Act. 1 – Le mie mani scarlatte

Da lontano. Lo guardava da lontano, lo aveva sempre guardato, sempre e sempre, ma sempre e solo da lontano. Lei era lì, aspettando una scusa per parlargli. Nel suo lungo abito di pizzo bianco, sontuoso, camminava per la strada selciata,

sporca di fango laddove passavano i carri provenienti da fuori città. E lei viveva aspettando, sull’altro lato della strada, guardandolo come se a dividerli non fosse una strada ma un lungo fiume, profondo e agitato. Onde su onde si accavallavano, pronte a travolgerla, a distruggerla prima che lei si potesse anche solo avvicinare a quell’uomo sull’altra sponda di quel fiume, di quelle onde che vi si infrangevano fatte di carrozze, di carri e calessi. Mentre percorreva quella strada, quella lunga strada che era sia Inferno che Paradiso, il sole scendeva, tingendo di rosso il selciato e il fiume diventava sangue, più pauroso che mai perché significava solo che stava arrivando il buio, il buio che portava anche il male, il dolore. Affrettò il passo e arrivò all’entrata della libreria che era appartenuta a sua nonna. Aprì la porta e si rifugiò finalmente al sicuro. Lì aprì il libro scritto da sua nonna. Parlava di amore, di filtri, di magia. Quanto sognava di poter finalmente, un giorno, utilizzare uno di quei filtri. E mentre era assorta in quei pensieri la porta si aprì. Una ragazzina, più piccola di lei di forse quattro o cinque anni, voleva un libro che parlasse d’amore, un amore impossibile che terminasse con un felice matrimonio. Lei lo cercò e glielo consegnò, lo diede in mano a quella ragazza dalla pelle bianca, che risaltava sull’abito in velluto rosso che portava. Rosso, come il fiume al tramonto che li separava, il colore che sanciva la loro separazione. La ragazza pagò ed uscì allegra, stringendosi al petto quel libro dalla copertina rossiccia, il colore del cuoio che lo ricopriva.

Il giorno dopo di nuovo, lei nel suo candido abito camminava guardandolo, pregando che si voltasse, che attraversasse quel fiume per lei…

Ma stavolta non voleva andare alla libreria ma verso il bosco, verso la casetta di sua nonna, la voleva andare a trovare. Era arrivata al limite della strada, doveva solo voltare per entrare in un’altra via, più piccola, secondaria, dove neanche la luce riusciva a filtrare tanto erano alti i palazzi e piccola la via. Stava per entrarvi quando una voce la bloccò. Si voltò ed era lui. Alto, affascinante, con una voce così dolce che neanche lei se l’era immaginata così bella. La fermò, le raccomandò di non andare oltre perché oltre c’era il Bosco Oscuro, patria delle streghe. Lei sorrise e lo guardò dolcemente.

“Lì non ci sono streghe, disse, né mostri di alcun genere. C’è solo una piccola casa dove abita mia nonna per allontanarsi dai rumori di città e passare tranquilla quel che le resta da vivere.”

L’uomo non era convinto e si offrì di accompagnarla. “Anche se non ci sono mostri in quel Bosco, rispose, i pericoli sono ovunque. Non è necessario andarli a cercare.”

Il suo cuore si sentì felice, aveva finalmente attraversato quel fiume rosso, quel fiume rosso non esisteva più. Una volta giunti alla casetta la nonna fece in tempo solo a consegnare una lettera alla nipote, a sdraiarsi sul letto e anche lei attraversò un fiume. Un fiume nero, oscuro, da cui non fare ritorno. Il fiume di Caronte.

Il sole scese per la seconda volta e loro tornarono insieme in città. Lei lo ringraziò e disse che sperava di rivederlo, magari per ricambiare il favore. E lui disse che l’avrebbe incontrata di nuovo, che l’avrebbe rivista, magari nel suo negozio di libri.

La terza mattina lo incontrò al bancone. Lui fu premuroso, le chiese come stesse e lei rispose con sorrisi dolci, perdendosi nei suoi occhi neri e profondi. Si lasciava lusingare dalle sue parole e passarono così il giorno, a parlare e a ridere, ogni tanto.

La notte lei sognò. Sognò di terribili eventi e di sua nonna. Sognò di mani rosse, non di sangue ma semplicemente rosse. Un dolce sorriso sul viso di uno sconosciuto, il bianco che si infrange nel buio più assoluto come un vetro che spaccandosi rivela l’oscurità del mondo.

La quarta mattina lui ritornò ma con lui c’era l’altra. La ragazza con il vestito di velluto rosso era al suo braccio. Con il sorriso che si apriva sulla bocca, quel diavolo le annunciava il loro matrimonio. Aspettò che uscissero e presa dalla gelosia rilesse la lettera di sua nonna in cui c’era scritto che era una strega. Prese il libro degli incanti, scrisse una lettera, la fece recapitare e corse nel bosco dove maledisse i suoi nemici.

Aspettò poco, il ragazzo si presentò sulla porta della casa della nonna, lei attendeva, nel suo abito di pizzo bianco, con un pugnale nascosto dietro alla schiena.

“Perché?” Gli chiese.

“Non è un scelta mia, ma di altri.” Rispose.

Le lacrime scendevano.

“Rifiutati allora.”

“Non posso. Lei mi ama. Potrei iniziare anch’io ad amarla. Anche se adesso… in realtà è te che voglio.”

“Stupido. Allora diventa mio.”

“Non posso… è come se…”

Ma non le importava più di niente, si precipitò su di lui con il pugnale diretto al suo stomaco. Qualcosa la fermò prima. Il corpo della ragazza. Si era messa in mezzo e gli aveva salvato la vita, a discapito della propria. Cadde tra le braccia di lui, sulle labbra, con un ultimo respiro disse “Ti Amo.”

Lui estrasse il pugnale dal corpo esanime della ragazza, corse, la colpì.

Lei, “perché? Io ti amo, perché ho fatto… ? ho cercato… ?”

Lui sorrise, tolse il pugnale, la tenne sollevata da terra. Ma il sorriso non era più dolce, gli occhi erano rossi adesso, non più neri.

“Lo so.” Disse.

Dalla bocca di lei fuoriuscì del sangue. Lui la baciò, assaporando il sapore ancora caldo di quel sangue e leccandolo.

“Lo so, proprio per questo. No, non sono le streghe di cui si deve avere paura.”

Lei morì e lui la lasciò cadere a terra.

Con passo deciso si diresse verso la casa. Prese il libro d’amore e filtri di lei. Lo aprì alla pagina di Amore Eterno. Rilesse l’incantesimo di stordimento e confusione che aveva eseguito per la prima volta in modo esemplare. Lo richiuse di scatto e aprì una piccola nicchia sul copertina dove infilò il pugnale. Per qualche tempo non ne avrebbe avuto bisogno. Due Vite d’Amore in una volta sola, niente male. Non immaginava che anche la ragazzina potesse morire per lui. A lui interessava la strega, ne aveva uccise tante, tante che si erano innamorate di lui. Con tranquillità uscì dalla casa, richiuse la porta e si incamminò verso un’altra città, dove avrebbe vissuto per qualche tempo e quando sarebbe stato al limite avrebbe preso un’altra Vita d’Amore, per restare immortale. Per vivere lui aveva bisogno di prendere vite da aggiungere alla sua.

Una vita in cambio di una vita, prolungamela.
Se tu mi amassi veramente,
faresti di tutto per me. E io voglio viverla.
Viverla, viverla eternamente,
Con questo pugnale io ti tolgo la vita.
Con questo tuo amore io prolungo la mia vita.
Con queste mani ti dono tutta me stessa.
La maledizione del pugnale, di chi ama se stesso.
Il pericolo della morte nascerà
Quando qualcuno mi farà innamorare,
Solo allora, uccidermi potrà
E con questo pugnale
La sua vita prolungare
Finché qualcuno non lo farà innamorare.
Ricorda , mio unico amore tenero
Niente è eterno, tutto è effimero.
L’inizio è l’amore,l’amore è la fine
Che il cerchio d’odio si chiuda
Poiché ci attende L’immortalità creduta.
Le mie mani scarlatte vivranno in eterno sulle pene di chi mi ha amato.

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18 pensieri su “Act. 1 – Le mie mani scarlatte

  1. Questa versione da “cacciatore di anime” mi sembra più intrigante. Voglio dire che ad un certo punto sembrava un horror quasi e vedevo la scena di quando lei sogna sua nonna e mani rosse di sangue.

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    • Lui é lo stesso dell’Act. 3^^ questa é stata la prima mai scritta. Tra l’altro creata dopo aver visto Death Note (ci sono degli esseri chiamati shinigami che uccidono per prolungare la propria vita) e dopo una lezione sulla Divina Commedia… In tanti mi hanno detto che questa era la storia scritta meglio, io personalmente preferisco l’act.2

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    • Death Note è una serie strana che mi sarebbe piaciuto vedere ma non ho potuto. Il protagonista invece che fa? Non mi ricordo bene di questo personaggio.
      Sì, secondo me è migliore, forse perchè appunto le scene si immaginano meglio, non so.

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    • Il protagonista (Light) trova un quaderno che uccide la persona della quale si é scritto il nome. Tutta le serie é basata sul desiderio di Lighti di usarlo per purificare il mondo e la ricerca, da parte della polizia, di trovare colui che sta facendo fuori tutti i criminali.

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    • Wow, mi sembra molto interessante. Peccato che non l’hanno rifatta più su Mtv. Ormai non fanno più nulla di interessante su Mtv. Io lo seguivo quando ancora era in inglese. ora non mi piace più.

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    • Io non guardo proprio più la tv se non saltuariamente… le notizie le ottengo da internet (tanto quello che mi dicono in tv passa pure di lì e spesso grazie a Facebook le so pure prima…), MTV purtroppo é diventato il mondo dei reality dei cretini… mi manca quando il martedì sera mi mettevo a vedere l’anime night… in ogni caso esiste lo streaming (ci sono i siti legali e gratuiti), non so se peró Death Note sia su una di queste piattaforme o sia trovabile solo su streaming o siti di download illegali. Per le serie (animate o live), in tv ormai guardo solo Rai 4, mi ha anche fatto conoscere un libro che, appena potró, mi leggo (altro che libro… é una serie di libri fantasy che conta 17 volumi… ma davvero mi ispira tanto)

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    • io pure guardo poca tv, solo Focus, Laeffe, e qualche film ogni tanto. Non sto più su facebook, mi hanno scocciato i social, mi sono cancellata da tutti ormai.
      Sì, c’erano anche Inuyasha, anche Vangelion,…almeno non erano i soliti cartoon che mandano in altri canali.
      Non amo nemmeno i reality, di nessun tipo.
      Ma davvero un fantasy di 17 volumi? Dimmi il titolo chissà che non mi avvicini al genere. Immagino sarà una bella impresa.
      Io prima, fino a poco tempo fa, ero capace di leggere un librone in una sola notte. Però adesso di notte dormo e anche sodo, e quindi di giorni mi rimane poco tempo per leggere.
      Mi piacciono molto gli scrittori giapponesi, tipo Mishima, Murakami, Banana Yoshimoto,…
      i tuoi preferiti invece quali sono?

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    • Di norma il fantasy é a saghe, ci si inventa un mondo e ci ambienta le proprie storie, così che magari si puó continuare a scrivere, guarda Tolkien… tutte le sue storie sono ambientate nella Terra di Mezzo ma ogni ‘frammento’ è leggibile separato dagli altri. Io ho ricominciato a leggere da pochissimo, perchè a Natale mi hanno regalato il Kobo. La serie si chiama “La spada della verità”, ho letto la prima pagina e credo che lo continueró. Adoro Eoin Colfer, autore della serie di Artemis Fowl, che mi ha insegnato che non sempre i cattivi lo sono fino in fondo, la Rowling che mi ha insegnato ad attingere nella mitologia, nella storia e nella mia vita privata, Oscar Wilde… poi ci sono alcuni romanzi che amo come Notre Dame (che devo finire) o Frankenstein. O, anche Victoria Francés, che mi ha ispirato le Favole D’Amore Oscuro^^

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  2. Bellissima storia! L’unica pecca è forse che andrebbero riviste alcune parole e usare dei sinonimi ma per il resto è davvero una storia molto molto intrigante!
    Mi ha preso moltissimo, appena ho iniziato a leggerla, sentivo il desiderio di andare avanti e di capire cos’avevi progettato. Il finale è stato travolgente, sarà che amo il drammatico, il gotico… ma ho apprezzato moltissimo ^^
    Complimenti 🙂

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    • Rileggeró per cercarle… purtroppo a volte anche se rileggo sessanta volte non vedo le ripetizioni che noto solo dopo molto tempo. Grazie^^ la storia però l’ha ideata una mia amica, io ho solo sistemato alcuni punti e messa effettivamente per scritto la sua idea

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  3. Mi è piaciuta molto questa storia, triste e coinvolgente. Ho notato che ci sono troppe ripetizioni, ma come resto davvero complimenti! 🙂 comunque non tutte le ripetizioni sono un male, alcune mi piacciono poiché danno enfasi e un tono oltre che uno stile particolare allo scritto.
    A piacermi è stato specialmente il finale, molto d’effetto anche le ultime righe in poesia (che sembra a tratti quasi come una maledizione).
    Di nuovo complimenti! ^-^

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    • Alcune, tipo queste: “Da lontano. Lo guardava da lontano, lo aveva sempre guardato, sempre e sempre, ma sempre e solo da lontano. Lei era lì, aspettando una scusa per parlargli” sono volute. Altre derivano dal fatto che questa storia è di dieci anni fa… se un giorno dovessi riprenderle e completarle allora sistemerei anche queste ^^ Per la poesia negli act successivi troverai risposte^^ Grazie mille per il commento^^

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  4. Eccomi qua ^_^ Ho pensato di collaudare subito le indicazioni per trovare le storie… Sai mai che si dileguavano,senno’! 🙂 Orbene. Yeee! Questa mi e’ piaciuta un sacco! Sono un’amante della cifra gotica e ho da sempre l’amore per il colore.. Nel senso che una storia in cui i colori hanno un ruolo fondamentale m’ingolosisce un sacco… Comunque questa e’ ottima! Compliments ❤

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    • Grazie^^ Bianco, nero e rosso sono tre colori che ci saranno anche nelle prossime, personalmente li associo tantissimo al gotico, quindi è quasi tutto di quelle tre tonalità per me XD

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