Io, Fankenstein

Contiene spoiler.

Premessa: Frankenstein io lo conosco, l’ho letto e spesso lo apro a caso a leggermi i passaggi che mi capitano davanti. Insomma, è uno dei romanzi (in realtà è più una storia breve, è molto corto come romanzo) che preferisco di più. Per cui questo film l’ho visto sapendo chi è Frankenstein, chi è il mostro, come inizia, quello che succede e come finisce.
Detto questo, iniziamo e lo faccio dicendo che, per me, ci sono più o meno tre livelli per cui giudico un film e sono: bello, medio e brutto. In realtà poi ci sono altri “livelli” ma principalmente sono questi. Io, Frankenstein è nei medi.
Mi piace vedere questi generi di film che riscrivono bene o male i classici della letteratura, poi però cerco di giudicarli come film, con un occhio anche alla storia di partenza (nel caso si ponessero a “seguito” è d’obbligo) ma principalmente li giudico come film in sé.
Per cui, che posso dire su questo film? Principalmente che riscrive un pochino (neanche più di tanto) il romanzo riassumendo, nei primi 5 minuti di film, come Frankenstein sia stato creato, perché e cos’è successo. Le differenze sostanziali rispetto alla storia di Mary Shelley sono due: la prima è che il mostro scappa dal laboratorio appena nato perché il dottore lo vede come un mostro, quindi la scena in cui lo butta giù dal ponte in realtà non avviene; la seconda riguarda la fine: come nel film, Frankenstein insegue il mostro (che non ha nome) che gli ha ucciso la moglie fino in sud America, dove viene accolto dal capitano di una nave a cui racconta tutta la storia. Alla fine mostro e creatore si incontrano sul ghiaccio, dove il dottore ha la peggio. Dopo un meraviglioso dialogo che il mostro rivolge al capitano, si suppone che muoia congelato su un ghiacciaio. Si suppone perché il libro termina esattamente con le virgolette di chiusura. Nel film la scena è leggermente diversa, non si fa riferimento al capitano e il mostro è cosciente di non poter morire. Di conseguenza volendo il film potrebbe starci, il mostro in realtà non è morto (non può farlo) e la sua storia continua….
Io, Frankentein inizia con il mostro che seppellisce il suo creatore (dimostrando a mio parere molta umanità e un anche un pochino di fede) in terra consacrata ma viene attaccato da un demone e salvato da… dei gargoyles. E io questa cosa non l’ho capita. In pratica dopo la caduta di Lucifero, alcuni demoni si sono “liberati” e sono rimasti sulla a vagare sulla Terra, per combatterli l’arcangelo Gabriele (o era Michele? non ricordo…) crea questi esseri di pura luce che possono essere uccisi solo da chi non ha un’anima (a differenza dei demoni che possono essere uccisi solo da chi possiede un’anima). La regina dei gargoyles, Leonore, decide di mantenerlo in vita perché, anche se non è una creatura del Signore (e quindi non ha un’anima), lui risulta comunque vivo. Gli anni passano e si scopre che il capo dei demoni sta cercando di riportare in vita corpi senza anima per permettere ai demoni discesi (se uccidi un demone esso discende all’inferno, se uccidi un gargoyles esso ascende) di tornare sulla Terra. Bè… vi lascio immaginare come continua.
Non mi è ancora molto chiaro perché i “gargoyles” e non dei semplici angeli… ma tant’è, in realtà questa e il fatto che il mostro venga considerato tale solo per qualche cicatrice in volto mi ha fatto storcere un po’ il naso ma principalmente l’ho trovato godibile.
I combattimenti sono molto belli, forse molto simili a un videogioco H&S ma d’effetto. Come ho detto prima il film è godibile, nulla di eccezionale ma per vedersi qualcosa di leggero va benissimo. Me la sento di consigliarlo a persone a cui è piaciuto Van Helsing  anche se alcuni potrebbero storcere il naso (non c’è dietro il cast di Van Hellsing).
La storia in sé richiama anche alcuni passaggi del romanzo, il desiderio del mostro (chiamato Adam da Leonore nel film) di avere una compagna, l’essere combattuto tra il restare in compagnia e la paura percepita dagli altri al solo guadarlo, la questione se Adam sia più o meno umano rispetto a coloro che lo circondano… Bè, insomma potrebbe valere la pena di essere visto, almeno per le musiche.
L’ambientazione. Credo sia voluto il fatto che non si capisca dove sia ambientato, a volte sembra di essere a Parigi con la cattedrale di Notre Dame (ma è un pochino diversa), a volte sembra di essere a New York. Il tutto rende l’atmosfera a metà strada tra il gotico e il fantascientifico (cosa che alla fine il romanzo è, almeno si ha questa sensazione leggendolo. Si hanno atmosfere gotiche ma con una trama fondamentalmente fantascientifica).

Girando per la rete ho poi scoperto che in realtà Io, Frankenstein è una graphic novel, su cui però non posso esprimermi avendolo scoperto mentre cercavo le immagini da mettere sul blog:

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