La Magia Dell’Anello

Oggi una recensione un pochino diversa… ovvero una mostra.

 I dati:
 Dove: WOW Spazio Fumetto di Milano, Viale Campania, 12.
Quando: dal 24 gennaio al 22 marzo 2015
Costo: 5\3€
Descrizione: La Magia dell’Anello da Tolkien a Jackson, dal romanzo al cinema passando per il fumetto, l’illustrazione, il collezionismo, i giochi,  le parodie e… Sua Maestà, la Regina di Danimarca.
Siti:

Ho visto una sola mostra istituita dal WOW ed è stata quella sui manga. Premetto che quella, allestita però in via Gluck, era stata gestita molto bene, con ampi spazi e con una sola piccola pecca: la mancanza di un catalogo.
L’ingresso del WOW si trova esattamente dove si trova il negozio, e questa cosa è molto simile a tanti altri musei tipo la Pinacoteca di Brera. Subito dopo si passa alla biblioteca abbastanza fornita dove si possono trovare una selezione di fumetti abbastanza ampia (giapponesi, italiani, americani….). In questa sezione è allestita la mostra su Charlie Hebdo ma non è questa che voglio descrivere (se vi capita guadatevi questa e basta… ma solo se passate di lì). Trovate le scale si inizia subito con la mostra….

L’attaco a Brea

Le scale si trovano in un stanzino a forma di parallelepipedo che ogni… 15 scalini circa ruota creando una piccola sezione dov’era incastrata uno splendido diorama che rappresentava l’attacco a Brea. Posto osceno per metterci qualunque cosa, dato che, chiunque voglia vedere quel diorama un pochino approfonditamente, blocchi quella che è l’unica entrata\uscita alla mostra. Saliamo la prima rampa di scale e troviamo un bellissimo Gandalf che ci intima “Da qui non puoi passare senza biglietto!”. Senza nessuno che controlli il biglietto. Insomma, avremmo potuto far finta di voler guardare la mostra su Charlie e poi salire le scale senza pagare il biglietto. E magari qualcuno che manco lo sapeva l’ ha fatto (immagino i vecchietti che salgono le scale guardando verso il basso).

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Non si vede, ma lì c’è Gandalf

Passi la prima rampa di scale ed ecco il secondo problema… la rampa di scale permette il passaggio di una persona sola. UNA, forse due se ci si stringe parecchio. Hanno messo dei splendidi pannelli stampati (forse gli unici che aveva senso leggere…) sulle scale. Così se qualcuno si ferma a leggere, blocca di nuovo il passaggio. Non un pannello, ma sei o sette su tutte le rampe.
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Io leggo e tu non scendi

Sali le scale mentre la voce originale di Gandalf ripete all’infinito la poesia dell’unico anello… così se ti fermi a leggere quei pannelli, non solo blocchi il passaggio ma ti obbligano a sentire all’infinito la stessa poesia… splendida per carità ma magari non in un punto in cui devi ascoltarla all’infinito… e indovina cosa ti trovi stampato su un pannello prima di entrare (sì, perché non siamo ancora entrati)? La poesia tradotta.
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Ecco… forse per rendere l’idea della grandezza del font…

Si apre la stanza. Per chi non lo sapesse si tratta di una stanza enorme dove hanno già allestito piccole mostre… PICCOLE! La usi magari per quelle mostre in cui devi mostrare solo dei disegni, quella sulle copertine di Tex era carina ad esempio. Arrivi e non sai da dove iniziare… nel vero senso della parola. Mura stracolme di bacheche, quadri, disegni, oscenit… emm pannelli esplicativi… e la folla poco aiuta ad ambientarsi.  A un certo punto capisci che la mostra è stata concepita tipo labirinto, metti una mano sul muro e segui. Ovviamente in una visione cronologica… in questa mostra c’era TUTTO, in una location dove il tutto non ci stava. Le mostre devono essere ragionate, prendi un tema e lo sviluppi, uno però. Una cosa del genere la puoi fare se hai tanto spazio in cui organizzarti, in questo caso era davvero poco per tutte le cose che ci hanno messo dentro. Un esempio è stata la mostra di Dracula, li avevano spazio sufficiente a far vedere tutto, tante stanze suddivise a tema, c’era tanto ma era ben organizzato; qui c’erano dei pannelli in cartongesso scadente a dividere il tutto. Ma torniamo a Tolkien. Vi ricordate la descrizione? Analizziamo la mostra con quella.
La Magia dell’Anello da Tolkien a Jackson,
La prima cosa che ti trovi a destra è a sinistra sono dei fogli con una grafica orrenda, stampanti a grandezza 10 con un font inguardabile, assolutamente anonimi e noiosi e dispersivi a leggersi, pieni di frasi inutili mal gestite anche nell’impaginazione. Ok, stampare i pannelli costa tanto… ma almeno un minimo di sforzo… forse il foglio bianco sarebbe stato più carino e ordinato. Si parla della vita di Tolkien, per poi passare al fumetto sulla sua vita (non ho neanche capito chi l’abbia voluto creare, se è stato per qualche avvenimento, qualche casa editrice… magari c’era anche scritto ma ti andavano insieme gli occhi).  Due bacheche più avanti altra storia di Tokien dove parlano di sua moglie e del fatto che l’abbia inserita nel romanzo… concentrandosi sulla sua morte e sull’effetto che ha fatto sullo scrittore piuttosto che l’aiuto dato in vita. Questo “pannello” aveva anche moltissime lettere scritte dall’uomo, ma a questo punto sarebbe stato meglio metterle su un foglio a parte, piuttosto che così perché davvero non si capiva dove iniziasse la citazione  e dove finisse… era sì in corsivo ma scritta senza neanche uno spazio, senza un spaziettino bianco…
dal romanzo al cinema passando per il fumetto,
Questa è sicuramente la parte più incasinata. I romanzi erano buttati alla rinfusa dentro a teche di vetro  in mezzo alla sala (non c’era spazio), i fumetti non ho capito, credo fossero in giro sparpagliati tra la storia di Tokien e  alcuni acetati… e qui vedo la prima cosa che mi manda davvero in bestia. Per ora è disorganizzazione, qualcuno che ha creato la mostra ma che non ne ha le competenze. Ma le didascalie errate non le sopporto, specie se l’errore è davvero stupido. “Acrilico su cartoncino” ed era matita su foglio… e ce n’erano un sacco… “Tecnica mista”, riproduzione stampata di un quadro. “Tecnica mista”, matita su velina. Poi bellissime le didascalie… alcune giuste “matita su Velina” e poi, stesso autore, stessa tecnica diventa “matita su foglio”…
Parliamo del cinema?
Cosa c’era del cinema… stralci di video di vecchie riproduzioni della BBC, acetati del cartone animato, riproduzioni (a detta di chi ne capisce più di me, fatte male) dei costumi di scena, poster e gli onnipresenti fogli inutili. Perché inutili? Che seno ha mettere il riassunto per filo e per segno dei romanzi? Quella mostra è indirizzata a chi già conosce Il Signore degli Anelli, a cosa servono? Per poi ignorare le vere curiosità.
Tolkien, finché fu in vita, non volle assolutamente che la sua opera venisse riadatta in celluloide. Accettò giusto giusto un film a cartone animato ma non gestito dalla Disney in quanto odiava i cambiamenti che apportava alle opere originali. Così la Disney optò per creare un suo film fantasy chiamato che venne chiamato Black Cauldron , il nostro Taron e la Pentola magica… ovviamente ignorato bellamente.. del film a cartoni animati non hanno messo neanche la ditta produttrice.
Altra nota… i primi film erano messi in un lato, la ricostruzione di Gollum era all’ingresso, i film di Jackson e i vestiti erano erano in fondo… e c’è un’altra cosa di cui parlerò dopo. Raggruppare il tutto era troppo difficile, a quanto pare.
l’illustrazione, il collezionismo, i giochi,  le parodie e… Sua Maestà, la Regina di Danimarca.
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I vari giochi in scatola

La Regina di Danimarca. Ho dovuto chiedere informazioni per questa cosa ma a quanto pare avrebbe disegnato per Tokien sotto pseudonimo. Ovviamente una delle cose carine me la sono pure persa perché non volevo più leggere.

L’illustrazione. Avete presente quei quadri che rappresentano la mania collezionistica scaturita nell’illuminismo? Quei quadri che rappresentano pareti stracolme di altri quadri? Ecco, le illustrazioni erano così tante che l’effetto era quello.
Il collezionismo. In una teca verticale c’erano delle carte poste in basso… immagino fosse quello.
I giochi: una teca tipo quella dei libri dove c’era il mondo…
Le parodie: Messe un po’ in mezzo al resto, appese alle pareti… mi ricordo solo Ratman e Zanneblù.
E ora quella cosina che volevo spiegare dopo…

Di solito quando si organizza una mostra si tiene un oggetto come “centro” per attirare l’attenzione dei visitatori

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L’anello relegato in un angolino

Esempio: Gli occhi del Caravaggio. Quella mostra mostrava quei quadri che avrebbero potuto ispirare il Caravaggio per la sua formazione, in pratica ciò che gli occhi del Caravaggio avevano effettivamente (o probabilmente) visto. Sulla locandina c’era la Testa della Medusa, l’ultima opera che si sarebbe vista prima di uscire dalla mostra.
Il Signore degli Anelli. ANELLI. Come immagine usata per la locandina hanno messo la rappresentazione che Montanini ha fatto appositamente per la mostra, che sarà stato poco più grande di una cartolina, e che nella mostra è stata buttata nel mucchio. Del tipo, se la vedi bene, altrimenti amen.
Ora, in un angolino, disperso, dimenticato nella zona Jackson c’era una teca. Nella teca una mappa e una colonna in vetro cilindrica con del fuoco stampato sulla parte “nascosta” (un effetto ottico che da l’impressione delle fiamme in movimento). Carino. Guardo la didascalia. Anello in oro creato da Leoncini per l’anteprima a Lucca Comics 2001 (forse non era proprio così ma più o meno il senso era questo). Guardo meglio. Sopra la colonnina un anello bellissimo e quasi invisibile, specie per me che sono bassa. Ora, ma non potevano usare questo per attirare? Gli mettevano una catenina, su un piccolo tappeto vellutato, in bella mostra. Al centro della sala.
Come avrete capito, questa mostra non mi è piaciuta per nulla… un’accozzaglia di oggetti posizionati come solo un collezionista senza spazio in casa poteva fare, senza un senso logico e mal fatta nonostante la mole di notizie e materiale a disposizione. Hanno semplicemente preso TUTTO quello che hanno recuperato e lo hanno messo alla rinfusa nella stanza.
Una mostra per attirare i fan della saga, forse quelli del film che potrebbero anche rimanere impressionati da questo lavoro ma che davvero, forse non vale la pena di vedere.  Forse c’è altro da dire ma a livello espositivo è quasi tutto qui.
Ah giusto… la mancanza del catalogo, prima o poi qualcuno dirà a chi gestisce queste mostre che nel suo lavoro dovrebbe anche scrivere il catalogo. Tra l’altro l’altro nel blog ci sono anche parecchi articoli che potevano essere messi…
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