Maleficent

“La bella addormentata nel bosco” (Perrault)

“Rosaspina” (Fratelli Grimm)

La bella addormentata (Wikipedia)

Sono andata a vedere Maleficent, dopo aver letto una valanga di critiche negative. Bene, ci sono un po’ di cose che voglio dire prima di recensirlo. Bene, per chi volesse solo leggere il mio parere, vada in fondo. Il primo pezzo è davvero un prologo per un mio sfogo personale.


La prima è che, fin da quando venne annunciato, il film doveva parlare di “Malefica prima che diventasse cattiva, insomma la Bella Addormentata dal suo punto di vista”. Perché dico questo? Perché io posso capire che alle persone il film non sia piaciuto. Ok, va bene. Non deve piacervi per forza qualcosa. Non accetto però le scuse. Il dover giustificare con paroloni il fatto che un film non sia piaciuto. Ma se il film parla di “Malefica PRIMA di DIVENTARE cattiva”, vuol dire che parla di quando era BUONA. Se lo è DIVENTATA, prima non lo era. Semplice, no?

Quindi la critica: “Il film è sdolcinato, hanno rovinato Malefica” non ha senso. Non vuoi vedere Malefica buona, non vedere il film.

“La Bella Addormentata nel Bosco” è una favola, come tale ha tantissime varianti. In una di queste la dolce principessa viene violentata nel sonno, partorisce e viene risvegliata dal figlio che le succhia il dito. Carina, vero? Questa poi è la prima versione (la si può leggere tranquillamente cercando in rete)

Maleficent è solo un’altra versione della storia, come l’ha voluto raccontare il regista. Volevate il film della Disney? Andate a rivedervi il film della Disney. Volete vedere Malefica cattiva in altri ambiti? Giocate a Kingdom Hearts (dai, avanti, tutti l’amiamo e tutti la odiamo in KH, che la sua piccola apparizione la fa sempre, tranne che nel 3D) Che poi posso anche accettarlo… “volevo vedere la storia come la conoscevo”, ok, aspettativa tradita, il film non è piaciuto. Ma fin qui sono gusti personali.

Quello che invece non sopporto sono le critiche a livello della sceneggiatura. “La sceneggiatura fa schifo, è vomitevole” e simile NON è una critica. Il fatto che la trama non sia piaciuta non vuol dire che la sceneggiatura non regge. La sceneggiatura ha un problema? Dimmi dov’è il problema (cose non spiegate? Dialoghi senza senso? Reazioni umane assurde? COSA CAVOLO NON VA NELLA SCENEGGIATURA?). Tutti critici di cinema solo perché si sono visti tanti film, poi nelle recensioni nessuno dice nulla, solo che fa schifo. Che recensione è? Se mi dici dove sta il problema io posso anche accettarlo (accettare non vuol dire condividere, ma solo capire e non continuare in inutili discussioni).

Ok, ora parto con le mie impressioni. Come avrete immaginato, a me il film è piaciuto. Perché? Bè, non sono andata a vederlo aspettandomi il filmone, non mi aspettavo un film alla “Avatar” o “X Man” o qualche film impegnato. La Bella Addormentata è una favola, favola di cui lessi la versione sia di Perrault che dei fratelli Grimm. Cosa che forse hanno fatto in pochi (quindi andatevele a leggere che c’è il link sopra, c’è anche il link a wikipedia con le altre versioni). È un film basato su una favola. Tornate un attimo bambini e guardatelo con quegli occhi. Sì, perché è un film per bambini. Ok, c’è Angelina Jolie ma resta comunque indirizzato a un target di bambini.

Analisi dal punto di vista delle favole. Faccio qui un attimo riferimento a quella dei fratelli Grimm (periodo 1800 circa, non so quando le abbiano pubblicate ma mi interessa più il secolo che l’anno preciso).

“Non invitò soltanto i suoi parenti, amici e conoscenti, ma anche le fate perché‚ fossero benevole e propizie alla neonata. Nel suo regno ve n’erano tredici, ma siccome egli possedeva soltanto dodici piatti d’oro per il pranzo, dovette rinunciare a invitarne una.

Ok, bello vero? La cara Malefica (il cui nome non viene menzionato) è una FATA. Non una strega una FATA che per natura non è né buona né cattiva, ma le è stato fatto un torto e, si sa, non bisogna fare un torto alle fate o si vendicano (poi, mio personale pensiero: se hanno dimenticato proprio lei, non è che forse c’è altro?). Così la maledice, a 16 anni si pungerà il dito e morirà. Lo sappiamo tutti. Ma le fate buone erano 12 (12, non 3. 12!!!!! chissà perché questa cosa è passata inosservata ai critici). La dodicesima ancora non ha benedetto la bimba (sì, perché l’influenza del Signore è onnipresente nelle favole dei fratelli Grimm, tant’è che era il battesimo della piccola Rosaspina). Cosa dice la fatina buona?

“La principessa non morirà ma cadrà in un sonno profondo che durerà cento anni.”

Ok, niente bacio. Eh già, non c’è il bacio.

Il re, disperato fa distruggere gli arcolaio per editto reale. Ecco, forse questa parte è del tutto priva di significato nel film, ma forse dipende pure dalla pazzia di re Stefano, perché si tiene gli arcolai? Andiamo avanti con la favola però. La principessa Rosaspina (non si chiama Aurora, ma Rosaspina in questo caso) cresce al castello. Ops, niente casupola, niente fate che fanno da mamme (i cari critici non lo dicono). Per caso trova una vecchietta che fila. Ma non è Malefica. È solo una vecchietta che non sapeva dell’editto e che si dispera pure quando vede la principessa svenire. E Malefica? Boh, non appare più…

Passano cento anni in cui il castello viene avvolto dai rovi, un principe passa di là e decide di vedere la bella Rosaspina.

Altro mito Disney infranto. Niente colpo di fulmine, niente “I know you once upon a dream”

Questa descrizione però è carina:

“Giunto nel cortile del castello, vide cavalli e cani da caccia pezzati che dormivano, distesi a terra; sul tetto erano posate le colombe con le testine sotto l’ala. Quando entrò, le mosche dormivano sulla parete e il cuoco, in cucina, tendeva ancora la mano per afferrare lo sguattero, mentre la serva sedeva davanti al pollo nero che doveva spennare.”

Il principe arriva, la bacia e lei si sveglia. Credo solo per puro caso, dato che nessuno ha detto che servisse il bacio.

Niente drago, niente combattimenti, Filippo alquanto inutile, Malefica boh… ira momentanea che svanisce subito dopo a quanto pare.

Ma nei crediti si legge che il film è basato sulla storia di Perrault. (1600 circa, quindi molto più vecchia) e su quello della Disney. I richiami alla Disney sono tantissimi ma a questo punto analizziamo un attimo quella di Perrault, storia un po’ più lunga di quella dei fratelli Grimm.

“Fu fatto un battesimo di gala; si diedero per comari alla Principessina tutte le fate che si poterono trovare nel paese (ce n’erano sette) perché ciascuna di esse le facesse un regalo;”

Anche qui, le sorelle sono sette, non tre. Si può supporre senza problemi che è il numero delle fate (e nella loro imbranataggine) che il regista ha preso dalla Disney, quindi più che la trama ha preso i personaggi e certe scene (non so voi, ma quando piove nella capanna mi ricorda tanto tanto Merlino). Sapete cos’è la cosa più bella?

“Ma in quel mentre stavano per prendere il loro posto a tavola, si vide entrare una vecchia fata, la quale non era stata invitata con le altre, perché da cinquant’anni non usciva più dalla sua torre e tutti la credevano morta e incantata. Il Re le fece dare una posata, ma non ci fu modo di farle dare, come alle altre, una posata d’oro massiccio, perché di queste ne erano state ordinate solamente sette, per le sette fate. La vecchia prese la cosa per uno sgarbo, e brontolò fra i denti alcune parole di minaccia.”

La storia della posata c’è pure qui, dev’essere stato uno sgarbo davvero immane. Ma in questo caso temo che la questione sia più pesante. No dico, nessuno che sia mai andato a trovarla? Cinquant’anni e questa vecchina rinchiusa sola soletta? Sì, anche lei poteva farsi viva, ma qualcuno che l’andasse a trovare per capire cos’ avesse? Ci credo poi che diventa Brontolo dei sette nani.

Una fata si nasconde, la maggiore maledice, la fata nascosta spunta e cerca di rimediare al danno.

“Rassicuratevi, o Re e Regina; la vostra figlia non morirà: è vero che io non ho abbastanza potere per disfare tutto l’incantesimo che ha fatto la mia sorella maggiore: la Principessa si bucherà la mano con un fuso, ma invece di morire, s’addormenterà soltanto in un profondo sonno, che durerà cento anni, in capo ai quali il figlio di un Re la verrà a svegliare”

Il figlio di un re. Non il bacio del vero amore. Il figlio di un re.

La storia continua più o meno come quella dei fratelli Grimm, tranne per il fatto che, a quanto pare, la piccola principessa (senza nome, come la fata) è sì addormentata, ma senziente. Infatti:

“ I suoi discorsi furono sconnessi e per questo piacquero di più; perché, poca eloquenza, grande amore! Esso era più imbrogliato di lei, né c’è da farsene meraviglia, a motivo che la Principessa aveva avuto tutto il tempo per poter pensare alle cose che avrebbe avuto da dirgli: perché, a quanto pare (la storia peraltro non ne fa parola), durante un sonno così lungo, la sua buona fata le aveva regalato dei piacevolissimi sogni.”

Ma l’intelligenza? No, a quanto pare all’epoca non era una virtù per le donne… però carini, parlano senza sosta per ore, e (almeno credo di aver capito) lui imbambolato a guardarla senza capire un’ acca.

Ma la storia di Perrault non termina qui. Malefica comunque non fa ritorno, la principessa si sposa ma c’è un piccolo problema con la famiglia di lui… leggetela. Un film con anche quel pezzo sarebbe un horror credo. In ogni caso il film finisce con il risveglio della principessa, non vado avanti con l’analisi. Ah già, Aurora è il nome di una delle figlie della principessa senza nome.

Che dire… già la Disney “distrusse” la favola e la ricompose, quindi il “non è come la storia originale” fa alquanto ridere. Come se la versione disneyana fosse quella originale. Disney non ha mai fatto favole mantenendo la storia originale. Non capisco seriamente la ragione di questa lamentela.

Ah già, neanche qui c’è il drago.

Il film è (e con questo ci sono molti che concordano con me), a livello tecnico, ben fatto. Begli effetti speciali, le inquadrature le ho adorate (quei primi piani dello sguardo di Angelina sono meravigliosi, così come i tagli di inquadrature quando vola… ma magari a qualcuno più esperto di me hanno fatto schifo, non so…), così come certi particolari (la scena della gemma, ti fa capire che c’è di più in quella brughiera, qualcosa che il re prima di Stefano voleva). I dialoghi li ho adorati, specie quelli con il corvo. Adorabile il corvo, per un attimo ho pensato fosse lui il vero amore (vedi Bincaneve e il cacciatore… che occasione mancata con quel film), ma così non è stato (colpo di scena nel clichè… ho provato una strana sensazione).

Ci sono però scene a me poco chiare:

-Che cavolo ci vanno a fare le fate al battesimo se non sono state invitate e manco sapevano della loro esistenza? Spero non sia solo perché sono state così stupide da pensare “ma sì, andiamo! Voglio vedere la piccola, verremo accolte a braccia aperte!” Ma del resto sono proprio idiote. (no dico!!! c’è la Umbridge!)

-”Stabbene”. Stabbene? STABBENE???? questo spero e penso sia un orrore dell’adattamento italiano.

-Ma non dovevano bruciare gli arcolai? Perché li hanno messi lì?

Nota di merito: il ferro. Oddio, non so dove l’ho letto ma quando ho visto la scena del ferro, mi è venuto in mente che c’erano delle fate che si arrabbiavano se veniva offerto loro del ferro… forse sul libro di fate che ho, o in qualche leggenda.

Ho sentito (al cinema) persone chiedersi perché il re prima di Stefano (non ricordo se avesse un nome) avesse deciso di attaccare la brughiera. Bé, nel film lo dicono: voleva i tesori (forse la gemma vista all’inizio?). In ogni caso nelle favole (specie qeulle dei fratelli Grimm) c’è quasi sempre il fattore cristiano nascosto (le fate sono al battesimo), magari non ha voluto specificarlo ma semplicemente li considerava essere demoniaci (e ci credo! Malefica può essere figa quanto vuoi ma vedersela arrivare incazzata fa tutt’altro effetto!)

Re Stefano parla al muro da solo. No, re Stefano parlava con le ali. Stava diventando pazzo e si rivolgeva alle ali come se avesse davanti Malefica.

Il drago. Ho un rapporto controverso con il drago. Anch’io sono cresciuta con i film della Disney, anch’io amo Malefica, anch’io amo la Bella Addormentata e il suo drago. Soggettivamente non mi piace, quelle piume attorno al collo… no proprio no. Però è anche giusto… insomma, è il corvo trasformato in drago, qualcosa gli è rimasto. Ecco il problema oggettivo\soggettivo che molti non comprendono. Una cosa può non piacere, ma non vuol dire che non sia valida. Poi ci sono cose che non piacciono e che non sono valide. O cose che piacciono e che non sono valide. Il punto sta nel capire questa cosa.

Maleficent è la storia rivisitata della Bella Addormenta, tra l’altro tra i film visti tratti dalle favole, è quello che mi è piaciuto di più. Ha i suoi punti deboli, forse dovuti al fatto di essere una favola (lo ricordo sempre, è una FAVOLA! Non tutto deve essere spiegato in una favola), i punti che non mi piacciono e altri che ho adorato. Le scene comiche sono simpatiche, dell’ironia ingenua che piace a me.

Ah già, un “critico” ha detto che dato che il produttore è lo stesso di “Alice in Wonderland” e “Il grande e potente Oz” (mai visto, forse prima o poi rimedierò) non vedrà altri film dello stesso produttore. No dico, non il regista, il produttore. Quello che semplicemente ci mette i soldi. Ok, dato che ci mette i soldi lui ha comunque l’ultima parola, ma un film è fatto dal regista, lo sceneggiatore, il costumista e tanti altri, non dal produttore!

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