The ring (prima parte)

Questo articolo contiene spoiler.

Questa prima parte tratterà The Ring principalmente come l’ho vissuto io all’epoca. Ne parlerò seguendo i miei ricordi.

Ok, perché parlo di “The Ring” ora? Colpa di una discussione in chat, è venuto fuori e ora voglio farne uno speciale sulla pagina, qua metterò il riassunto della serata.

Ma andiamo con calma. Cos’è “The Ring”? Un film, diranno in tanti (due, tre, quaranta…. dipende da quali avete visto). Io lo chiamo fenomeno. A distanza di anni non so neanche più se mi piace o meno, è come se lo avessi assimilato, come se non ci fosse nient’altro che l’oggetto in se. Qua la mia piccola storia riguardante “The Ring”.

Era il 2002 quando uscì “The Ring“, ricordo che all’epoca amavo i film horror. Andavo alle medie (in realtà era il passaggio tra le medie e le superiori) e io e due mie amiche andammo a vedere il film americano, attirate dal trailer . All’epoca ci piacque, era un film insolito e l’idea di fondo di poter trovare una videocassetta che potesse uccidere solo per il fatto di essere stata vista ci spaventava. Si, perché, a differenza di altri film horror basati sulla stupidità delle persone (“Evochiamo un demone! Sarà divertente!”), le prime vittime non avevano fatto nulla se non una vacanza. Comunque, poteva finire così, sì un film carino (molto criticato, ma, d’altronde quale film non lo è?) ma un film che sarebbe stato presto rimpiazzato. Così non fu. All’epoca non c’era internet, ci affidavamo alle riviste o ai videonoleggi. Sapevamo esistesse la versione giapponese, quella da cui è stato tratto il tutto ma neanche speravamo di vederlo. Insomma, quando mai avevamo visto in tv un film giapponese (completamente giapponese, non solamente ambientato in Giappone)? E invece eccolo lì, in videoteca, doppiato in italiano. (Nel frattempo io comprai il DVD di un anime, non ricordo quale… all’interno trovai la pubblicità di Ring  e Ring 2, scoprendo così che il film non terminava con il primo).

A essere sinceri, lo trovai noioso (trailer), troppo lento e troppe cose poco chiare (ma chiarissime per la loro cultura). Ma ormai era tardi… vedemmo anche “The Ring 2”  (quello giapponese, quello americano arrivò molti anni dopo). E anche lì le cose erano poco chiare, ritmo del film troppo lento e simili. In realtà credo semplicemente che non fossimo abituati ai film giapponesi e ai loro tempi perché, a dirla tutta, in realtà la storia ci piacque. Ma finisce qui? Ovviamente no.

“Ring 0” (trailer): il prequel! La storia di Sadako, potevano non vederla? Anche qui, horror giapponese, lento nella narrazione ma aveva quel qualcosa per la quale non potevamo dire “che schifo” (forse solo la foga di vedere film giapponesi? Diciamocela… eravamo i “primi otaku” a non doversi nascondere… un piccolo gruppo che se ne fregava altamente di quello che pensavano gli altri, la passione c’era tutta. Ma fin qui niente di diverso rispetto ad altre saghe infinite… come andiamo oltre allora? Semplice…

Il manga. Eh già. Perchè esiste il manga, anzi I manga. Sono 4 volumi: 0 Birthday (parla della storia di Sadako), Ring e Ring 2 (la storia dei film giapponesi) e Spiral (storia invece presa dal romanzo), editi tutti da Planet Manga. Personalmente non li ho letti, ma mi hanno detto che sono belli (sempre se avete cognizione di causa di cosa state leggendo).

 Seconda parte

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