori dalla finestra poi, ignorando la domanda della strega, chiese: «A cosa stai pensando davvero? Sei come… persa»
«La pioggia…»
«Probabilmente è legata al tuo umore, se piangi, piove» Soraya si sedette.
«Ma… no. Non può essere. Sto male, è  vero, sto malissimo ma dopo l’Ordine  sono stata forse peggio. Cosa c’è di diverso?»
Soraya si alzò e si diresse verso la ragazza: «Quando è successo la prima volta?»
«Ieri» disse Miriam guardando Soraya.
«Facciamo così, mentre Mike si calma e, spero, faccia calmare Frey, noi pensiamo a questa cosa. – si inginocchiò davanti a lei – Ora, ti aiuterò a rivivere quei momenti»
Le prese le mani e iniziò a formulare l’incantesimo: «Acqua che scorri, acqua che conosci, dal Damnat evoca il passato»
Miriam chiuse gli occhi d’istinto e, quando li riaprì, si trovò nuovamente nello stesso istante in cui Eoin fu aggredito. Un momento congelato nel tempo in cui lei poteva muoversi liberamente. Avanzò e notò un’altra se stessa distesa a terra, immobile.
«Miriam, adesso devi capire quale sia effettivamente il sentimento che produce la pioggia. – sentiva la voce di Soraya provenire da dentro di lei – So che è doloroso ma capire cosa provochi il tuo incantesimo ci aiuterà a controllarlo»
Miriam sentì nuovamente il viso bagnato. Voleva andare da quell’Eoin pietrificato e abbracciarlo. Si trattenne e si avvicinò invece alla se stessa distesa a terra, cercando di capire. Dalla situazione intuì che il momento preciso era poco prima che l’aggressore scappasse. Sentì nuovamente tutti i suoi sentimenti: paura, ansia, ira… il terrore era il sentimento più forte.
«Non può essere la paura. Non ho paura ora» disse come se sapesse che gli altri avessero capito quale fosse il sentimento.
«Miriam é empatica. Forse centrano i sentimenti degli altri, magari è stato il cocktail» la voce di Stein provava a essere sicura e ferma come al solito ma Miriam la percepiva come leggermente più bassa.
Decise di avvicinarsi alle varie persone, Mark era la più vicina ma sentì solo rammarico, paura e ansia. Sentimenti simili ai suoi. La seconda persona fu l’aggressore: rabbia, felicità, esultanza, avidità, gola e un fortissimo istinto omicida. Miriam si rese conto allora che la sua empatia risultava più potente di quello che si immaginava. Fu il turno di Eoin: paura, immensa paura e… fiducia.
«Non ce la faccio…» Miriam si strinse le braccia fino a farsi male e iniziò a singhiozzare: Eoin era certo che lo avrebbero salvato.
«Miri, devi andare avanti. Il dolore non può fermarti. Ricorda che la magia è influenzata da ciò che pensiamo di lei» la voce dolce della maestra la spinse ad andare avanti.
Si avvicinò a Mike svenuto ma riuscì comunque a sentire qualcosa: impotenza, paura, amore… quel ragazzo era capace di affezionarsi nel profondo e quell’amore non era rivolto solo a Frey ma anche alle persone che sarebbero potute diventare le prossime vittime. Lo aveva sempre considerato un sognatore, quelli che voglio essere eroi, uno di quei ragazzi che vive alla giornata, invece, semplicemente, Mike amava tutti. Represso, come se lo considerasse un’ onta, sentiva anche una vena omicida pulsare per quello stronzo che aveva osato colpire Frey.
Andò da Frey e sentì ansia, stress, tanto stress, paura, terrore, desiderio di salvare Eoin a qualunque costo. Andò da Stein e sentì qualcosa di strano. Lui era assolutamente concentrato, aveva paura ma era controllata, era in ansia ma non si lasciava soprassedere: era un cacciatore che aveva puntato la preda.
Miriam si chiese se quei sentimenti potessero avere una specie di lunghezza d’onda, quindi andò verso se stessa e chiuse gli occhi. Aveva parlato fino a quel momento dicendo cosa sentiva per riferirlo a Stein e Soraya ma ora doveva mettere ordine in quello che percepiva. Sentiva paura e ansia in modo spropositato ma quelli erano i suoi sentimenti, emozioni che di certo non provava in quel momento. Si concentrò meglio sui sentimenti di tutti e non delle singole persone.
«Paura, ansia, tanta ansia. Però… sono il risultato di altro, come una risposta. Cosa provoca la paura? L’ignoto ma non é il mio caso… loro vogliono farmi del male, sono cattivi, li sento urlare, vogliono attaccare…»
Miriam aprì gli occhi.
«Tutti vogliono uccidere»
«Uccidere? – la voce di Soraya era incredula – Sicura sia quello il problema?»
«SÌ… può darsi… anch’io pensavo che quel coso dovesse essere eliminato»
Sentì Stein sicuro di quello che diceva.
Miriam si trovò nuovamente nello studio, di fianco a Soraya ma a qualche minuto prima.
«Miriam, chi vuole uccidere?» Soraya era in ansia e Miriam incredula. Chi tra di loro voleva uccidere? Stein, Mike, Mark, Soraya o forse se stessa?


Annunci

12 pensieri su “Capitolo 12 – Le carte si svelano (terza parte)

  1. Eoin? no… O.o No… non è possibile… Ho dovuto rileggere più di una volta perché non ci credevo. 😥
    Oltre a questo è un capitolo molto interessante, sono curiosa e molto anche. Devo cercare di capire, sto cercando di sviluppare le mie teorie ma per qualche strano motivo non ci riesco.
    Comunque tra te e Alice mi state davvero uccidendo 😥

    Liked by 2 people

  2. Eoin… Eoin… No. Io non ci voglio credere. Era uno dei miei due personaggi preferiti T.T Amore caro poverino T.T
    Capitolo interessantissimo T.T
    Eoin e Frey in un certo senso li ho sempre inconsciamente considerati come fratelli, era solo un mio modo di vederli… sapere che effettivamente lo sono… cavoli…
    Non riesco nemmeno a commentare davvero, sconvolgente…
    Anche la parte finale con Miriam è curata divinamente, mi piace come hai gestito la sua empatia e anche il mistero finale è davvero molto interessante… Sono davvero curiosa per il seguito…
    Bravissima! Anche se…. anche se T.T

    Liked by 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...