Dragon Age Origins Fanfiction (spoiler)

Fanfiction su Dragon Age Origins ambientato dopo il finale, quindi occhio agli spoiler.

Dragon Age Origins ha quattro finali.  Questa ff parte dalla scelta del custode di accettare Loghain tra i Custodi e il rifiuto di fare il rituale con Morrigan.

Origine: Umana nobile, ladra

Romance: Alistair

La neve scende candida e leggera, eppure ogni suo fiocco mi pesa più del mio stesso equipaggiamento. Ricordo quando mi posasti una giacca sulle spalle per ripararmi dal freddo, a Heaven… eppure ora non ci sei. Mi avvicino alla porta della locanda e la apro, dentro molte persone hanno il loro segugio al seguito così non chiedo neanche se può entrare. Non sono mai stata così lontana da casa mia e inizio a trovarmi fuori luogo. Qui nei Liberi Confini molta gente commercia e viaggia e solo ora, lontana dal Ferelden e dalla mia Altura Perenne, mi accorgo come il nome dei Cousland mi aprisse tante porte nel Ferelden, ma non mi abbatto. Non posso rinunciare. Mi siedo a un piccolo tavolo e conto il denaro rimastomi. Non é poco ma é sempre meglio che trovi qualcosa da fare prima che finiscano. Chiederò alla chiesa o al circolo, loro cercano sempre qualcosa dato che sono impossibilitati a muoversi. Mi si avvicina una donna in carne e non più giovanissima.

«Bene, giovanotto. Cosa desideri?»

Guardo fuori la finestra. La tempesta di neve diventa sempre più fitta.

«Qualcosa che mi scaldi e una stanza calda»

«Ma voi siete una donna! Va bene la zuppa della casa e un buon bicchiere di sidro?»

«Dell’idromele? Il sidro non é che mi piacia molto»

La donna ridacchia mentre io abbasso il cappuccio del mantello «Raramente mi arrivano richieste così gentili. Di solito se offro qualcosa qualcosa che non piace mi insultano, anche se é solo perché conoscono solo insulti per comunicare» e ride di nuovo.

Mi trattengo dal rispondere che i Cousland sono educati, ma potrebbe risultare poco appropriato e rimango zitta, così lei continua.

«Per la stanza… Non so se sono rimaste stanze singole… Nella camerata non ci sono più letti. Sapete, la tempesta ha bloccato qua molte persone. Ora provo a chiedere».

Sento la stanchezza addosso e con questo tempo non ci sarebbe posto neanche in chiesa.

«Mi basta anche un posto dove posizionare il giaciglio»

«Tesoro, se fosse per me scaccerei uno di quegli ubriaconi, ma sono amici di mio marito… Adesso vado a prepararti la cena, piccola. Davvero, persone come te ne capitano poche da queste parti»

Si allontana. Penso che qualsiasi cosa le avessi chiesto avrebbe risposto con un sorriso. Forse perché sono poche le ragazze che si metteno in viaggio. Ma io sono una nobile del Ferelden e come tale sono stata addestrata alle armi. Inoltre andrei anche nei luoghi non ancora mappati per trovarti.

Eccola di ritorno, stracarica di piatti che depone sui vari tavoli. Quando arriva a me, depone un piatto fumante, una brocca, un bicchiere e una tazza dalla forma strana. «Questo bevilo dopo. É una chicca di Orlais e un mio piccolo regalo» dice facendo l’occhiolino e sorridendo.

Mi ricordava Hella, una delle serve della cucina che portava sempre da mangiare a Kaine. In quel momento ricordai.

«Potrebbe portare qualcosa anche per Kaine?». Il mio fedele Mabari uggiola.

«Ma che bel cagnone! Gli daró tutti avanzi della cucina, se ha la pazienza di aspettare». Abbaia felice, in mezzo al fracasso di uomini ubriachi e di altri cani nessuno lo nota.  Le sorrido e la ringrazio. La donna sembra felice di vedere una ragazza, forse é troppo abituata a uomini rozzi e ubriachi.

«C’é una camera» mi dice sconsolata.

«Ne ho parlato con mio marito, vi pregherei soltanto di non toccare nulla»

«Apparteneva a qualcuno di importante?» chiedo notando lo sguardo triste.

«Mio figlio. É scomparso nelle miniere. Dicono che la Prole Oscura l’abbia portato con se negli abissi della terra… Ma adesso basta. Rimettiti in forze» dice sorridendomi.

Le sorrido di rimando e inizio a mangiare. La zuppa calda é un sollievo che mi scalda il corpo, così come l’idromele, dolcissimo. La bevanda scalda il bicchiere, così mi ritrovo a stringerlo. Chiudo gli occhi e ripenso a solo un anno prima, quando ero acclamata come l’eroe ma il mio cuore era come morto. Avevo vinto la guerra ma avevo perso ció che per me erano le cose più importanti.

«Hai bisogno di stare al caldo, sign… Sihn.. milady?»

Mi volto. Un tizio alto, grosso e con un alito da far paura mi guarda.

«No grazie. Credo che alla locanda Delle Lucciole potrai trovare ció che cerchi»

«O avanti. Non vorrai mica farmi andare a Kurk… Fai la brava bambina» disse avvicinando il suo faccione rosso e abbracciandomi, facendo cadere la sua mano sul mio seno. No, quello no. Il mio corpo non appartiene a nessun altro se non a lui.  Mi alzo e con un gesto veloce insegnatomi da Isabela, gli punto il pugnale alla gola.

«Fidati, ti conviene andare lì. É un Custode Grigio a consigliartelo» gli dico tornando velocemente a sedere. Forse sta provando a dirmi qualcosa ma si gira e scappa via. Mi guardo intorno. Nessuno proverà più a disturbarmi. Sempre se quello non torna durante la notte con qualche sorpresa.

Finisco il mio piatto e osservo la tazza, solo allora mi accorgo di quanto sia grande. L’avvicino e tolgo il coperchio. Un fumo bianco accompagna un profumo mai sentito e invitante. C’é una tazza piena di un liquido scuro e denso. Attorno ad esso l’oste ha posizionato dei biscotti. Mi sembra un dolce. La donna mi si avvicina nuovamente. Noto che c’é anche un cucchiaino e lo immergo, mischiando il liquido scuro. Non mi ricorda nessuno dei veleni conosciuti e mi stupisco di aver pensato una cosa del genere ma del resto Zevran me lo aveva sempre detto di stare attenta a qualsiasi cosa. Lo assaggio. Non ho mai provato una cosa simile. É dolce ma a tratti risulta amaro ed é caldo. A un primo impatto mi ricarica forse più dell’idromele.

«Cioccolata» dice l’oste. «Buona, vero? Prova anche a puciare i biscotti, diventano  squisiti»

Cioccolata. Anche Morrigan si addolcirebbe assaggiandola. Di colpo mi salgono le lacrime agli occhi.

«Adesso me lo dici?» urlava la ragazza dai capelli argentati alla mora. «Eppure lo sai che non ho nulla contro la magia, anzi…» tratteneva a stento le lacrime. «Non dovevi tenermelo nascosto! Se me lo avessi detto prima, Alistair non se ne sarebbe andato chissà dove!»

«Perché? Avresti acconsentito?» disse Morrigan stranamente calma.

«Per salvarci la vita? Sì. Per rimanere insieme? Sì! Adessso invece non lo rivedró più»

Il silenzio calò.

La strega della selve lo ruppe con un sussurro.

«Ma così adesso hai la possibilità di trovarlo… Accetta, convinci Loghain e…»

«Mai! Convincilo tu se proprio vuoi un figlio!»

«Cocciuta come un mulo, vero? Bene! Faremo come vuoi tu! Addio Cousland, Custode Grigio. Non saró presente quando la mia unica e migliore amica deciderà di sacrificarsi!» prima che potesse replicare, la donna diventò un lupo e scappó.

Sono stata un’idiota. Se avessi convinto Loghain non avrei perso anche Morrigan. Eppure Morrigan era arrivata al punto di assecondare ogni mio capriccio quasi. Anche quello di cristallizzare una rosa. La rabbia fa dire cose di cui poi ti pentirai amaramente, ma non lo capisci mai in tempo. Kaine segue trottando l’oste che lo porta in cucina.

«Ho preparato la camera. Se vuoi puoi andare a riposare»

La ringraziai. Mi dice che il tetto del bagno é crollato a causa della neve e lo stanno riparando, ma mi ha preparato una tinozza e dei vasi di acqua calda. Senza accorgermene l’abbraccio. Mi accompagna in camera e io mi siedo sul letto. La stanchezza mi coglie all’improvviso, e so che ora, qualsiasi cosa mi dica, non partirò alla ricerca del uomo che amo.

«Avrei… Un’ultima richiesta»

«Cosa?»

«Solo informazioni»

Abbasso lo sguardo. I capelli, ormai lunghi, mi cadono dalle spalle sul petto. Prendo coraggio e il respiro.

«Avete visto un ragazzo biondo…» non faccio  in tempo a finire di parlare che la donna alza la mano per fermarmi.

«Biondi da queste parti me ne ricorderei. No, qui solo bruni e moretti! Ora riposati, domani mattina cercherai il tuo ragazzo!»

Esce dalla stanza. Rimasta da sola inizio a togliermi l’armatura e rimango solo con la sottoveste e il mio ciondolo. Tocco la rosa cristallizzata e inizio a piangere, dubitando di ritrovarlo.

Mi sveglio ma non capisco che ore sono. La tempesta non accenna terminare e il sole non vuole saperne di fare capolino tra le nuvole. Vado nella sala comune della taverna. Gli uomini che la sera prima erano così allegri, adesso sono in preda ai postumi e il rumore più forte che producono é solo uno sbadiglio prolungato. Mi siedo al bancone e chiedo qualcosa per la colazione. Non ho l’armatura e ho lasciato le mie cose in camera ma ho potato con me un pugnale e il mio fedele Kaine. Mi arriva una brodaglia non ben definita ma buona. La mia voglia di uscire anche solo per andare in città é inversamente proporzionale alla forza della tempesta. Converso con gli altri avventori e non so come inizio a giocare a carte, solo per far passare il tempo. Parliamo dei nostri viaggi, delle nostre avventure e dei luoghi visitati. I miei nuovi amici sono incuriositi dal Ferelden e continuano a farmi domande sulla mia Altura Perenne. É così  che si arriva all’ora di cena, tranquilla, come il resto della giornata tranne forse per i toni di voce molto alti. L’oste ci ritira i piatti e la porta si apre. Entra un uomo curvo, incappucciato. Attira la mia attenzione per un attimo, prima che un avventore mi rifirisce che la prole oscura sta per arrivare e inizia a blaterare. Nessuna prole oscura é in arrivo ma non mi azzardo a rivelarlo. L’uomo intanto inizia a bere e la sua voce si alza. Torno a guardarlo.

«Milady, lasciate stare quell’ubriacone, divertitevi con noi!»

Un uomo gli si avvicina, gli dice di smetterla, l’altro lo spinge via. Sta per iniziare una rissa. Il capuccio cade.

«No.. Non dovresssssshti  tr… trattare… coshìì… L’erede del Ferelden! Shono un Grey Warden io!»

Mi alzo.

Lui scansa un pugno ma solo perché perde l’equilibrio.

Si rialza, prova a sferrare un destro ma inciampa in uno sgabello e cade.

Il sobrio tenta di afferrarlo. Lui si appoggia al bancone.

Scatto verso l’uomo.

Il sobrio sembra essersi calmato, gli appoggia una mano sulla spalla e gli sussurra qualcosa. L’ubriaco sembra sul punto di vomitare.

Arrivo al duo, di corsa, dopo aver fatto cadere due o tre vassoi.

Finta. Prova a sferrargli un pugno.

Il sobrio sembra incazzarsi, alza il pugno.

Io sono più veloce: colpo basso e pugno.

Il nuovo arrivato cade a terra svenuto.

Due persone lo tirano su e lo portano nella stalla, dove lo lanciano sul fieno.

«Fuori morirebbe congelato… Qui almeno ha il tempo di riprendersi. Non mi sembra un attaccabrighe, ma solo un disperato» mi dice uno di loro.

Aspetto che escano. Una volta sola mi siedo di fianco a lui. Dorme come un bambino. Arriva l’oste. Mi sorride. Credo abbia capito. Mi lascia delle coperte e senza dire nulla esce, lasciandoci soli.

Mi avvicino al rimbambito. Gli tolgo l’armatura, quella dannata armatura che abbiamo recuperato dai Revenant. Si gira e inizia a russare. Lo copro. Prendo una coperta e me la metto sulle spalle.

Sono nel dormiveglia quando sento: «Prole oscura!»

Sì, li ho sognati anch’io ma nulla di che. Forse l’alcol ha acuito la sua percezione o più facilmente non é in grado di elaborare correttamente la distanza.

«Sono distanti» gli dico con calma.

Agita la testa, per riprendersi dalla sbornia.

«Bene Sogno, dove siamo?»

Sogno? Non so se essere conteta o urlargli contro…

Non gli rispondo.

Mi guarda.

«Di solito rispondi peró…»

«Ti odio»

«Lo so»

«No, non lo sai. Non sai cos’ho dovuto passare. Mentre combattevo contro l’arcidemone sulla torre, dentro di me infuriava un’altra battaglia! Ero felice che tu non fossi li ma ti odiavo perché non avevi capito la mia scelta! Loghain era una possibilità in più! Dopo Roran ce lo ha detto, sai? Perché solo un Gray Warden puó uccidere un arcidemone… Ho imparato a fidarmi del mio istinto, e ho fatto bene!» ho urlato. Ecco. Al diavolo la nobiltà.

«Ma che… Sei… vera? Sei tu? Non sei un sogno?»

«No Alistair! Sono il tuo incubo! Hai una più pallida idea di cosa ho dovuto passare per colpa tua? Le pene dell’inferno non sono abbastanza a descriverlo! Ci ho provato sai? Ci ho provato a dimenticarvi…  Tu e Morrigan ma già dopo un mese non ce la facevo più. Mi mancavate. Non dirmi che per te é stata dura perché sei stato tu a lasciarmi… Ero sola, su quella torre… Ero sola mentre mi acclamavano come eroe… Ti volevo lì, al mio fianco e tu non c’eri…»

Piango come una bambina. Io, il nobile custode, io che davanti all’arcidemone non sono arretrata di un passo. Io che neanche alla morte di mio padre ho versato una lacrima nonostante l’immane dolore.

«Lo vedi come mi riduci? E tu mi hai lasciato»

All’improvviso sento qualcosa abbracciarmi.

«Scusami»

Sta piangendo.

«Ora immaginati quello che hai passato tu e pensa che la colpa sia solo tua. Ecco, quello é ció che ho provato io. Ho pensato che fosse stato solo un sogno… Da Ostagar in poi, che avessi sognato tutto e che foss diventato pazzo. Le scuse non bastano, lo so ma é la sola cosa che ho da offrirti»

«No, adesso voglio una punizione che sia esemplare»

«Cosa devo fare? Ripulire i residui intestinalo dell’arcidemone?»

«Quello é stato già fatto… No pensavo a qualcosa di più crudele… Tipo accompagnarmi ad Orlais solo per fare compere nei negozi più belli del paese!»

«Ecco… Questo é quasi peggio che tornare alla Chiesa»

«Quasi?»

«No, lo é di sicuro»

Ride. E rido anch’io. Siamo due scemi, io forse più di lui che sono arrivata fin qui per cercarlo ma ora siamo insieme. Sdraiati sulla paglia, niente potrà più separarci.

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17 pensieri su “Dragon Age Origins Fanfiction (spoiler)

  1. Dragon Age è un videogioco vero? e quindi tu hai preso spunto dalla storia del gioco per proporre quattro finali diversi? spiega un pò meglio. Io non gioco con questi giochi, forse ho capito male?

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    • Sì, Dragon Age é un videogioco e, rispetto alle scelte fatte ha quattro finali principali che si modificano leggermente rispetto alle scelte fatte… in pratica nel finale rispetto a cosa hai deciso possono morire o due tuoi compagni, o tu o nessuno. Peró le scelte sono tante, in pratica se due giocatori hanno fatto scelte diverse, nel finale in cui non muore nessuno si possono peró avere due regnanti diversi. E così vale per le scelte amorose. Questa storia é scritta pensando a coloro che il gioco lo conoscono e lo hanno finito, sapendo anche dei vari finali. É ambientata dopo il finale vero e proprio. Spero ti sia un po’ più chiaro ^^ se hai altre domande risponderó con piacere^^

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    • Ah, ok, il fatto è che chi non ha mai giocato a questo gioco appena legge non capisce bene di cosa si tratta. Mi incuriosisce il paragone che hai fatto riguardo le scelte amorose. Come mai hai tirato in ballo l’amore? Nel gioco c’è anche qualche storia d’amore forse? scusa la mia ignoranza in materia 🙂

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    • Tranquilla chiedi pure^^ sì, ci sono dei personaggi con cui puoi avere storie d’amore, però bisogna stare attenti a scegliere le giuste frasi da dire, c’è chi é sarcastico, chi lo odia, chi é più “libertino”, chi meno… questa storia presuppone un finale particolare, una storia d’amore particolare e una particolare amicizia (perché bisogna farsi amici i compagni di squadra… o rischiano di ribellarsi). Per contro, puoi pure scegliere di non far partire la romance.

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    • Proprio in questo^^ Il veder crescere il proprio personaggio, il vivere la storia (assolutamente meravigliosa), il poter scegliere come va avanti. É molto simile a un vero rpg (inteso come cartaceo). Poi ovvio, non sarà mai come un vero GDR cartaceo ma ci prova. Poi la storia non termina effettivamente con il gioco,ma prosegue con i romanzi, i fumetti, il film, la serie… é una storia e un franchise molto ampio xD

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    • Perchè in questo gioco puoi decidere tu cosa fare e con chi farla e invece nella vita reale non è così? Io non ho mai giocato, anzi solo un paio di volte con Tomb Rider e basta. Poi le storie troppo intricate non riesco a seguirle. Il fantasy è troppo lontano dai miei gusti ma capisco forse il motivo per cui si preferisce leggere o vivere questo tipo di storie o giochi.

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    • Non ho detto che nella vita vera non é così, ma nella vita vera difficilmente la mia decisione su chi mettere sul trono ha un’importanza decisiva xD Questi tipi di giochi si basano sulla trama, é quella che ti fa rimanere incollato e più scelte hai (che vanno poi a ripercuotersi sui giochi successivi) più ti senti impersonificato nel personaggio. Poi anche il modo in cui decidi di farlo evolvere, se combattere con la spada, la magia, il tipo di stile di combattimento… di solito chi predilige questo tipo di gioco adora anche leggere, sono due media diversi ma molto simili. Tomb Raider (non so quale a quale hai giocato) é diverso come tipo, ha sì una storia di base ma é basato su un certo tipo di enigmi (devo aprire la porta e per farlo devo trovare certe leve, protette da qualcosa che me lo impedisce oppure devo trovare la strada per arrivare in cima). Io gioco anche il cartaceo (di recente ho iniziato a fare il master, cioé chi la storia la inventa e prepara i mostri) ma i miei giocatori sono liberi di fare quello che vogliono, se c’é un personaggio che piace loro possono decidere di provarci o meno, ma il personaggio non è il giocatore, ha gusti e capacità suoi e l’abilità sta nello scindere le due personalità. Insomma, mi metto nei panni di persone che la pensano diversente da me. Io principalmente la penso così: i libri, i film, i videogiochi, le storie in generale, mi estraneano dal mondo reale, tanto vale farlo bene e pensare che la magia esiste (e in un fantasy non é detto, i primi due basati su Dragon Age in realtà quasi non ne fanno riferimento). Se dovessi consigliarti un gioco per partire sicuramente questo non lo sarebbe (nonostante lo ami tantissimo) a meno che tu non conosca qualcuno che ti aiuti, perchè é davvero complesso. Tieni conto che anche rispetto alla razza scelta e alla classe, hai accesso a inizi diversi (Origins si riferisce a questo). Ma questo rende il gioco speciale, la cura estrema nei particolari, non esiste personaggio, principale meno, che non abbia storia. Poi posso continuare all’infinito ma avevo intenzione, prima o poi di fare un articolo xD Questo commento già é diventato un papiro xD

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    • Grazie per la tua spiegazione, vedo che sei proprio un’esperta. Un giorno un blogger scrisse un articolo per proporre un gdr scritto ma non riuscii a capire bene il meccanismo. Se ti vuoi estraniare dalla realtà vuol dire che non ti piace il mondo in cui vivi. Ma quando ritorni alla realtà come ti senti? ricaricata o delusa? Scusa, non era mia intenzione farti scrivere un papiro.

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    • Non è sempre delusione del mondo reale. Ti spiego: molti vanno in discoteca per distrarsi, no? Per togliere lo stress, per non pensare a nulla. Ecco, io ho la lettura (romanzi e fumetti), i videogiochi, i gdr… tutto qui. Ovvio che poi sono ricaricata. Penso che anche tu abbia provato giochi di società o di carte, é una cosa simile (a D&D in meno di 5 fai fatica a giocare, 4 giocatori più un master, più società di questo xD). Poi sì, ci sono volte in cui vuoi andartene ma di certo non penso al mondo fantasy come al mondo perfetto (esempio, per quanto vorrei andare a Hogwarts, nel Thedas, il mondo di Dragon Age, non ci andrei o almeno non vorrei fare il percorso fatto dal protagonista). Se mai hai giocato a D&D o a qualsiasi gioco simile si fa fatica a capire il regolamento e me ne rendo conto benissimo perché spesso faccio fatica anch’io. Non ho problemi a scrivere papiri, di solito sono gli altri che si stancano di leggere xD

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    • Io mi sfogo con la danza, con la scrittura, ma non è un modo per evadere dalla realtà, anzi è una cosa di cui farei proprio a meno. per me è solo un modo per esprimere me stessa, non per andare via con la testa.
      Per quanto riguarda i libri sì, ti sono più vicina. Io leggo molto, anche se di recente leggo di meno. E quindi mi capita pure a me di entrare dentro una storia e scordarmi il resto del mondo.
      Ho giocato a carte qualche volta ma giochi normali come la scopa o sette e mezzo.

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    • be, ma quando giochi non pensi al mondo, pensi solo a divertirti. Non é un male estraniarsi, anzi. Spesso ti fa vedere il mondo con occhi nuovi. Lo facevo anche a scuola, dopo un tot di ore di studio avevo bisogno di una pausa, di pensare ad altro, di ricaricare. Il volersi estraniare puó essere visto come un esercizio, mi metto nei panni di qualcun altro, penso in un altro modo. Una fuga momentanea, poi torni alla realtà.

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    • Quando andavo a scuola disegnavo nei fogli dei quaderni. Poi il mio pensiero era sempre quello di andare a Londra, fino a quando finita la scuola ci andai. Sì, mi capitava di fantasticare ad occhi aperti su quello che avrei fatto quando sarei stata lì. Ma non mi è mai capitato di volermi immaginare diversa, come una diversa persona. Anche se devo dire che certe volte tra Amleta e Laura ci sono delle differenze. Cioè l’artista è una cosa legata ma anche divisa dalla mia persona. Non so se mi spiego.
      Ogni tanto mi viene voglia di cancellare questo mio secondo modo di essere in un certo senso. Mi piacerebbe poter essere solo Laura e non più anche Amleta.

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    • Ma io non sono Belial, io sono Alessia. Belial in realtà non é neanche una seconda me stessa e sicuramente mai vorrei essere lei. Io non vorrei mai cancellare una parte di me, a meno che non mi piaccia (c’é un lato del mio carattere che odio ma che non riesco a liberarmene…). Londra é assolutamente magnifica, se scappassi davvero andrei in Inghilterra. Provare a essere chi non si é aiuta ad accettare gli altri, almeno secondo me. “Perchè fa così? Cosa lo spinge?”. Capire non é accettare o pensarla allo stesso modo. Peró é un gioco carino, “Sono un’assassina, cresciuta in un monastero chiuso da tutto. Mi comporto così perché non conosco altro mondo se non queste regole. Cosa potrebbe farmi cambiare idea?” . Magari si impara anche a comunicare con un certo tipo di persona. Per me il GDR (cartaceo o virtuale) è stato importante, per le persone che ho conosciuto e per i pensieri che ho sviluppato. Vuoi un esempio? Ti é mai capitato di pensare ‘e se un giorno sparisse dalla mia vita qualcuno che amo, anche dai miei ricordi ma qualcun altro mi dice che invece c’era, esisteva, cosa farei?’ É una domanda stupida, ma é un pezzo di una trama di un videogioco e sì, ci sono rimasta un sacco a pensarci… estraniarmi mi aiuta a pensare, e certe volte più il contesto é fantastico ed esagerato, più é facile parlare di sentimenti. Almeno per me.

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    • sì, ma vedi, per te Belial è solo la scrittrice di un blog. Un pò come un nickname e basta. Invece per me è diverso. Io sono Amleta perchè sono una artista anche fuori da internet, nel mondo reale. Il mio nome è legato a delle opere, a vari tipi di opere. Quando vivevo a Londra avevo un altro nome d’arte ma lo cancellai per una cosa che era successa.
      Sì, Londra è un posto magnifico, ma l’inghilterra non è come Londra. Londra è un posto dove hai libertà di essere te stesso, in qualsiasi modo tu voglia essere. Ma il resto dell’inghilterra non è la stessa cosa.
      A Londra puoi vestirti come ti pare, amare chi ti pare e fare quello che ti piace senza dover dare mille spiegazioni.
      Io scelsi Londra perchè ci vedevo il massimo della libertà, e poi perchè era un posto dove potevo esprimere la mia arte in maniera più concreta.
      Per me l’arte è una condanna, io non ho scelto di creare, è un qualcosa di cui mi libererei perchè è un tormento continuo.
      Io sono una artista maledetta capisci? per me l’arte è una cosa distruttiva, ecco perchè vorrei liberarmene.

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    • Io non riesco a vederla così, anche perché studio arte all’università. Se l’arte non puó aiutarmi ad andare avanti ha fallito. Io ho passato solo una giornata a Londra, il resto delle due vacanze studio a cui ha partecipato le ho passate a Eastbourne. Ho amato qualsiasi città abbia visitato (come Salisbury o Dover). Non mi aspetto il paese perfetto (i fumetti costano più dei libri… ahi per me), ma sono innamorata dell’aria che si respira, ho avuto anch’io le mie piccole disavventure ma per il resto é stato amore per questo paese. Tu vedi Amleta come una maschera (centra qualcosa Amleto forse?), il che mi ricorda Pirandello (eh… amo i classici anche se quest’autore non mi piace molto). Uso un nick perché nom voglio che le persone vedano “me” ma voglio che leggano le mie storie, di me non si sa nulla, perché i pregiudizi sulle donne che scrivono fantasy sono molti… anche se stanno scemando. Se dovessi diventare scrittrice (magari) anche nel mondo reale userei il mio nome, perché nelle mie storie metto me stessa, anche se magari i miei personaggi la pensano diversamente.

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    • No, amleta non è una maschera, anzi io non ho mai usato una maschera in vita mia perchè non ne sono capace, sono sempre stata me stessa, non ho avuto bisogno e non ho bisogno di nascondermi.
      Io sono nata nel paese di Pirandello, io ho vissuto nel paese di camilleri, forse è l’aria di quei posti che ti crea qualcosa dentro, non saprei spiegarti.
      Ma me ne sono dovuta andare dal mio paese perchè là non potevo essere me stessa, in un certo senso non potevo esserlo perchè ancora non sapevo chi fossi realmente.
      Londra non è una città buona per l’arte, me lo ha confermato un mio amico che ci vive ancora e che ogni giorno tenta di scappare a Parigi. Perchè parigi è una vera città in cui l’arte non ti chiede nessun compromesso. A Londra invece devi rinunciare a qualcosa di te per poterti affermare, è per questo che io alla fine me ne sono andata e ho buttato nel cesso la mia fama e la mia storia artistica.
      Il mio è solo un nome d’arte, come usano gli attori, non è una maschera. Il guaio è proprio questo, che io sono vera e reale, e non uso maschere.

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