Incontri

Questa storia l’ho adatta a fumetto. I disegni sono miei, di conseguenza non sono proprio perfetti… anzi ci sono parecchi errori. Se qualcuno volesse comunque vederlo: Incontri a fumetti. La storia molto breve è un’altra di quelle ambientate nell’universo di Cradle

La notte era buia, solo qualche stella brillava nel cielo e neanche la luna si era decisa a uscire allo scoperto. Una bambina era seduta per terra, fuori dalle mura del castello. Si sentiva sola e preoccupata. Crystal sarebbe stata bene? Avrebbe trovato quello che stava cercando?

Sperava di sì. Sperava stesse meglio anche di quando era con lei al castello.
Sentì un rumore venire dal bosco ma non fece in tempo a scalare il muro per tornare in città. Un mostro, qualcosa di orrendo che riconobbe come un non morto le si parò davanti. Era alto, ricordava vagamente un uomo ma era più grosso e più raccapricciante.
Il suo petto marcio venne squarciato da una spada. Il mostro si dissolse e dietro la nuvola di cenere vide un uomo vestito con un mantello scarlatto. Lo aveva giá visto, qualche anno fa, parlare con i suoi genitori ma erano ricordi vaghi. Si ricordava che tutti sembravano in qualche modo temerlo ma lei, per qualche strana ragione, era attratta da lui. E le parole di Erios servivano a poco. L’odiato consigliere lo considerava una minaccia, di conseguenza l’uomo con il mantello rosso sarebbe potuto diventare il migliore amico della bambina.
-Non dovresti girare fuori dal castello, pensa addirittura fuori dalle mura.
-Non sopporto Erios. E adesso anche Crystal se n’é andata…
L’uomo la prese in braccio e la porto all’interno delle mura, volando sopra di esse.
-Voi chi siete?- Chiese Belial, mentre in braccio all’uomo attraversavano le vie buie e silenziose della città.
-Calarud.- Rispose l’uomo.
-Da dove venite? Come conoscete mio padre?- Chiese la bambina assonnata.
-Conoscevo prima tua madre, si può dire che abbiamo lavorato insieme qualche anno prima di sposarsi. Da dove vengo… Si chiama Transyl ed è molto lontano da qui.
-Che posto è?
-Un posto dove il sole sorge ogni 6 mesi.
-Che posto triste… Non c’è il sole…
-Sì che c’è, per sei mesi buio ci sono sei mesi luce. Non è poi cosí triste.
-Ma cosí i fiori sbocciano solo per sei mesi.
-Ci sono fiori che sbocciano con la luna.
-Mi piacerebbe vederli…
-Forse, un giorno…

Arrivarono al castello e Calarud la portò in camera, appoggiando la bambina ormai addormentata nel letto. Sapeva che Erios le avrebbe cancellato la memoria di quell’incontro, ma non importava. Per quanto potesse fare quel mago, Belial era legata a lui…

E questo non poteva cancellarlo.
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