American Horror Stories – Murder House (prima stagione)

American Horror Stories è una serie televisiva del 2011 ideata da  Ryan Murphy e Brad Falchuk.

In questo articolo parlerò solo ed esclusivamente della prima serie, che ho finito di vedere di recente.
Come al solito, parlo prima di una cosa che centra e non centra con la serie ovvero stavolta introduco un pensiero sulla frase “ma non fa paura” che spesso sento ripetere nei riguardi degli horror (se non avete voglia di sorbirmi le mie critiche, saltate al paragrafo successivo chiamato trama). Un horror, a parer mio, va visto immedesimandosi con la “vittima” di turno )in questo caso c’è un intero cast di personaggi benigni e maligni a cui attingere che spaziano dalla madre di famiglia fedele al marito, al marito fedifrago, alla figlia liceale, alla donna dai sogni infranti… insomma ce ne sono tanti. Almeno in UNO si riuscirà a immedesimarsi, no? E qui sta il punto. Un film horror fa paura se tu riesci a immedesimarti nei personaggi, perché ora sfido chiunque a non aver paura di una casa dove vengono a suonarti persone che vogliono acquistarla e poi ritrovare la foto della stessa donna in soffitta e scoprire che era la prima proprietaria; a non aver paura quando in casa tua entrano dei serial killer che si divertono a ricreare vecchie scene del crimine; quando almeno una volta al giorno una macchina passa di fianco a casa tua con una guida che elenca tutti i crimini che ci sono stati nella casa.

Avanti su, questi telefilm si guardano immedesimandosi e cercando di capire il terrore o l’ansia che si proverebbero in quei momenti. Se non ci si riesce bè, allora forse è il caso di evitare l’horror se ogni volta lo si vuole bollare con un “non fa paura”.

Non riassumerò la trama che si può trovare facilmente in giro per il web, ma di quel che penso io.
Già il fatto che ogni stagione è completamente staccata dall’altra (cosa sottolineata dal fatto che il cast è sempre lo stesso ma in ruoli ed epoche completamente diverse) è una cosa carina, ogni serie è autoconclusiva. Qui parlerò della prima, quella della casa.
Allora, la cosa che mi è piaciuta di questa storia è stato che, togliendo il paranormale… la storia ci sarebbe stata lo stesso. Gli autori hanno creato un background ai personaggi e alla casa stessa che avrebbe retto senza tutta la parte relativa ai fantasmi, quindi risulta più facile capire le motivazioni che spingono certe persone a certi gesti. Non ho trovato scene idiote come quelle di certi film in cui la persona si scava la fossa da sola.
La metto come categoria perché a me ha dato questa impressione: segue delle regole, regole ben precise che però non vengono mai palesate del tutto. Come al solito, magari mi sono persa un pezzo ma, ad esempio, non ho capito perché la casa abbia quei poteri. Che poi non è solo la casa ma non voglio dire molto per non rovinare la visione a qualcuno.
Certe scene sono mitiche. Certo però che se tua madre ti entra in camera proprio mentre il tizio gay va in un sexy shop a scegliere dei giocattolini per tenersi stretto il suo ragazzo, ti imbarazzi anche se hai 25 anni XD
Mi è piaciuto. Di solito ci metto un po’ a capire se un finale ha la mia approvazione o meno, American Horror Stories ce l’ha.
Ora sono passata alla seconda: Asylum.
PS: Il personaggio del ragazzo di Violet (non so come si scrive il nome) mi intrigava molto, così come mi sta piacendo quello che sta interpretando nella seconda stagione. E io mi dico: ma l’ho già visto? La mia memoria fotografica è molto labile…. così controllo e scopro che è il Quicksilver di X-Man (non quello di Avengers, mi raccomando). Niente, solo una curiosità XD
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