Into the woods [film 2015]

PRE
(se volete evitare il mio solito sfogo, saltatevelo a piè pari)

Poco tempo fa ho scritto che evito di informarmi su un determinato film per evitare spoiler, diciamo che questa cosa funziona quasi sempre. Dico quasi perché se si va a vedere Into the woods pensando di vedere un film come Cenerentola e Maleficent… avete sbagliato in toto. In realtà sono andata sapendo il nulla su questo filma MA… mi sono bastati i primi dieci secondi della canzone “Into the Woods” per capire chi fosse l’autore di quel musical.

Premetto che sono una persona che va a vedere tutti i film della Disney ma ero curiosa di vedere un film basato sulle favole originali e non quelle edulcorate della Disney.
Sapete chi mi ha accontentato? La Disney stessa. In effetti questo musical è molto diverso dai canoni della disneyani. La premessa da fare in questo caso è che il film è SEMPRE stato presentato con frasi simili: “Cosa succede dopo il lieto fine?”. Questo vuol dire che il film non vuole narrare la favola ma il dopo. Questo è il mio solito sfogo dettato dagli stati di Facebook in cui scrivevano: “sì, carino il film fino a metà, li doveva finire”. Indovinate un po’? A metà si risolvono le favole e inizia la trama vera…
Ok, ora la pianto, davvero.
In breve: una coppia di sposini vuole avere un figlio ma scopre che lui  (non vi ricorda nessuno?) è stato maledetto e non può avere figli. La strega che ha maledetto la sua famiglia è disposta a togliere la maledizione se recupereranno quattro oggetti: una scarpetta d’oro, un capello color del grano, un mantello rosso e una mucca bianca. Durante questa ricerca i due sposini incontreranno diversi personaggi tratti dalle favole dei fratelli Grimm (OCCHIO! le favole originali, non quelle disneyane!) con cui intrecceranno le loro vicende. Il film non finisce con il recupero degli oggetti ma anzi continua oltre, oltre il matrimonio di Cenerentola, oltre l’uccisione del lupo etc etc…
Il film è la versione cinematografica (quindi con opportuni rimaneggiamenti) di un musical di un autore di cui inizierò a ricercare le opere prima o poi… Sondheim. Questo nome dovrebbe essere noto ai fan di Tim Burton perché è il vero autore del musical “Sweeney Todd”. Insomma, lo stile è quello lì, forse un pochino più colorato.
È un film della Disney, un musical creato da un commediografo molto amato da Tim Burton basato sulle favole originali dei fratelli Grimm. Volete davvero sapere come la penso? Mi piace. Il cast è eccezionale, le musiche splendide (no, non sono quelle della Disney classiche, belle e allegre perché NON è un film della Disney alla fine, questo non vuol dire siano brutte). Il finale ha un sapore agro dolce (molto agro, ma la scelta finale del panettiere è sicuramente quella giusta per me) a cui gli amanti dei finali edulcorati delle favole moderne non apprezzeranno. Vi svelo un segreto però, non tutte le favole dei fratelli Grimm finiscono bene (nella prima versione di Cappuccetto Rosso non c’era il cacciatore ad esempio).
Mi rendo conto che questa recensione è un po’ cattiva nei confronti di chi ha detto che è brutto… ma dato che la maggior parte delle motivazioni era che: “ma non è il classico film della Disney!” ho pensato fosse più per ignoranza che per altro…
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11 pensieri su “Into the woods [film 2015]

    • Quelle di Andersen ancora ancora, quanto meno alcune risultano dolci a tratti, quelle dei Grimm sono degli horror in certi punti O.O
      A me invece è piaciuto molto, sarà che amo la Disney e quindi sono molto ma molto di parte. In ogni caso non me la prendo con le persone a cui non è piaciuto, i gusti son gusti, ma con chi ha detto proprio: “non ci sono le musiche della Disney”, addirittura ho sentito uno dire: “no ma quelle originali in ogni caso non sono così”… ma se io che sono totalmente ignorante in materia ho riconosciuto lo stile di Sodheim, la colonna sonora non deve poi essere così diversa, saranno state modificate le canzoni nella lunghezza immagino.
      Nota di merito va però a Cenerentola XD che in questo film non è la solita ragazzina incapace di dire no ma una vera vittima della situazione.

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