Il primo background di Belial

Questa è la primissima bozza della storia di Belial, la prima che mandai al master insomma.
Mancano tantissimi particolari che sto aggiungendo nell’altra versione.
Vi pubblico questa così che possiate gustarvi dopo una piccola chicca che sto preparando^^
Oh, Crystal\Pandora, a cui ho accennato solo alla fine, in realtà è un’amica d’infanzia.

Io sono Belial Prima, figlia secondogenita del re di Rayt, erede di quello che nel mio regno è chiamato “Il Secondo Trono”. L’erede al trono della terra è mio fratello maggiore, Daimon Prima, sono io l’erede al trono del cielo, colei che nel regno detiene il secondo potere più importante. Il mio regno è difeso da una divinità minore in nome del quale il regno fu creato: Rayt.
Ma sono in errore… voglio fingere… fingere che quello che fu lo sia ancora.
Non è così… io non sono più Belial… la vecchia me stessa è morta 5 anni fa, insieme al Rayt…
Vivevo insieme alla mia famiglia al castello, studiavo per diventare la sacerdotessa di Rayt e, con le capacità e l’immenso potere che possedevo, sarei arrivata a coprire l’alta carica di Somma Sacerdotessa. Qualcosa andò storto e quel qualcosa porta il nome di Erios.
Avevo 12 anni quando comparve per la prima volta. I suoi occhi da assassino erano terrificanti, già allora sentivo la tragedia affiorare piano piano dalle profondità di quegli occhi neri. Pochi mesi… solo pochi mesi e qualcosa si ruppe. Prima i vari ultimatum dei piccoli regni confinanti. Il nostro era un piccolo regno, formato da una sola grande città, famoso per il fresco odore di fiori che inondava la città, famoso per i colori resi più accesi dal sole che brillava più qui che in altri paesi. Non potevano attaccare uno stato senza che le fragili alleanze si infrangessero o, al contrario, che si attivassero, avendo così non un nemico ma due o tre. Ma alla popolazione non stava bene, gli stranieri, almeno si pensava, attaccavano le persone indifese… in poco tempo si passò alla guerra civile.
Vissi in guerra la mia adolescenza, Daimon combatteva, io curavo e lui, Erios, ci aiutava. Così credevamo. Scoprimmo che l’uomo era l’origine dei falsi ultimatum, lui aveva aizzato la popolazione contro il suo amato re, portandolo alla morte. Eravamo solo io e mio fratello a combattere a capo dell’esercito di nostri fedeli. A Erios importavano solo dei suoi esperimenti, realizzabili solo sotto al sole splendete di Rayt, solo con i nostri sudditi e portando la terra all’estremo, fino a causare una delle carestie più terribili mai vista nella nostra storia.
Cacciammo Erios dopo aver scoperto tutto, ma lui si vendicò.
Mio fratello era un dio nel combattimento. Brandiva la spada con un’ eleganza pari solo a un ballerino. Era la razionalità fatta persona, nessuna vittima innocente, mai che avesse infierito su un indifeso o su un nemico che chiedeva pietà. Aveva solo un difetto, solo uno: l’orgoglio.
Erios lo maledì. Egli perse la sua forza, almeno momentaneamente. La vera maledizione era un’altra: dopo alcuni periodi di completa inattività in cui non poteva neanche stare in piedi, la sua forza esplodeva all’improvviso, mandando il suo corpo in preda a una furia omicida che mai avrei pensato potesse sfoderare. Erios sparì dalla circolazione, divenne introvabile.
Per un po’ riuscii a controllarlo, a tenerlo a bada, a convincerlo che una soluzione esisteva, che doveva esserci. Ma un giorno aggredì me. Quella fu l’ultima volta che lo vidi vivo. Prese la spada, che ora porto con me, e si uccise. Non potei fare nulla. Sentii solo il mio potere crescere, crescere, crescere… non ascoltai la voce di Rayt che mi diceva di calmarmi. Il mio potere si espanse fino a distruggere tutto. Il regno di Rayt era finito.
Solo quattro cose si salvarono: la spada a cui ho distrutto l’emblema simbolo della mia famiglia, la pistola, creazione di mio fratello, una città ormai fantasma e me, la principessa che distrusse il suo regno.
Rayt non punisce fisicamente, lui ti toglie i poteri e ti marchia. Sul mio petto, sopra al cuore, comparve il simbolo rosso degli Eretici, sacerdoti decaduti, che hanno violato i principi e la voce stessa del dio. Per quanto lui mi odi, per quanto lui mi ignori… sono io quella che non può dimenticare.
Ora vivo con Pandora alla gilda, la mia nuova casa. Sono diventata famosa come Ombra e cerco Erios, l’essere che ha causato la rovina del mio regno. Belial è morta quel giorno, adesso c’è Beatrix. Due vite: una nell’oscurità, da assassina, l’altra alla luce, come studiosa. Due vie diverse per arrivare allo stesso obbiettivo: trovare informazioni per sconfiggere Erios e trovare la pace nella mia vendetta.

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