Capitolo 10 – Forza di volontà (seconda parte)

***

Passata una settimana da quando Miriam era stata riportata alle rovine dopo il rapimento, Melanie e Jacob erano riusciti, grazie anche alla magie di Eoin, Frey e Miriam, a far guarire quasi completamente i feriti. La sera prima della partenza Mark e Miriam si trovavano nelle rovine per fare le ultime foto che servivano a Eoin e Frey per studiare nei momenti morti che pensavano ci sarebbero stati.
«Secondo te torneremo mai a casa?»
La voce di Mark era tranquilla e pacata ma celava una certa insicurezza di chi vuole essere rassicurato su ciò che avverrà.
«Non lo so. Da quando sono qui prendo il tempo per come viene: non faccio progetti e aspetto, del resto non so neanche come ci sono arrivata qua»
Miriam appoggiò la mano su una colonna di pietra e la sentì ruvida sotto al suo tocco. Era una delle più rovinate e la stessa stanza sembrava in realtà come spezzata, come se ne mancasse un pezzo: le pareti levigate diventavano un tutt’uno con la pietra con cui sembravano essersi fuse.
«Se però sconfiggessimo quest’ordine potremmo scoprire come fare, no?»
Miriam respirò profondamente prima di rispondere, scegliendo le parole da dire.
«Se dovessi schierarmi contro l’ordine e far partire una guerra contro di loro preferirei farlo per una ragione più forte, magari per evitare che continuino ad alimentare quel loro dio»
Miriam si sentì nuovamente sprofondare e iniziò mentalmente a darsi la colpa: se mai avesse deciso di combattere quella guerra lo avrebbe fatto per evitare che altri provassero dolore.
Mark, quasi leggendole nella testa, le si avvicinò e l’abbracciò, appoggiandole la testa sulla sua: era abbastanza alto per poterlo fare.
«Non ricominciare, non è colpa tua»
Le baciò dolcemente i capelli castani e poi continuò: «Nessuno potrebbe mai dartela. Secondo me hai la stoffa per diventare un eroe, uno di quelli che tutti seguono per lealtà. Devi solo prendere coraggio per dire ciò che pensi»
La ragazza tirò indietro la testa per guardarlo negli occhi.
«Per diventare uno di quei protagonisti che tanto ti piacciono?»
«Certo. Però non Sailor Jupiter, più… mmmm… te»
«Ti hanno raccontato anche quello? – chiese imbronciata – Che vuoi dire con: “più te”?»
Lui ridacchiò e rispose: «Sì, me lo hanno detto. Voglio dire che devi essere te stessa, non qualcun altro. In questo modo sarai grande per quello che sei e non per chi assomigli»
Mark strinse un po’ più forte la ragazza che si abbandonò del tutto all’abbraccio.
«Torniamo a casa, Mi? Inizia a fare freddino»
La temperatura si stava abbassando velocemente e nelle rovine il freddo si percepiva molto di più rispetto a fuori. Tenendosi per mano rientrarono in casa dove i membri rimasti stavano sistemando le loro borse, Eoin stava spegnendo quasi tutti i suoi macchinari per poter alimentare solo il sistema di sicurezza, Frey preparava il pranzo per il giorno dopo e Stein faceva la cernita di libri e oggetti vari che avrebbero potuto servirgli.
«Ho un brutto presentimento… che ne dite se domani usassimo i grifoni in volo? Vorrei arrivare il prima possibile»
Chi aveva parlato era Ragnar, un omaccione dall’accento russo così marcato che si sentiva nonostante il dono, come se volesse urlare al mondo la sua provenienza. Aveva parlato così poco che Miriam avrebbe faticato a riconoscerne la voce se non fosse stato per il modo di parlare.
«Potremmo incontrare i briganti anche se ne dubito, difficilmente attaccano gruppi di più di tre persone specialmente se sembrano armati»
Mike preparò alcune armi, troppe per poter essere portate da una persona sola.
«Questa – disse dandone una a Mark – te la do solo se mi prometti che sparerai solo ed esclusivamente se ce n’è bisogno»
«Giuro. Non voglio spararmi su un piede»
C’era qualcosa nella voce di Mark che non riconobbe, sarcasmo forse. Non era abituata a sentirlo scherzare con qualcuno che non fosse lei.
«Quindi? Voliamo?» disse Keiko eccitata al pensiero di salire sul suo Hayato. Keiko era l’ultima dei membri di Mike a essere rimasta alle rovine.
«Sì, ma ad altezze diverse. Io e te sopra e schermati, Mike poco sotto di noi ma visibile, Mark, Frey, Eoin e Aickley a metà, Miriam libera di muoversi ma sotto a tutti. Sei riuscito a mandare la richiesta?» Stein rivolse quest’ultima domanda a Mike.
«Sì, i grifoni sono già qui ma vogliono stare fuori, preferiscono avvicinarsi domani»
«Hai mandato una richiesta ai grifoni?» chiese Mark.
«Sì, – disse mostrando un ciondolo – un regalino di Soraya»
«Come da piani, – continuò Stein – Melanie e Jacob partiranno stasera alla volta del nido per recuperare oggetti e cercare aiuto tra i medici delle varie tribù. Ci raggiungeranno dopo»
Come rispondendo al suo richiamo, i due dottori entrarono nella stanza insieme a Frey che arrivò con due borsoni e li appoggiò sul tavolo, uno era la borsa frigo che avevano riportato da Koliat.
«Non volevo lasciare qui molto cibo, in cucina ho preparato la cena e la colazione, questo potremo portarlo a Soraya. Questa – aprì il borsone e prese una sacca che diede ai medici – è per voi, non va bene attraversare il deserto senza nulla, anche se è poca la distanza. Scusate ma ora vado a nanna»
La ragazza si allontanò sbadigliando e salutando il resto dei presenti.
«Grazie» disse la donna prendendo la sacca che aveva preparato Frey e alcune armi che le stava porgendo Mike. Jacob si sistemò la tela sul viso e aiutò Melanie con la sua, dopo di ché salutarono e uscirono.
Frey arrivò con due borsoni e li appoggiò sul tavolo, uno era la borsa frigo che avevano riportato da Koliat.
«Non volevo lasciare qui molto cibo, in cucina ho preparato la cena e la colazione, questo potremo portarlo a Soraya. Scusate ma ora vado a nanna»
La ragazza si allontanò sbadigliando e salutando il resto dei presenti.
Miriam si sedette sul divano guardando la miriade di libri presenti nella stanza.
«Questi rimarranno qui?» chiese con una vocina da bambina, curiosa e innocente, sintomo che la cosa non le andasse bene.
«Sì. Non possiamo portarci dietro tutto, già i due borsoni ci appesantiranno ma del resto potrebbero servirci»
Stein era incredibilmente serio, sembrava come se stesse per prendere una decisione difficile e Miriam non insistette.
Eoin si mosse di scatto, lasciando cadere a terra una tavola di legno che fluttuò nell’aria.
«Ho modificato il veicolo trovato due mesi fa finalmente. Era ridotto male e ho dovuto fare qualche modifica. Ho tolto il manubrio ma ora regge meno peso. Credo sui 70 kg»
«È un hoverboard!»
Sussurrò Mark con gli occhi sgranati e adoranti.
«A me sembra un volopattino» disse Miriam osservandolo.
«Sì, Mi. È quello» rispose Mark ridacchiando.
«Oh, ok» Miriam era abituata alle pignolerie del suo ragazzo e ormai non ci faceva più caso, tranne quando diventavano troppo precise. La ragazza sbadigliò e il ragazzo dolcemente le disse: «Andiamo a dormire?»
Lei annuì e si alzò dal divano mugugnando un «Notte notte» mentre saliva le scale. Nella stanza di sopra c’era, pronta per il giorno dopo, la borsa con la quale la ragazza era arrivata ad Atlad. Non aveva intenzione di lasciare i suoi oggetti, voleva portarseli dietro.
Una volta cambiati e immersi sotto la coltre di coperte, Mark abbracciò la ragazza che si era distesa su un lato con una mano sotto al cuscino. La strinse a sé e appoggiò il suo viso ai capelli di lei per sentirli morbidi accarezzargli il viso.
«Aickley sembra quasi inesistente…» sussurrò la ragazza in procinto di addormentarsi.
«Si sarà spaventato parecchio. Credo anche che il fatto di non essere riuscito a proteggerti abbia influito. Ti sei fatta voler bene da tutti»
Mark la strinse un pochino più forte.
«Mi dispiace però»
«Lo so. Ora però dormi o domani mattina non ci alziamo»
Miriam annuì e chiuse gli occhi, addormentandosi subito, rilassata tra le sue braccia mentre lui le accarezzava le spalle.


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2 pensieri su “Capitolo 10 – Forza di volontà (seconda parte)

  1. “Voglio dire che devi essere te stessa, non qualcun altro. In questo modo sarai grande per quello che sei e non per chi assomigli”
    Anche se detta da Mark, purtroppo ha assolutamente ragione.
    Ora che ho recuperato la storia non ci credo di dover aspettare T.T
    Il volopattino *.*
    Sono curiosissima del seguito ^_^

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