Capitolo 10 – Forza di volontà (prima parte)

A differenza di Miriam, Mark fece più fatica a imparare a usare il dono, di conseguenza dopo un paio di giorni, ancora non riusciva a leggere un libro e ogni tanto non capiva certe parole che gli venivano dette. Alcuni amici di Mike, principalmente quelli con le ferite più leggere, decisero di andare a Koliat per primi per informare Soraya di quello che era successo, così presero uno dei loro furgoni e si diressero verso la città.
«Perché voi avete una macchina?» chiese Miriam guardando l’enorme polverone che si lasciava dietro il veicolo.
«Perché lo abbiamo preso all’Ordine. Lo hanno modificato in modo che funzioni a magia ma ogni volta ricaricarlo è una fatica… lo usiamo solo per questi viaggi, altrimenti ogni tanto un gruppo di grifoni viene ad aiutarci nel nostro rifugio» le rispose Mike.
«È lontano da qui?»
«Non particolarmente. Sei ore a dorso di grifone in quella direzione. Siamo molto vicini a un loro nido e ogni tanto vengono a farci compagnia»
L’uomo indicò una zona dalla parte opposta a quella presa dai suoi amici. Miriam vide Mark uscire dalla casa con in mano una delle armi trovate nelle rovine, in compagnia di un uomo che si aiutava con un bastone. Stavano parlando di qualcosa ma a quella distanza la ragazza non riuscì a sentire il discorso anche se, dai gesti, intuì che stessero discutendo delle armi che aveva in mano.
«Il tuo ragazzo si esercita a quanto pare»
«Dovrei farlo anch’io ma Stein sembra impegnato e ho paura a usare la magia alle rovine, d’altro canto non posso allontanarmi»
Si sentì il boato di uno sparo propagarsi attorno alle rovine, creando un leggero eco. I due ragazzi si voltarono a guardare Mark che urlò: «Scusate!» in direzione dei due osservatori.
«Ma non sono silenziosi quei cosi?» chiese Mike massaggiandosi l’orecchio per eliminare il fischio che gli perforava la testa.
«Avrà preso una di quelle rotte…» rispose la strega.
I due, che erano fuori per salutare e aiutare coloro che erano appena partiti, si diressero verso la casa dalla quale stava uscendo Stein, probabilmente a controllare cosa fosse successo. Appurato che i due stessero bene, si diresse verso la stalla, invece che tientrare in casa.
Mike e Miriam tornarono nella frescura dell’abitazione, facendo la lista di cosa sarebbe stato utile portarsi dietro per poi preparare alcuni borsoni facili da prendere nel caso dovessero scappare via. Mike prese il foglio con sé e si recò da Frey, rimasta nella stanza da letto per cucire alcuni abiti.
Miriam, rimasta sola nel soggiorno, decise di uscire e di andare a vedere come se la cavasse Mark. Fuori vide il ragazzo alle prese con una pistola simile alla sua sotto la supervisione dell’uomo col bastone, che riconobbe come Aickley, e di Eoin, intento ogni tanto a controllare e sistemare qualche dettaglio dell’arma. La ragazza si fermò a guardarli per qualche secondo per poi cambiare idea e dirigersi verso la stalla dove aveva visto andare Stein. L’uomo non le aveva più parlato dalla discussione avuta con tutto il gruppo di Mike. Le ragioni erano tante: lui doveva preparare alcune cose e lei era impegnata a insegnare a Mark come vivere in quel mondo e quei pochi rudimenti di magia che sapeva anche lei; le occasioni per parlarsi erano, di conseguenza, state molto poche.
Quando entrò, si sedette su un piccolo recinto di legno che serviva da divisorio per le zone che ipotetici futuri animali avrebbero potuto usare come cuccia. La zona di Nynas occupava in realtà due spazi per farla stare comoda ma ad Elil piaceva stare con l’amica, quindi l’area adibita a Nynas si era ridotta notevolmente ma a lei sembrava non importare, anzi pareva che fosse contenta di non essere sola.
«Devi dirmi qualcosa?» chiese Stein prendendo alcuni oggetti per la pulizia di Nynas.
«Che? Ho fatto qualcosa di male?» Miriam aveva notato una vena alterata nel tono di Stein, qualcosa che le ricordò in qualche modo suo padre e la nostalgia la investì nuovamente.
«Non so… un certo Mark, magari. Sai com’è, è la mia camera quella»
La ragazza avvampò, sentì il rossore sulle sue guance allargarsi repentinamente.
«M-m-m-ma io n-n-n-no ho fatto nulla, giuro!»
«Potevi dirmelo…»
«Non ci ho pensato… giuro, non abbiamo fatto nulla!»
«Miri, era una battuta. In ogni caso non dovevi tenermelo nascosto»
«Non volevo tenertelo nascosto… è che praticamente ci comportiamo così da quando ci conosciamo e dirselo non ha cambiato nulla, come se… non so. Come se lo fossimo sempre stati inconsciamente»
Stein guardò la ragazza inclinando leggermente la testa per invitarla a spiegarsi meglio.
«Sì, insomma – continuò lei – l’ho conosciuto l’anno scorso. Abbiamo iniziato a uscire insieme, stavamo da lui e cose simili. Poi mi capitava di addormentarmi sul divano vedendo un film o mentre lui giocava…»
«Sono diventando troppo vecchio…» si lamentò l’uomo spazzolando Nynas.
«Io ci metterei la firma a invecchiare come stai facendo tu…» sorrise Miriam.
Stein si incupì.
«No. Non lo faresti»
La ragazza saltò giù dalla ringhiera, prese un’altra spazzola e l’appoggiò su Elil che iniziò a fare le fusa.


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