Capitolo 10 – Forza di volontà (terza parte)

***

Quando Stein aveva proposto che Miriam viaggiasse sola sotto a tutti, lo aveva fatto conscio che Elil era molto vivace e che Miriam gli dava corda molto volentieri. Così durante l’ora di viaggio i due superavano il gruppo e tornavano indietro, salivano da Keiko e Stein e poi discendevano nuovamente. Tutte le acrobazie del grifone probabilmente tenevano lontani i briganti e non ne videro neanche uno avvicinarsi o farsi vedere. Così arrivarono a Koliat indenni.
Dall’alto la città appariva come avvolta da una capsula di vetro protettiva, cosa che dal basso era pressoché invisibile.
«Che cos’è?» urlò Miriam indicando la città.
«Un incantesimo di protezione! Il suo centro è il tempio: gli studenti e i maestri ricaricano tutti i giorni i cristalli sparsi per la città. Non è possibile atterrare in città, bisogna per forza entrare da una delle porte. È possibile lasciarla in volo però!» le rispose Stein urlando a sua volta e iniziando la discesa verso la porta che Miriam avrebbe varcato per la terza volta.
Mark continuava a guardarsi intorno ma senza essere troppo curioso, come una persona che visita un quartiere della propria città che non aveva mai visto. Stava di fianco a Miriam, tenendole forte la mano come se da un momento dall’altro potesse scappare via. Stein camminava davanti a tutti ma sembrava teso, qualcosa non gli tornava anche se non riusciva a cogliere cosa ci fosse di sbagliato. Gli altri sembravano persi nei loro pensieri, tranne Eoin, i cui occhi vorticavano frenetici come cercando qualcosa. Arrivati al tempio, Conrad, un ragazzo che dimostrava più anni di quelli che effettivamente avesse, venne loro incontro. Il suo viso contratto preannunciava brutte notizie.
«C’è un problema… » disse senza neanche avere il coraggio di alzare gli occhi per guardarli.
«Fammi indovinare: hanno cambiato idea»
Conrad annuì mesto.
«Non c’erano i segni della macchina: era questo ciò che non volevamo vedere. Codardi»
Mike sembrava molto deluso da quel fatto, non era arrabbiato ma nella sua voce c’era il leggero tremore di chi una cosa simile non se la sarebbe mai aspettata. Almeno Conrad era rimasto ad avvisarli.
«Soraya ha avvisato alcuni dei generali degli altri continenti ma solo Selian sembra capire davvero la minaccia dell’Ordine»
«E perché? Insomma, se questi ottengono ciò che vogliono dubito che si fermeranno a un continente desertico come Atlad»
Miriam si sorprendeva sempre della velocità con cui Mark apprendeva, per certi versi lo considerava la sua enciclopedia personale e anche in quella situazione si era messo a studiare i vari libri della biblioteca di Stein.
«Perché non credono sia una vera minaccia, pensano che stiano cercando un’arma inesistente. Non stiamo qui, la maestra attende»
Conrad li precedette mentre gli altri seguirono con il morale a terra. Se Stein aveva ragione, l’ordine li aveva fatti scappare e se già con i mercenari e gli alleati che poi avrebbero tradito, avevano fatto fatica ad entrare nel tempio non immaginavano in che modo avrebbero potuto fare qualcosa da soli.
Conrad li portò in una stanza dove Soraya li attendeva seduta a una scrivania, simile a un generale che attende rapporto con tanto di gomiti appoggiati al tavolo. Aveva gli occhi chiusi, visibilmente pensierosa.
«Ciao» disse pacata, quasi sussurrando il saluto.
«Salve Soraya, brutte notizie mi sembra» disse Stein accomodandosi su una sedia presente nella stanza, imitato subito dopo dagli altri.
«Sì. Pensano che il problema dell’Ordine sia solo nostro e che non sia un vero pericolo al di fuori di Atlad. Potrei anche capirli se non fosse che basta divinare con gli spiriti per capire che qualcosa non va. Selian è l’unico che sembra crederci ma da solo non può fare nulla. Ci ha detto che appena risolverà la questione coi draghi sul confine della sua città può pensare a noi ma, anche partendo subito, ci metterebbe un mese ad arrivare senza l’aiuto dei draghi. Ha bisogno di risolvere i suoi problemi prima, però ha detto che studierà la questione come può e che ci invierà le sue scoperte e qualsiasi aiuto possa trovare»
«Chi è Selian?» chiese Miriam, quasi non credendo che una persona che abitava così lontano potesse decidere di aiutarli.
«Un demone puro, generale delle forze d’attacco situate sul confine dei territori demoniaci della Notte nel continente di Draken. Il più papabile a prendere il trono vacante della sua città natale»
«Un… che?» Miriam ricordava che i demoni fossero l’evoluzione di chi usava la magia invocatrice ma non aveva mai sentito parlare di purezza.
«Un demone nato da altri due demoni, non un umano evoluto grazie alla magia invocativa. È molto sveglio e… buono anche se può non sembrare a volte» specificò Soraya.
«Quindi è un: morite pure tanto noi siamo lontani. Questo posto è uguale alla Terra»
Nella voce di Mark c’era un tono accusatorio che celava una vena profonda di delusione. Sperava in un mondo regolato da leggi diverse e invece sembrava che tutto funzionasse tutto allo stesso modo.
«Noi non possiamo far nulla per mettere in allarme la popolazione?» chiese ingenuamente Miriam, ignorando le parole di Mark.
«Anche se ci riuscissimo, diffonderemmo solo il panico. Qui ad Atlad ci sono pochissimi incantatori e la maggior parte di questi sono evocatori che si sono specializzati nel loro campo lavorativo» Soraya si massaggiava le tempie con le punta delle dita, cercando di favorirsi un’idea.
«Il portale? A quanto pare buona parte delle loro vittime viene da lì» Miriam continuava a chiedere ma sapeva che i presenti avevano avuto anni per vagliare qualsiasi piano lei potesse pensare. Infatti: «Abbiamo provato pure a pedinare Aliat ma ci sfugge sempre, non sappiamo neanche che forma possa avere questo portale»
La risposta di Mike le sembrava quasi ovvia ma voleva esserne sicura.
«Non ho capito molto bene come funziona. Io e Miriam proveniamo da là, non c’è modo con la magia di rintracciarlo usando noi?»
La voce di Mark sembrava annoiata, come se anche lui immaginasse già la risposta.
«No. Pericolo troppo alto. Tra i vari rischi c’è quello che il portale salti in aria e non conosciamo le conseguenze»
Eoin rispose con calma piatta e Miriam quasi poteva vedere gli ingranaggi della sua mente muoversi mentre pensava a qualcosa di nuovo.
«Alla magia piacciono i centri… non è che si trova in un qualche centro?» Miriam parlò più a se stessa che agli altri.
«È altamente probabile ma non sappiamo quale potrebbe essere. Ad Atlad ci sono una decina di templi e circa un migliaio di posti in cui la magia si raduna, forse di più»
La risposta di Eoin non fece altro che rafforzare la sua tesi: loro avevano già pensato a tutto.
«Però è un punto di partenza, no? Mi pare di aver capito che prima non consideraste nemmeno l’Ordine. Perché è impossibile seguire questo Aliat?» Stavolta Mark parlò sicuro.
«Perché – disse Mike – Aliat si scherma e il suo Deimos è tra i grifoni più veloci che abbia mai visto»
«Non esistono “scie magiche” che possiamo seguire?» continuò Mark.
«Sì, – la dolce voce di Soraya interruppe il dialogo – ma solo alcuni demoni riescono a seguirle. Qui nessuno si è mai evoluto a tal punto: io sono la maestra con il grado più alto di tutta Atlad, eppure non dubito che perderei contro un maestro di grado più basso di Draken. L’Ordine ad Atlad ha praticamente la via spianata da ogni ostacolo»
«E quindi volete arrendervi così?»
Il tono accusatorio di Mark fece sussultare tutti tranne Eoin che, con gli occhi chiusi, cercava ancora una soluzione a quel problema e Miriam che si era curvata appoggiando i gomiti sulle gambe e la testa sui palmi delle sue mani, pensando sempre ai centri.
«Per chi ci hai presi? Se siamo qui a discuterne è perché vogliamo fare qualcosa!»
Mike era visibilmente offeso dalle parole di Mark che non si curò neanche di voltarsi verso il ragazzo.
«Non esistono rovine come quelle dove abitiamo?» Miriam si era fossilizzata sulla questione dei portali e Eoin sembrava darle corda: «Mi serve una mappa accurata di tutta Atlad. O più mappe. E libri di storia e geografia»
Lo sguardo del ragazzo si fissò su Soraya in modo inquietante e la maestra, quasi obbedendo a un ordine, rispose: «Abbiamo due biblioteche, una al piano terra e una sopra… di là, c’è scritto ‘biblioteca’ sulla porta giusta» e indicò la porta di uscita.
Eoin guardò Miriam per un secondo, poi insieme si alzarono e si diressero verso la porta indicata da Soraya.
«Fatica inutile…» sospiro Mike.
«Non credo…» la voce di Stein risuonò come una campanella dato che non aveva partecipato attivamente alla discussione.
«Strano… pensavo non ti interessasse questa discussione, non hai detto nulla» disse Mike.
«Ha ragione il ragazzo, per un attimo volevo mandare a monte tutto e mettermi sulla difensiva ma così ritarderemmo solo la calata dell’Ordine su di noi»
L’uomo si alzò dalla sedia.
«Vado a preparare un piano per quando quei due avranno trovato qualcosa. E ne preparo uno nel caso non trovino nulla. Soraya, Mark ha dimostrato di avere affinità con la magia. Temo che l’Ordine gli abbia fatto qualcosa però…  puoi aiutarlo tu?»
La donna annuì.
L’uomo andò verso la porta che pochi attimi prima avevano attraversato Eoin e Miriam ma prima di uscire dallo studio, disse: «Voi cercate di fare un inventario di ciò che abbiamo e di ciò che potremmo recuperare in paese. Fate un giro e guardate com’è messa Koliat, poi riferite tutto quello che vi sembra possa essere d’aiuto» poi uscì, sparendo chissà dove.
Frey si alzò di scatto e, chiudendo le mani a pugno, esclamò: «Stein ha ragione! Non devo lasciarmi scoraggiare! Ragnar, Conrad, Keiko e Aickley gireranno in città mentre io e Mike troveremo un posto per sistemarci!»
«Nel cortile dietro c’è un edificio adibito a dormitorio, per adesso è vuoto dato che abbiamo pochi allievi. Potete usarlo voi» Soraya si era voltata a cercare le chiavi per Frey e alcuni libri per Mark.
«C’è anche una stalla dove far stare i grifoni»
Frey annuì, prese la chiave da Soraya e si trascinò Mike dietro, sparendo anche lei oltre la porta.
Conrad, Ragnar, Keiko e Aickley si guardarono, alzarono le spalle e seguirono anche loro i compagni.
«Ci vediamo dopo!» cinguettò la ragazza.
Mark si avvicinò a Soraya, pronto per la prima lezione.

***

“Non sono sicuro, non è ancora tempo. Tu, però,  prepara il tutto per il mio arrivo: in ogni caso io prenderò possesso della mia antica casa”
Le parole venivano inviate direttamente nella mente di Aliat. L’uomo aveva dovuto ingoiare la sconfitta e abbassare la testa perché quelli erano stati gli ordini del suo padrone. Qualcosa stava ostacolando le sue scelte ma la fede in Ares era forte e assoluta, non dubitava che avrebbe preso la direzione giusta.


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7 pensieri su “Capitolo 10 – Forza di volontà (terza parte)

  1. Ti dirò, non credo che riuscirò ad aspettare il capitolo 12 di Atlad, sono troppo curiosa D:
    Ares, il dio della guerra, molto molto interessante!
    Sono arrivata fin qui con la lettura e ci tengo moltissimo a dirti una cosa.
    Ti ringrazio per questa storia che fin ora mi ha incuriosita e mi ha conquistata, ti ringrazio per il tuo tempo e per la tua scrittura.
    Credo davvero molto in questo tuo progetto e spero tu sappia che puoi contare su di me, per quello che posso 🙂
    Alla prossima ^^

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  2. Mmh…ho la netta sensazione di essermi ormai messa in pari… ^^ finalmente.
    Molto bello anche questo capitolo, non vedo l’ora di vedere che cosa accadrà in seguito.
    Amo questa storia **
    Alla prossima!

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