Le due nuove

Gli enormi nuvoloni neri avanzavano minacciosi oscurando il cielo ormai prossimo al tramonto; rombi di tuono scoppiavano in lontananza annunciando l’avvicinarsi del temporale. Due figure nere incappucciate entrarono dalla porta sul retro di un rinomato locale del paese, scrollandosi di dosso l’acqua di cui erano zuppi i mantelli e buttandoli malamente dentro un cestone che era stato adibito allo scopo.

Una donna altera, vestita con uno scarlatto corpetto il cui unico scopo era mettere in risalto le sue forme provocanti e i capelli raccolti in una crocchia dirigeva le altre ragazze presenti nel retro. Il suo sguardo serio ma allo stesso tempo dolce come quello di una tutrice, si spostava da donna in donna, dando consigli sul trucco e sollecitando coloro che cucivano i vestiti strappati. Il casino era tanto ed era dovuto all’enorme presenza di belle donne che si preparavano per la serata.

«Siete le nuove, vero?» disse la donna avvicinandosi velocemente alle due nuove arrivate.

«Lì, in fretta e subito. Non c’è tempo da perdere»

La donna, più anziana delle altre presenti, indicò uno specchio su cui erano appoggiati degli abiti in stile marinaresco. Le due ragazze si avvicinarono allo specchio e, sicure di sé, iniziarono a truccarsi e a vestirsi come già avevano fatto altre volte.

***

Il sipario si alzò, mostrando finalmente il locale illuminato solo da fioche candele alle due ragazze: cameriere poco vestite giravano sicure tra gli ospiti vivaci, portando per lo più bicchieri, bottiglie e caraffe. I tavoli erano rivolti tutti verso il piccolo palco e più erano vicini, più accoglievano gente ben vestita, rumorosa e maleducata.

Sul palco, allestito come il ponte di una nave, lo spettacolo stava per iniziare. Dall’albero maestro, appesa a una corda, scese in picchiata una piratessa. I capelli castani legati con un nastro rosso scendevano dolcemente su una spalla, un occhio era celato da una pesante benda nera e le sue gambe, avvolte in pantaloni corti, si muovevano al ritmo della musica che risuonò non appena i pesanti stivali della donna colpirono le assi di legno provocando un rumore sordo. Le braccia si attorcigliavano attorno all’albero come edera che si arrampica su una statua, le sue mani accarezzavano dolcemente il legno con fare volutamente lascivo. Improvvisamente la voce di una seconda donna intonò un canto e la piratessa estrasse la sciabola puntandola dietro di sé. Si diresse verso le quinte, la mano libera afferrò qualcosa da dietro il sipario e trascinò verso di sé una ragazza vestita con abili ricercati. Con un gesto veloce e violento, la portò davanti a sé, sempre a ritmo della musica che cambiò ritmo, preannunciando il climax dell’azione. La piratessa prese per mano quella che nello spettacolo era la fanciulla rapita e la buttò a terra, facendo partire le urla arrapate degli uomini. Dopodichè la trascinò all’albero e la legò con una pesante corda di canapa, iniziando a spogliarla. Le strappò il pesante vestito di dosso e le lasciò solo la leggera sottoveste bianca succinta. I lunghi e neri capelli della rapita si sciolsero, coprendole le spalle come una tunica leggera.

La piratessa si mise davanti alla ragazza appoggiando le sue mani sulla corda, appendendosi mentre avvicinava lentamente le labbra al petto della sua vittima. Appoggiò la sua lingua sulla pelle candida e la fece scivolare lentamente fino al collo. La castana continuò il suo giochino erotico per qualche minuto, scostandole gli abiti e accarezzandola dolcemente. Poi, d’un tratto, la nave iniziò a muoversi e ad agitarsi simulando una tempesta: l’albero crollò liberando la ragazza che corse verso uno dei clienti della prima fila,chiedendo aiuto. La piratessa la seguì e l’afferrò, entrambe iniziarono a giocare con il cliente, facendolo entrare anche lui nello spettacolo. La fanciulla e la piratessa iniziarono a ballare attorno all’uomo, strusciandosi sul suo corpo, cercando di convincerlo a scegliere una di loro due. La piratessa lasciò scorrere un dito sul petto dell’uomo, slacciandogli la camicia e arrivando lentamente ai pantaloni dove lasciò un bigliettino d’auguri da parte del locale con il numero della camera dove ritirarlo il suo regalo.

Le luci si spensero, lasciando accesa solo quella sul palco. Una musica dolce si propagò nell’aria e sul palco, dal quale erano stati tolti gli orpelli marinareschi, una terza donna con un lungo vestito rosso e d’oro iniziò a cantare…

***

Distesa sull’enorme letto a baldacchino una donna attendeva l’arrivo del suo cliente. La vittima ignara attendeva il suo destino.

La porta si aprì e l’uomo vide la piratessa sdraiata in diagonale sul letto, la testa rivolta verso i piedi del letto. I lunghi capelli castani erano sparsi sul materasso e l’occhio libero dalla benda era fisso a osservare il nuovo ospite. Si girò lentamente su un braccio e, con gesti sicuri di sé e altamente provocanti, si alzò dal letto per dirigersi verso l’uomo. Afferrò i suoi polsi con sicurezza e lo spinse impaziente verso di sé, portandolo verso il letto.

«Non eravate in due?» chiese l’uomo poco prima di venire sbattuto sul letto. Due manette gli cinsero i polsi, e il suo basso ventre già gustava quel gioco perverso che le due nuove gli avevano preparato, ma la loro era un tipo diverso di perversione.

Lo capì quando sentì il suono di una lama che veniva estratta dal fodero e il freddo metallo accarezzargli l’orecchio mentre lo sguardo della donna da lascivo si trasformava in sadico.

«No, calma… Aspettate. Cosa volete? Vi darò tutto ciò che volete… Jack, vero? Lui è sempre al molo che…»

Il sorriso della piratessa, si allargò e lasciò scivolare il pugnale sul fianco. L’uomo sembrava intenzionato a dire qualcosa ma, con un gesto veloce, gli tagliò un dito e, prima che potesse urlare, gli tagliò la gola.

«Jack?» disse rivolta a qualcuno situato nei pressi della porta.

«Imbarca le ragazze. Forse pensava volessimo aiutare qualche amica, così ci ha dato un’informazione che la gilda tra l’altro possiede già. Di Jack si sta già occupando qualche altro fratello, forse è già morto. Non spariranno più ragazze da questo locale…”

«Come mai sai tutte queste cose?»

La piratessa iniziò a rivestirsi, lasciando però alcuni accessori come la benda sull’occhio e qualche arma.

«Preferisco sapere chi è che devo uccidere, non si sa mai. Andiamo?»

La corvina che fino a quel momento era stata seduta svogliata su una sedia osservando la scena, si alzò per ripulire la stanza dalla loro presenza. Cercò in tutta la stanza oggetti compromettenti premunendosi anche di prender qualche oggetto per simulare una rapina. Per ultima cosa, lasciò il ciondolo con il simbolo concordato, per avvisare il cliente che erano state loro e non qualcun altro.

La pioggia aveva smesso di cadere ma i rumori risultavano ancora smorzati mentre gli zoccoli dei cavalli scalpitavano sulle strade infangante della città che iniziava a svegliarsi al sorgere del sole. Due figure incappucciate si allontanavano, portandosi dietro l’oscurità della notte.

Questa storia inizia molto prima de La Rinascita e non è di mia invenzione, io l’ho solo messa per iscritto. Non è altro che il racconto di una delle missioni di Belial e Crystal.
Se volete saperne di più, qui

Annunci

12 pensieri su “Le due nuove

    • Grazie^^ Sono i due personaggi che usavano quando giocavamo a D&D, la storia l’ha inventata la ragazza che giocava la piratessa (io ero la ragazza coi capelli neri invece), poi io l’ho messa per iscritto. Di recente ho deciso di sistemare alcuni punti e di postarla.

      Liked by 1 persona

    • Il blog l’ho aperto per postare queste storie, create mentre giocavamo. Il mio obbiettivo e di mettere proprio la campagna per iscritto e non solo queste ministorie (anche se La Rinascita è venuta lunghina… e pensare che l’ho pure accorciata tagliando dei pezzi). Sicuramente Belial e Crystal torneranno in futuro^^

      Liked by 1 persona

    • Lineage Ii è online, giusto? Ogni tanto gioco a neverwinter ma il GDR cartaceo lo preferisco per la questione interpretativa. Quando inizi non sai mai cosa possa succedere, i giocatori potrebbero mandare in aria una sessione solo perché hanno risposto male al nobile di turno.

      Liked by 1 persona

    • Si Lineage II è un gioco on-line. Certo capisco il gusto dell’imprevedibile! Ma puoi fare lo stesso anche in gioco, nel senso che dipende sempre dai server dove stai, ci sono quelli pvp e quelli fortemente GDR. In ogni caso ho visto spesso le persone, anche nei locali la sera, riempire tavolate intere per giocare ai GDR cartacei! E’ una cosa che non ho mai provato.

      Liked by 1 persona

    • Io te lo consiglio fortemente 😉 poi il sistema di gioco dipende dai gusti (a me ad esempio non piace il sistema di Vampiri) ma, purtroppo, il GDR online è molto diverso. Nell’online se una porta è chiusa ed è stata progettata per essere solo scenica non potrai mai sfondarla. Nel cartaceo sì. Non esistono cose che non puoi fare (anche se dipende tantissimo dal master /narratore che ti capita), potenzialmente puoi fare tutto. Sei un ladro e la notte vuoi rubare nelle case? Puoi farlo ma avrà le sue conseguenze se verrai scoperto. Se ti capita l’occasione, gioca.

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...