Maze Runner – Film e Libri

Tempo fa andai a vedere il film di Maze Runner, sapendo poco o nulla su questa serie. Il film, a parte qualche lieve carenza a livello di trama e qualche piccola imprecisione, l’ho trovato godibile e in linea di massima strutturato bene. Le piccole carenze a cui mi riferisco sono davvero cose quasi da niente, ad esempio come possano sapere che ore siano (cosa spiegata nel romanzo, semplicemente hanno gli orologi). É passato troppo tempo e ora come ora non saprei bene neanche cosa dire… ma iniziano con la trama:

Un ragazzo si trova rinchiuso in una scatola di metallo in ascesa verso la superficie. Non ricorda nulla di sé, chi fosse, cosa facesse prima e neanche il suo nome. Aperta la gabbia si trova circondato da persone che non conosce, ragazzi completamente sconosciuti che lo catturano e lo mettono in una specie di prigione artigianale. Dopo poco tempo lo liberano e un ragazzo di colore di nome Alby gli rivela che si trovano nella Radura, un luogo completamente circondato da mura che li proteggono dal labirinto e da ciò che vi abita.

Insomma, nel film devono trovare il modo di uscire e andarsene da questo posto, come al solito non rivelo troppi particolari per chi magari non lo ha ancora visto. Presa bene dal film mi dissi che avrei voluto leggere i romanzi da cui è stato tratto: “Se il film è così, chissà il romanzo”.
Sì, certo.
Ora spero che persone che adorano questa saga non me ne vogliano ma secondo me bisogna nettamente dividere la trama dei tre romanzi (ad ora mi manca il terzo da finire )  lo stile di scrittura, l’abilità intrinseca dell’autore di saper trasmettere emozioni. Sì, perché su un romanzo di non so quanti personaggi ne sopporto tre di cui uno che muore nel primo,  uno che ogni tanto ha qualche colpo di testa e l’altro che dovrà morire (e nessuno di questi è il protagonista). E pensare che nel film mi ci ero affezionata, mi erano piaciuti e ci sono rimasta male per le morti avvenute.
Perché dividere trama da stile?
Perché sì, la trama è avvincente. Molto avvincente ma avrebbe avuto bisogno di una revisione…  qualcuno che dica che certe scene sarebbe meglio modificarle. Una storia può reggere nella testa dello scrittore ma può invece non reggere per gli altri, per questo esistono i revisori. Il loro compito non è quello prettamente di dire: “questo non venderebbe, cambialo” per una questione puramente di soldi…  ma anche per dire che determinate cose non funzionano, le critiche servono a crescere, a rendere una storia non dico perfetta ma quanto meno credibile e di fluida lettura. Esempio un po’ più terra terra? Se qualcuno avesse revisionato la sceneggiatura di Dracula Untold sarebbe potuto essere un bel film.

La trama in sé è davvero bella, alcune cose mi fanno storcere il naso (tipo le palle del secondo libro o il codice del labirinto nel primo…) ma nell’insieme regge. Peccato che il libro sembra scritto da un bambino che non abbia proprio idea di cosa sia una frase articolata, va bene per una storia scritta sul web, non di certo per un libro che paghi per leggere.

“Udì un rumore sferragliante, metallico. Un fremito violento scosse il pavimento sotto i suoi piedi. Il movimento improvviso lo fece cadere.”

Non mi pare una frase “bella”, e tutto il libro è scritto così.

E le recensioni dicono che è scritto BENE. È scritto facile, non bene.
Non leggevo da davvero tanto tempo qualcosa di nuovo (o relativamente nuovo) ma davvero, mi fa passare la voglia di continuare… Se anche i libri come Hunger Games, Shadowhunters o Divergent sono scritti così (e non so se li leggerò in futuro…),  che fine ha fatto la generazione cresciuta con Harry Potter? Non dico il Signore degli Anelli, che potrebbe comunque risultare pesante (piano! Il libro mi piace ma oggettivamente non è alla portata di tutti) ma libri con una congiunzione che non sia sarebbero carini da leggere…

L’impressione che ho avuto è stata quella di leggere un enorme creepypasta (di quelle scritte un po’ così, senza badarci molto) e forse è stato quello a tenermi incollata… a me le creepypasta piacciono, e anche la serie in se non è male ma non è certo scritto bene, soprattutto nella descrizione dei personaggi che sembrano modificarsi a ogni riga.

Il finale… non posso in realtà pronunciarmi molto senza fare ovvi spoiler ma credo che possa spaccare i lettori. A mio parere è stato un pochino troppo veloce, e certe scelte non le condivido appieno avendo optato per la via “facile” per quanto riguarda la storia d’amore. Per il resto, va a gusti.

Credo che sia uno (dei pochi? Ma, se anche i libri citati poco fa sono così allora dei tanti…) casi in cui il film è migliore dei libri.

Un libro da leggere se si cerca una lettura facile e semplice, se piacciono i libri apocalittici. Da evitare se cercate qualcosa di più profondo e articolato. Ovviamente i titoli sono stati tradotti un po’ a caso, quindi non vorrei che fosse un problema di traduzione ma se la frase è breve poco ci si può fare a migliorarla\peggiorarla.

Per il film, invece, se si cerca una visione leggera per passare il tempo non è male.

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6 pensieri su “Maze Runner – Film e Libri

  1. Ciao,
    Poco tempo fa ho scritto anche io un articolo sul mio blog su Maze Runner, e non posso che essere d’accordo e sottoscrivere in pieno tutto ciò che hai detto. Ci sono così tante cose negative da dire che si potrebbe aprire un blog solo per questo! 😉 Se ti va di leggere il mio articolo ti ricrederai sull’originalità della trama. Non si salva neanche quella!
    Per quanto riguarda gli altri libri che hai citato, su Shadowhunters e Divergent non mi esprimo (non mi piacciono ma ancora non li ho letti per intero), Hunger Games invece secondo me è fatto di un’altra pasta. Al cinema lo vendono come una storia d’amore alla twilight, ma non crederci, l’autrice non ha scelto per niente la strada facile, anzi è pieno di amarezza e disillusione. Lo stile all’inizio mi aveva frenato, perché è scritto tutto in prima persona, ma poi pian piano la storia decolla e si entra in sintonia con i personaggi. Te lo consiglio.
    Ti metto tra i blog seguiti, a presto =)

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    • Guarda, Hunger Games ci ho provato a leggerlo e non mi è piaciuto per nulla. Tralasciando il fatto che è scritto in prima e al presente, due stili che proprio non mi piacciono, l’autrice sembra non essere in grado di fare una frase più lunga di un periodo… L’ho trovato scritto decisamente peggio di Maze Runner, almeno quest’ultimo l’ho finito, HG l’ho mollato al settimo capitolo. Ci sarebbe da dire anche che HG è al limite del plagio, poi sono la prima a dire che, a mio parere, l’originalità vera non esiste, per “originale” di norma intendo qualcosa di piú del semplice “la storia non è mai stata sentita prima ne nessuno ci ha mai parlato sopra”. Ci sarà sempre qualcuno che ha fatto la stessa cosa prima di te, anche a tua insaputa e io che scrivo spesso mi sono sentita dire “oh, ma sembra GoT.” e giuro che ho visto solo il primo episodio, quindi… Appena posso controllerò il tuo articolo^^

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    • Certo posso capire. Lo stile non piace molto nemmeno a me, anche se in parte credo sia una questione di lingua, l’ho letto in inglese e risultava molto più godibile.
      Per quanto riguarda la lunghezza delle frasi non penso sia un criterio per giudicare la bravura di uno scrittore (fosse solo questo il problema di MR!), ti faccio un esempio lampante: Hemingway. Ha uno stile secco, è quello che si chiama stile segmentato, dicono che sia quasi giornalistico. Probabilmente a te piace di più uno stile coeso, ma sono gusti personali, che non incidono sull’opera in sé.
      Ho letto Battle Royale e non posso negare le somiglianze che li legano, la Collins giura di non averlo mai conosciuto (ovviamente…) e noi non sapremo mai se è vero, ma so che non si è limitata a rubare l’idea e farci una storia striminzita intorno, l’ha talmente arricchita di nuovi significati morali da renderla diversa. Tanto è vero che a me Battle Royale non è piaciuto, mancava di psicologia e di spiritualità.
      Il film non è malvagio, ma appiattisce completamente i drammi interiori che vi sono nel libro, e poi pompa troppo sulla storia d’amore.
      Insomma non lo considero un capolavoro della fantascienza, però trovo che posso arricchire un lettore dandogli cose su cui riflettere. Per questo quando mi hai detto che trovi Maze Runner migliore non ho resistito e ti ho scritto un papiro! XD

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    • Oddio, BR viene sempre nominato come l’esempio orientale di romanzo psicologico xD io invece avevo letto che si era proprio ispirata a BR, e non lo negava per nulla,anzi. Hemingway ha uno stile diverso, molto diverso. La Collins mi da proprio l’idea di non saper scrivere, mentre per Hemingway è proprio una scelta voluta, lo fa coscientemente

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  2. Lo so! Infatti è solo un’opinione personale, ma l’ho trovato freddo, non sono entrata in sintonia con i personaggi, non faceva per me insomma. =)
    Per quel che ne so io, esistono due versioni, una è quella che hai detto tu, e l’altra in cui nega e dice che l’ispirazione le è venuta facendo zapping in tv: da una parte c’era un reality show dove dei giovani concorrenti erano in competizione, e dall’altra un reportage di guerra con dei giovani soldati. L’idea ha senso, ma puzza di operazione editoriale…!

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    • Oddio… Le somiglianze sono enormi per essere solo un caso. Poi BR io ce l’ho ancora in lista, per ora ho letto il manga ho mi hanno detto tutti essere una trasposizione quasi letterale. Quindi magari la freddezza percepita è solo perché non si focalizza su un solo personaggio ma su tutti, prendendo una visione globale. Io invece ho trovato HG freddo all’inverosimile… Tanto più che mi sono trovata con un sacco di domande a cui avrebbe dovuto rispondere subito (tipo i distretti… Che cavolo sono? Città? Quartieri? Come fanno a sopravvivere se sono così lontani dalla capitale e sono specializzati in una cosa sola?) domande che avrebbe avuto avere risposta subito. Poi reputo Katniss fin troppo fredda, l’unico momento in cui si percepisce un sentimento è quando picchia Peeta poco prima dei giochi, per poi tornare un robot, manco si sente in colpa per avergli causato un danno… Poi al terzo ‘Non c’ era nulla di romantico’ mi stava già facendo spegnere il Kobo, ho resistito per un po’, poi mi sono rotta davvero… Boh, preferisco le belle descrizioni introspettive, le reazioni umane anche illogiche che siano ma realistiche, una descrizione del mondo che ha creato… Altrimenti ho l’impressione di leggere una sceneggiatura, e questa rende al massimo solo messa su celluloide con degli attori che interpretano.

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